Consiglio Italiano del Movimento Europeo

Il Movimento Europeo nasce con l’esplicita missione di essere portavoce ed espressione di tutte le forze democratiche della società civile e del mondo politico organizzate su tematiche di respiro europeo. Ha, inoltre, la funzione di sensibilizzare l’opinione pubblica e i media sul valore dell’Europa e mobilitare i cittadini a favore dell’unità europea su basi federali. Infine, il Movimento europeo

avanza proposte a nome della società civile organizzata presso le istituzioni locali, nazionali ed europee.

🇮🇸🇪🇺Il Referendum in Islanda, la democrazia e la sovranità"Abbiamo perso non solo un referendum in un paese aperto ai va...
01/09/2026

🇮🇸🇪🇺Il Referendum in Islanda, la democrazia e la sovranità

"Abbiamo perso non solo un referendum in un paese aperto ai valori europei, ma l’occasione di chiarire in quella repubblica e in tutta l’Europa il vero significato della dimensione e dei vantaggi della democrazia sovranazionale e della sovranità condivisa."

🔎Scopri il testo completo dell'editoriale del presidente Dastoli insieme alla rubrica "La bussola della disabilità" a cura di A, Mamone e tutti gli altri aggiornamenti nella newsletter diq questa settimana

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🇮🇸🇪🇺Il 29 Agosto l'Islanda voterà per riprendere i negoziati di adesione all'Unione europea iniziati nel 2010 e sospesi ...
26/08/2026

🇮🇸🇪🇺Il 29 Agosto l'Islanda voterà per riprendere i negoziati di adesione all'Unione europea iniziati nel 2010 e sospesi nel 2013.

🗳️Un importante passo per la piccola isola artica che tuttavia potrebbe avere ripercussioni rilevanti su tutto il continente.

🔎L'analisi si basa sull'articolo della nostra stagista Ludivine Lamour, Science Po AX dal titolo "L’integrazione dell’Islanda nell’Unione Europea: verso un disgelo dei negoziati ?"
In attesa del referendum l'articolo completo sarà disponibile a partire dall'inizio della prossima settimana sulla nostra newsletter

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Il Trattato di Lisbona del 2009 ha confermato lo strumento della petizione come forma di democrazia partecipativa che co...
07/08/2026

Il Trattato di Lisbona del 2009 ha confermato lo strumento della petizione come forma di democrazia partecipativa che consente a qualunque persona che risiede nell’Unione europea di rivolgersi al Parlamento europeo per rivendicare diritti individuali o collettivi relativi all’applicazione delle normative europee (art. 227 tfue) e che si affianca alle iniziative dei cittadini europei che potrebbero invece contribuire all’avvio di un percorso costituente.
Circola in alcuni ambienti europeisti il testo di una forma particolare di petizione il cui obiettivo sarebbe quello di risuscitare la proposta di parziale revisione dei trattati approvata da una minoranza del Parlamento europeo (295 deputati su 720 membri sulla base di un strana regola che non esige una sostanziosa maggioranza per un atto costituzionalmente rilevante al contrario degli atti di diritto secondario che richiedono la maggioranza assoluta della assemblea) nella scorsa legislatura essendo ormai evidente che il Consiglio europeo non abbia alcuna intenzione di aprire prima della fine di questa legislatura il vaso di Pandora di una revisione intergovernativa dei trattati.
Il testo della petizione è stato sorprendentemente sottoposto alla firma dei deputati europei che l’indirizzerebbero così a se stessi ed alcuni di loro hanno accettato di sottoscriverla senza considerare il fatto che essa si dovrebbe rivolgere al Parlamento europeo.
Durante questa legislatura ci sono atti più urgenti che richiedono risposte immediate a trattato costante (politiche migratorie di accoglienza e inclusione, transizione ecologica e digitale, attuazione del pilastro sociale, difesa europea come strumento di una politica estera per la pace, competitività, Unione bancaria e dei capitali, un safe asset europeo nel quadro di un bilancio quinquennale per beni pubblici europei, uno scudo per la democrazia europea, una legge elettorale europea uniforme…) mentre sarebbe strategicamente più intelligente iniziare a lavorare affinché nel prossimo parlamento europeo si formi una maggioranza che rivendichi il ruolo costituente di quella assemblea come faremo il 9 settembre quando ci incontreremo nell’Aula Calasso della Sapienza a Roma.
“Obiettivo 1000 per un progetto, un metodo e un’agenda federale europea”.
Si può ancora partecipare alla giornata del 9 settembre 2026 sul costituzionalismo europeo inviando un formulario a [email protected] che si può richiedere fra il 24 agosto e il 4 settembre allo stesso movimento europeo.

Siamo una rete di organizzazioni che mobilita cittadini e sostiene un'unione democratica, federale e allargata dal 1948.

07/08/2026

Siamo una rete di organizzazioni che mobilita cittadini e sostiene un'unione democratica, federale e allargata dal 1948.

🇪🇺Il movimento europeo sostiene dai tempi del Consiglio riunito a Tampere che le responsabilità delle politiche migrator...
05/08/2026

🇪🇺Il movimento europeo sostiene dai tempi del Consiglio riunito a Tampere che le responsabilità delle politiche migratorie debbono essere sottratte dalle mani dei ministri degli interni (che chiamavamo una volta “ministri di polizia”) perché il governo dei flussi di persone da paesi terzi sospinte non dal cosiddetto pull factor ma dal push factor non è legato a questioni di sicurezza interna ma ad un insieme di fattori (olistici, si era detto nel 2014) che riguardano la politica estera e di cooperazione, la dimensione sociale e del lavoro, il rispetto dei valori e dei diritti fondamentali, la formazione e l’educazione.

Poiché il tema delle politiche migratorie richiede risposte comuni e urgenti come prevede ancora parzialmente il Trattato di Lisbona con al centro il principio della solidarietà non si può attendere il salto verso l’unità politica anche se essa sarà indispensabile per realizzare una vera politica estera, eliminare il potere di veto che non esiste in una parte importante del titolo su queste politiche.

Il Parlamento europeo dovrebbe chiedere al presidente del Consiglio europeo di proporre la creazione di un “consiglio jumbo” che unisca intorno allo stesso tavolo i ministri degli esteri e della cooperazione, del lavoro e dell’istruzione, della giustizia con l’esclusione dei ministri degli interni.

📢Invieremo ai Parlamento europeo una petizione in questa direzione chiedendo che venga esaminata con urgenza prima del Consiglio europeo straordinario dedicato alle politiche migratorie di metà ottobre.

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30/07/2026

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