25/06/2026
📢Dal 1° luglio il dazio europeo sarà realtà. Ma funziona diversamente da come la raccontano... e sarà PEGGIO 🔴
Arriva la nuova tassa europea sui pacchi extra UE. Funziona così: se compri da fuori Europa sotto i 150 euro, pagherai un aggravio, un dazio, ma ATTENZIONE perché circolano già parecchie imprecisioni. La più comune è quella che lo descrive come «3 euro a pacco»: ed è sbagliato, sarà molto peggio. Il dazio si calcolerà infatti per categoria merceologica dichiarata in dogana, non per confezione. Se in un unico pacco ci sono tre prodotti classificati in tre sotto voci tariffarie diverse, il dazio scatterà tre volte, per un totale di 9 euro.
In Italia poi era anche prevista una tassa nazionale da 2 euro, poi rinviata al 1° ottobre per evitare, almeno per ora, il capolavoro assoluto di tassare due volte lo stesso pacchetto.
Naturalmente ce la raccontano come una misura contro la concorrenza sleale, contro i colossi dell'e-commerce, contro le frodi doganali, contro i prodotti non sicuri. Tutto molto bello.
Peccato che, come sempre, alla fine il conto non lo paga il colosso, la multinazionale, il produttore disonesto, ma lo paga il consumatore. Quindi lo paghi tu.
Arriverà il genio STATALISTA a spiegarti che lo fanno “per proteggerti”.
Ma non ti stanno proteggendo. Ti stanno semplicemente impedendo di scegliere LIBERAMENTE dove comprare.
Se un prodotto è pericoloso, va comunque bloccato. Se una piattaforma evade l’IVA, va comunque colpita. Se il problema è la frode, si combatte la frode. Cosa si risolve tassando il consumatore onesto, già vessato da prezzi spropositati?
Pagandolo 3€ in più il prodotto non sarà più pericoloso o non sarà più contraffatto?
Questa è la solita scorciatoia europea: invece di ridurre burocrazia, tasse, costo del lavoro e dell’energia per rendere competitive le nostre imprese, rendono più caro comprare dagli altri. Complimenti.‼
Non si difende il commercio libero tassando il commercio. E non si aiutano le imprese italiane trasformando ogni pacco in una nuova occasione per mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
La ricetta LIBERALE è l’opposto:
meno tasse, meno burocrazia, più controlli, più libertà di scelta per consumatori ed imprese.
Tutto il resto è protezionismo.