07/08/2026
Il Trattato di Lisbona del 2009 ha confermato lo strumento della petizione come forma di democrazia partecipativa che consente a qualunque persona che risiede nell’Unione europea di rivolgersi al Parlamento europeo per rivendicare diritti individuali o collettivi relativi all’applicazione delle normative europee (art. 227 tfue) e che si affianca alle iniziative dei cittadini europei che potrebbero invece contribuire all’avvio di un percorso costituente.
Circola in alcuni ambienti europeisti il testo di una forma particolare di petizione il cui obiettivo sarebbe quello di risuscitare la proposta di parziale revisione dei trattati approvata da una minoranza del Parlamento europeo (295 deputati su 720 membri sulla base di un strana regola che non esige una sostanziosa maggioranza per un atto costituzionalmente rilevante al contrario degli atti di diritto secondario che richiedono la maggioranza assoluta della assemblea) nella scorsa legislatura essendo ormai evidente che il Consiglio europeo non abbia alcuna intenzione di aprire prima della fine di questa legislatura il vaso di Pandora di una revisione intergovernativa dei trattati.
Il testo della petizione è stato sorprendentemente sottoposto alla firma dei deputati europei che l’indirizzerebbero così a se stessi ed alcuni di loro hanno accettato di sottoscriverla senza considerare il fatto che essa si dovrebbe rivolgere al Parlamento europeo.
Durante questa legislatura ci sono atti più urgenti che richiedono risposte immediate a trattato costante (politiche migratorie di accoglienza e inclusione, transizione ecologica e digitale, attuazione del pilastro sociale, difesa europea come strumento di una politica estera per la pace, competitività, Unione bancaria e dei capitali, un safe asset europeo nel quadro di un bilancio quinquennale per beni pubblici europei, uno scudo per la democrazia europea, una legge elettorale europea uniforme…) mentre sarebbe strategicamente più intelligente iniziare a lavorare affinché nel prossimo parlamento europeo si formi una maggioranza che rivendichi il ruolo costituente di quella assemblea come faremo il 9 settembre quando ci incontreremo nell’Aula Calasso della Sapienza a Roma.
“Obiettivo 1000 per un progetto, un metodo e un’agenda federale europea”.
Si può ancora partecipare alla giornata del 9 settembre 2026 sul costituzionalismo europeo inviando un formulario a [email protected] che si può richiedere fra il 24 agosto e il 4 settembre allo stesso movimento europeo.
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