Circolo PRC "Antonio Gramsci" Sora

Circolo PRC "Antonio Gramsci" Sora Pagina d' informazione sulle attività del Circolo cittadino di Sora del Partito della Rifondazione Comunista, intitolato ad "Antonio Gramsci.

14/08/2026
Cuba merita solidarietà, non una passerella istituzionaleIl Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Sora e Zona Est FR...
05/08/2026

Cuba merita solidarietà, non una passerella istituzionale

Il Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Sora e Zona Est FR di Rifondazione Comunista rivolge un cordiale saluto ai rappresentanti dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia e del Consolato di Cuba a Roma, auspicando che la loro presenza a Sora contribuisca a rafforzare i rapporti di amicizia tra i nostri popoli.

L’Estate Sorana si conferma però sempre più come il principale strumento della campagna elettorale permanente dell’Amministrazione comunale: un contenitore che privilegia immagine, propaganda e passerelle istituzionali. Seppur la cultura, per troppo tempo dimenticata, sembri essere tornata timidamente a trovare spazio nel programma, ma il folklore continua a permeare le trame degli eventi e a prevalere, oscurando occasioni che potrebbero rappresentare autentici momenti di riflessione civile e culturale.

La presenza della delegazione cubana avrebbe potuto trasformare questa serata in un forte momento di solidarietà internazionale, capace di richiamare l’attenzione sul blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti e sulle difficoltà che esso continua a provocare al popolo cubano. Si è invece scelta la strada dell’evento e della passerella istituzionale, rinunciando a dare centralità a un tema che interpella la coscienza democratica di tutti.

Per Rifondazione Comunista la solidarietà con Cuba significa chiedere la cessazione immediata del blocco, sostenere il diritto dei popoli all’autodeterminazione e costruire rapporti di cooperazione e pace. Cuba non ha bisogno di palcoscenici: ha bisogno di solidarietà!

TARI 2026: NESSUN AUMENTO, MA NESSUNA GIUSTIZIA SOCIALE PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. SERVE UN’ALTERNATIVA SERIA A QUES...
30/07/2026

TARI 2026: NESSUN AUMENTO, MA NESSUNA GIUSTIZIA SOCIALE PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. SERVE UN’ALTERNATIVA SERIA A QUESTA MAGGIORANZA DEMOCRISTIANA E CONSERVATRICE!

Il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe TARI senza ulteriori aumenti, ma ha rinunciato all’occasione di introdurre misure di giustizia sociale. Nessun intervento a favore delle famiglie in difficoltà e nessuna riforma di un Regolamento TARI ormai obsoleto, che continua a basare le agevolazioni sul reddito anziché sull’ISEE, l’unico indicatore realmente capace di rappresentare la condizione economica dei nuclei familiari.

Rifondazione Comunista aveva avanzato proposte concrete: agevolazioni progressive basate sull’ISEE, sostegno alle famiglie con figli, riduzioni per chi vive una perdita del lavoro o percepisce ammortizzatori sociali e l’introduzione del baratto amministrativo. Tutto è stato ignorato. Intanto, su Sora Circolare 2.6, continuano a mancare trasparenza e risposte.

Anche questo Consiglio comunale ha confermato una maggioranza ridotta a meri esecutori delle decisioni imposte dai propri capi e una minoranza incapace di rappresentare un’autentica opposizione. La sensazione è che valga per tutti la regola del “non si disturba l’uomo solo al comando”. Mentre la città attende risposte concrete, la politica sembra già impegnata a preparare un grande minestrone elettorale, destinato a confondere le differenze pur di conservare il potere.

Rifondazione Comunista continuerà a costruire un’alternativa radicale, fondata su giustizia sociale, trasparenza, partecipazione ed equità. Sora merita una politica che difenda i cittadini, non gli interessi e gli equilibri di potere di una maggioranza democristiana e conservatrice.

NON BASTA FAR QUADRARE I CONTI: SERVE UNA TARI DI GIUSTIZIA SOCIALE. ASSESSORA ALTOBELLI, SCELGA LA SOLIDARIETÀ, NON L’A...
26/07/2026

NON BASTA FAR QUADRARE I CONTI: SERVE UNA TARI DI GIUSTIZIA SOCIALE. ASSESSORA ALTOBELLI, SCELGA LA SOLIDARIETÀ, NON L’AUSTERITÀ.

Il 27 luglio il Consiglio comunale voterà il PEF 2026-2029, le tariffe TARI, gli equilibri di bilancio e il rinnovo dell’affidamento del servizio rifiuti ad Ambiente e Salute Srl. Per il Circolo Intercomunale di Rifondazione Comunista “Antonio Gramsci” – Sora e Zona Est FR non sono semplici atti amministrativi, ma scelte che incidono direttamente sulla vita delle famiglie.

Abbiamo chiesto piena trasparenza sul progetto Sora Circolare 2.6. Il Comune ci ha rinviato ad Ambiente e Salute Srl, dalla quale attendiamo ancora risposta. Non si può rinnovare un servizio senza garantire ai cittadini il diritto di conoscere.

Il Regolamento TARI è ormai superato perché continua a basarsi sul reddito anziché sull’ISEE. Per questo proponiamo una riforma fondata sulla giustizia sociale, capace di sostenere famiglie, lavoratori e persone più fragili.

Le coperture si trovano contrastando evasione e morosità e migliorando l’efficienza del servizio. Alle prossime elezioni comunali i cittadini avranno una vera alternativa a questa Amministrazione: la proposta di Rifondazione Comunista, fondata su giustizia sociale, solidarietà, equità e trasparenza, contro un modello di conservatorismo democristiano che rinvia le riforme, difende gli equilibri esistenti e che, a nostro giudizio, ha trasformato Sora in una sorta di piccolo “ducato”, dove si amministra il consenso invece di costruire il futuro.

La proposta in sintesi:

AGEVOLAZIONI TARI PROPOSTE DA RIFONDAZIONE COMUNISTA

ISEE fino a € 8.000 → Riduzione 100%

ISEE da € 8.001 a € 12.000 → Riduzione 70%

ISEE da € 12.001 a € 16.000 → Riduzione 50%

ISEE da € 16.001 a € 20.000 → Riduzione 35%

ISEE da € 20.001 a € 25.000 → Riduzione 20%

ISEE da € 25.001 a € 30.000 → Riduzione 10%

ULTERIORI MISURE

• Riduzione del 20% della TARI per tre anni in caso di nascita o adozione, per i nuclei con ISEE fino a € 30.000.

• Introduzione del baratto amministrativo per i nuclei con ISEE fino a € 30.000, visto l’occasione sprecata in occasione della rottamazione dei tributi comunali.

• Tariffa calmierata per i nuclei con ISEE fino a € 30.000 nei quali uno o più componenti siano in cassa integrazione, NASpI, FIS, contratti di solidarietà o altri ammortizzatori sociali, tenendo conto che l'ISEE è calcolato sui redditi dell'anno precedente e potrebbe non rappresentare la reale situazione economica della famiglia.

• Esenzione totale della TARI per i nuclei con persone con disabilità grave o non autosufficienti e rafforzamento delle agevolazioni per anziani con pensioni minime, famiglie numerose e nuclei monogenitoriali, con ISEE fino a € 30.000.

EX TOMASSI: DOPO VENT’ANNI, ORA SERVONO I FATTIPer la seconda volta nel giro di pochi mesi l’Amministrazione comunale an...
17/07/2026

EX TOMASSI: DOPO VENT’ANNI, ORA SERVONO I FATTI

Per la seconda volta nel giro di pochi mesi l’Amministrazione comunale annuncia nuovi finanziamenti regionali e nuovi interventi sull’area dell’ex Tomassi. Ma, dopo oltre vent’anni, una domanda è inevitabile: perché quell’area è ancora in quelle condizioni?

Rifondazione Comunista accoglie positivamente qualsiasi intervento di bonifica e riqualificazione, ma ritiene che sia arrivato il momento di smettere con gli annunci e iniziare a parlare di risultati concreti. I cittadini non chiedono nuove promesse: chiedono di vedere i lavori partire e concludersi.

La vicenda dell’ex Tomassi affonda le proprie radici all’inizio degli anni Duemila, durante l’amministrazione Ganino, in continuità politica ed amministrativa con la precedente esperienza amministrativa di Di Stefano (padre). Nel frattempo si sono succedute tre diverse amministrazioni comunali, senza riuscire a restituire quell’area alla città. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, è ancora un’Amministrazione guidata da Di Stefano (figlio) ad annunciare la soluzione del problema.

È una coincidenza politica che non può passare inosservata. Ancora oggi, infatti, molti degli alleati dell’attuale maggioranza sono gli stessi che, con ruoli diversi, erano protagonisti della vita politica e amministrativa cittadina quando questa vicenda ebbe inizio. Per questo riteniamo che l’attuale maggioranza abbia una responsabilità politica ancora maggiore: dimostrare con i fatti di saper chiudere una pagina che la città attende di archiviare da oltre due decenni.

Noi continueremo a vigilare con spirito costruttivo, valutando i risultati e non gli annunci. Se questa sarà davvero la volta buona, saremo i primi a prenderne atto. Ma fino ad allora continueremo a ricordare un fatto semplice: l’ex Tomassi è ancora lì.

Per Rifondazione Comunista, l’ex Tomassi rappresenta il simbolo di una delle pagine più controverse della politica cittadina: l’emblema di un modello di governo di matrice democristiana che, tra promesse e incompiute, ha attraversato la storia amministrativa di Sora fino ai giorni nostri.

È proprio questo sistema che intendiamo contrastare, costruendo un’alternativa radicale al modello politico democristiano di ieri e di oggi e all’attuale Amministrazione comunale distefaniana.

Il recupero definitivo dell’area ex Tomassi sarà uno dei punti qualificanti del nostro prossimo programma amministrativo, perché Sora merita finalmente i fatti, non gli annunci.

Dopo oltre vent’anni, il tempo degli annunci è finito. È arrivato il momento dei fatti.

Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci”
Partito della Rifondazione Comunista – Sora e Zona Est della provincia di Frosinonel

Rottamazione dei tributi: il Comune si limita al minimo previsto dalla legge. Un’occasione persa per la giustizia social...
14/07/2026

Rottamazione dei tributi: il Comune si limita al minimo previsto dalla legge. Un’occasione persa per la giustizia sociale.

Il Consiglio comunale di Sora ha approvato l’adesione alla cosiddetta Rottamazione Quinquies, consentendo ai contribuenti di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi previsto dalla normativa nazionale.

Come Rifondazione Comunista riteniamo che aiutare famiglie e imprese in difficoltà sia sempre una scelta positiva. Proprio per questo giudichiamo deludente la scelta dell’Amministrazione comunale, che ha deciso di fermarsi al minimo previsto dalla legge, rinunciando a costruire una vera politica comunale di giustizia sociale.

L’adesione alla rottamazione non era un obbligo imposto dallo Stato, ma una facoltà riconosciuta ai Comuni. Una facoltà che avrebbe potuto rappresentare l’occasione per mettere in campo strumenti comunali capaci di accompagnare le famiglie in difficoltà e trasformare una misura fiscale in una concreta politica sociale.

Nulla di tutto questo è stato fatto.

La delibera approvata si limita ad applicare quanto previsto dalla normativa nazionale e gli interventi dell’Amministrazione si concentrano quasi esclusivamente sugli effetti finanziari dell’operazione: recupero dei crediti, riduzione del contenzioso, maggiore liquidità e miglioramento degli equilibri di bilancio.

Le persone, invece, restano sullo sfondo.

Ancora più significativo è quanto emerso durante il dibattito in Consiglio comunale. È stato evidenziato il problema delle famiglie e dei pensionati che potrebbero non riuscire a sostenere nemmeno la rata minima prevista dalla rottamazione. La risposta dell’Amministrazione è stata che tale importo è fissato dalla legge nazionale e che il Comune si limiterà a promuovere la misura attraverso i propri canali informativi.

È proprio questo il punto.

Di fronte alle difficoltà sociali non basta rispondere che “lo prevede la legge”. Il compito di un’Amministrazione comunale è chiedersi che cosa possa fare in più rispetto alla legge, utilizzando la propria autonomia per aiutare chi vive una reale condizione di fragilità.

Nel provvedimento approvato non troviamo alcuna scelta politica in questa direzione.
Nessuna cabina di regia per analizzare le situazioni più delicate.
Nessun coinvolgimento dei servizi sociali.
Nessun percorso di accompagnamento per le famiglie in difficoltà.
Nessuna misura comunale capace di affiancare la rottamazione.

La proposta di Rifondazione Comunista era completamente diversa.

Avevamo proposto l’istituzione del baratto amministrativo, uno strumento che, nei limiti previsti dalla normativa vigente, consente ai cittadini in difficoltà economica di contribuire alla collettività attraverso attività di pubblica utilità, restituendo dignità alle persone e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità.

Accanto a questo avevamo proposto una cabina di regia, con il coinvolgimento dei servizi sociali e degli uffici comunali, capace di seguire concretamente le situazioni più difficili e di accompagnare le famiglie in un percorso di regolarizzazione, anziché limitarsi ad offrire un semplice strumento amministrativo.

Per Rifondazione Comunista il baratto amministrativo non è un dettaglio tecnico, ma una precisa scelta politica: significa affermare che nessuno deve essere lasciato solo davanti ai propri debiti e che un Comune può essere rigoroso nella riscossione senza rinunciare alla solidarietà, all’equità e alla giustizia sociale.

L’Amministrazione comunale ha invece scelto la strada più semplice: applicare la legge dello Stato senza aggiungere alcun valore politico e sociale.

È anche da scelte come questa che emerge con chiarezza la distanza tra la nostra idea di città e quella dell’attuale Amministrazione distefaniana. Da una parte un modello di governo moderato, conservatore e di chiara impronta democristiana, che considera sufficiente applicare le norme e amministrare l’esistente; dall’altra la nostra idea di Comune, che mette al centro la giustizia sociale, la partecipazione, la solidarietà e la tutela delle persone più fragili.

Per questo lavoreremo con ancora maggiore determinazione alla costruzione del nostro prossimo programma amministrativo, che sarà completamente alternativo e contrapposto al modello di governo distefaniano. Una proposta fondata sulla giustizia sociale, sulla partecipazione democratica e sulla convinzione che un Comune debba fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per non lasciare indietro nessuno.

DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI TRIBUTI LOCALI: IL CONSIGLIO COMUNALE DISCUTA UNA MISURA DI GIUSTIZIA SOCIALE, NON UN SEMPLICE...
08/07/2026

DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI TRIBUTI LOCALI: IL CONSIGLIO COMUNALE DISCUTA UNA MISURA DI GIUSTIZIA SOCIALE, NON UN SEMPLICE CONDONO

Giovedì 9 luglio il Consiglio comunale di Sora sarà chiamato a discutere l’adesione alla definizione agevolata dei tributi locali.

Come Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR avevamo già espresso pubblicamente una posizione chiara: la definizione agevolata può essere uno strumento utile, ma solo se inserita dentro una politica tributaria più giusta, più sociale e più rigorosa verso chi evade pur potendo pagare.

Per noi il punto politico resta questo: bisogna distinguere chi non paga perché non ce la fa da chi non paga perché sceglie di sottrarsi ai propri doveri. Ai primi vanno dati strumenti concreti per rientrare dal debito; verso i secondi servono controlli, accertamenti e recupero dell’evasione.

Per questo avevamo avanzato una proposta articolata, che oggi chiediamo venga presa seriamente in considerazione dal Consiglio comunale.

Non basta eliminare sanzioni e interessi. Occorre prevedere rateizzazioni realmente sostenibili, calibrate sulla situazione economica delle famiglie, perché una rata impossibile da pagare produce solo nuova morosità.

Occorre introdurre il baratto amministrativo, riservato soprattutto ai nuclei in comprovata difficoltà economica, permettendo nei casi consentiti dalla legge di compensare parte dei debiti tributari attraverso attività di pubblica utilità.

Occorre istituire una cabina di regia tra Assessorato al Bilancio, Servizi Sociali, Ufficio Tributi e Polizia Locale, capace di valutare le situazioni concrete, distinguere fragilità sociale ed evasione volontaria, accompagnare i cittadini e rafforzare i controlli.

Occorre inoltre separare il trattamento dei debiti pregressi da quello dei tributi correnti e delle annualità future, evitando che la definizione agevolata diventi un intervento una tantum senza una strategia stabile.

La nostra proposta prevedeva anche una variazione di bilancio di 60.000 euro:

30.000 euro per finanziare il baratto amministrativo;

20.000 euro per rafforzare la lotta all’evasione e all’elusione;

10.000 euro per il funzionamento della cabina di regia e dell’assistenza ai contribuenti.

Questa è la differenza tra un condono indistinto e una misura di giustizia sociale.

Il Comune deve aiutare chi vuole pagare ma non riesce, e allo stesso tempo deve essere più forte verso chi evade, scaricando il peso dei tributi sui cittadini onesti.

Chiediamo quindi che giovedì il Consiglio comunale non si limiti ad approvare un provvedimento tecnico, ma apra finalmente una discussione seria sulla fiscalità locale, sulla TARI, sull’IMU, sulle entrate comunali e sulla necessità di costruire un sistema più equo.

Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni: anche nella fiscalità comunale questo principio deve tornare ad avere valore concreto.

Sora, 8 Luglio 2026.

Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” – Rifondazione Comunista Sora e Zona Est FR

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Rome

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