15/08/2026
Chissà Augusto se, seduto in queste stanze del Palatino, hai mai pensato che anche Roma avesse bisogno di fermarsi.
Ti immaginiamo qui, nella tua casa, circondato dagli affreschi che ancora oggi conservano qualcosa della raffinatezza del mondo che contribuisti a costruire.
Alle tue spalle, una vita che aveva attraversato le guerre civili, la fine della Repubblica e la nascita di un nuovo ordine. Davanti a te, una Roma da governare, e mattoni da ricoprire con marmi.
Avevi poco più di trent’anni quando vennero il potere, le riforme, le opere pubbliche, i templi, i monumenti, un nuovo modo di raccontare Roma, appena qualche anno dopo l’introduzione - addirittura - di un nuovo modo di misurare il tempo.
E, chissà, forse proprio pensando al tempo decidesti che, anche nel cuore dell’estate, ci dovessero essere giorni diversi dagli altri: le Feriae Augusti, giorni di festa e di riposo, un tempo sospeso dalle fatiche quotidiane, destinato alle celebrazioni e alla vita della comunità.
Non potevi sapere che quelle feste avrebbero cambiato nome, forma e significato ma, ricalcando proprio parole antiche, sarebbero state chiamate ancora duemila anni dopo “Ferragosto”.
E che proprio il 15 Agosto milioni di persone avrebbero lasciato per qualche ora il lavoro e le occupazioni quotidiane per concedersi una pausa.
immaginarti mentre osservi Roma e
Buon Ferragosto, Augusto.
Duemila anni dopo, l’estate porta ancora il tuo nome.
museitaliani Ministero della Cultura