14/05/2019
cinquanta anni dal 1968
Tutti quelli che allora avevano poco più di vent’anni hanno ora l ‘etá della pensione Sono diventati nonni
A partire dal sessantotto molti giovani rivoluzionari definiti ,compagni che sbagliavano ,
hanno avuto una br**ta deriva ,si sono evoluti in brigatisti e terroristi ,ma la maggior parte Quando la sinistra che non aveva mai rinnegato
la violenza cominció a conquistare il potere , molti sono diventati i nuovi borghesi ,radical -chic del sinistrismo di maniera ,quelli di certi ambienti culturali d'élite, che si atteggiavano a sostenitori e promotori di riforme o cambiamenti politici e sociali più appariscenti e velleitari che sostanziali
Questi si sono perfettamente integrati in un
nuovo sistema di potere che si è sostituito al precedente
Nelle università ai vecchi baroni si sono sostituiti i
nuovi ,che si sono rivelati meno colti ma molto più prepotenti
e tirannici dei precedenti
Gran parte dei sessantottini laureatisi con il voto politico hanno fatto fortuna nei decenni successivi ,durante i quali si sono stabilizzate delle nuove sette ,costituite da iscritti ai partiti di sinistra ,ma anche extra parlamentari di potere operaio ,lotta continua ed altre consorterie , guidate allora da botteghe oscure ,che hanno occupato in qualche decennio tutti i gangli nevralgici dello Stato
A quelli di matrice marxista -leninista si sono uniti molti cattolici opportunisti
Oltre alle università hanno
politicizzato la magistratura la sanita la ricerca i mezzi di comunicazione publici ,le banche i servizi
Con mani pulite hanno cavalcato l onda giustizialista e si sono impossessati di un potere incontrastato ,anche in parlamento
Non parliamo delle carriere universitarie
Sicuramente i nuovi baroni che non avevano avuto
tempo per studiare essendo
Impegnati in occupazioni e barricate sono risultati meno colti dei precedenti
Alcuni all Università ci sono venuti molto poco
Parimenti i nuovi politici apparsi sulla scena sono stati molto meno carismatici di quelli della precedente generazione
Molti hanno voluto commemorare quel momento ritenuto da quelli di sinistra mitico
In realtà il sessantotto è stato mitico solo per coloro che ne hanno tratto vantaggio , arrampicatori sociali ideologicamente schierati a sinistra e alcuni cattolici che per interesse si sono progressivamente trasformati in cattocomunisti
All inizio
molti personaggi fortemente miticizzati
facevano presa sui giovani
Sembrava che nel mondo stesse accadendo qualcosa di positivo aveva avuto inizio la primavera di Praga quel
Movimento guidato da Dubcek che aveva visto gli studenti schierarsi contro i carri armati sovietici e dei Paesi satelliti (», avvenuto proprio a cominciare dalla sera del 20, dei carri armati sovietici e dei Paesi satelliti (tranne la Romania) che la sera del
20 entrarono nella capitale ceca che pose termine alle nostre speranze giovanili e alle illusioni del Sessantotto: era l'amara conclusione di un sogno di mezz'estate durato troppo poco. Un sogno che, comunque, non tramontò del tutto perché lasciò tracce importanti oltrecortina tanto che, a cominciare dagli anni '80, quella specie di rivoluzione silenziosa voluta dal riformista Alexander Dubcek, passata alla storia come «rivoluzione di velluto», dette il «la», per quanto possibile, a un comunismo dal volto più umano.
tranne la Romania) nella capitale ceca che pose termine alle nostre speranze giovanili e alle illusioni del Sessantotto: era l'amara conclusione di un sogno di mezz'estate durato troppo poco. Un sogno che, comunque, non tramontò del tutto perché lasciò tracce importanti oltrecortina tanto che, a cominciare dagli anni '80, quella specie di rivoluzione silenziosa voluta dal riformista Alexander Dubcek, passata alla storia come «rivoluzione di velluto», dette il «la», per quanto possibile, a un comunismo dal volto più umano.
invocavano le tre M
Marx Marcuse Mao zedong
Le superstars erano
Che Guevara Daniel Cohn Bendit Rudy Dutschke
si rivendicavano i diritti sociali delle classi proletarie : il
diritto alla casa ,il diritto allo studio, il diritto alla salute
Tuttavia il sessantotto e gli anni successivi sono stati l’anticamera del terrorismo ,che ha imperversato avendo come tragico epilogo il rapimento, e il
massacro della scorta a via Fani
la prigionia l’agonia e l assassinio di Aldo Moro e poi l’assassinio di Bachelet
Le vittime uccise dall'organizzazione eversiva
Brigate Rosse si stima siano 84, dal 1974 al 2003.
Sergio Zavoli, nell'inchiesta La notte della Repubblica, ha sostenuto che dal 1974 (anno dei primi omicidi a esse attribuiti) al 1988 le Brigate Rosse hanno rivendicato 86 omicidi, in gran parte agenti della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri, dirigenti d'industria e anche magistrati e uomini politici.
Agli omicidi vanno aggiunti i ferimenti, i sequestri di persona e le rapine compiute per finanziare l'organizzazione.
Questo anno
ricorre anche il quarantesimo anno della uccisione di
Aldo Moro uno dei più grandi statisti che l italia ha avuto
Fu tra i primi a cogliere all interno di una frangia del partito della democrazia cristiana che allora era in netta minoranza la necessità di una mediazione che evitasse lo scontro sociale
Questo suo sforzo di conciliazione dava fastidio a tutti gli estremisti che puntavano sullo scontro e sulla lotta armata
Dopo il suo assassinio sono stati compiute tanti altri delitti che hanno tolto la vita a tanti altri martiri come Vittorio Bachelet. Marco Biagi Vittorio Occorsio ed ad una infinita di carabinieri e di forze dell ordine di giornalisti di sindacalisti
Io come la maggior parte dei giovani cattolici di allora ricordo quegli anni e quelli che vennero dopo ,come un periodo traumatico non lo fu solo per me ma per la vita degli Italiani
Non fu solo un momento di passaggio ,ma una vera è proprio disastro
Insieme ai miei amici formati in un ambiente Cristiano e borghese vedemmo la nostra vita che sino allora era contornata da certezze trasformata in una situazione di incertezza di inquietudine dove i valori ai quali eravamo
stati abituati ed educati venivano messi alla berlina da gente che in nome del comunismo e della eguaglianza sociale e della lotta di classe si poteva permettere tutto
Provavo tanto distacco da quelli che sbandieravano le tre M Marx Marcuse , Mao Tze Tung O Ze D**g. che significavano una Società fondata su un modello marxista -Leninista ; una critica sistematica al mondo capitalista ; una simpatia verso i regimi totalitari costruiti su un nuovo Vangelo il libretto rosso di Mao
Nel corso degli anni sessanta, mentre negli Stati Uniti il movimento per i diritti civili prima e l'opposizione studentesca alla guerra del Vietnam poi ,facevano delle organizzazioni come la Students for a Democratic Society (SDS), una forza politica di grande peso, o il Peace and Freedom Party (PFP), in Europa il movimento della «Nuova Sinistra» toccava un'area minoritaria ma crescente.
La morte da guerrigliero in territorio boliviano nel 1967 contribuì a fare di Che Guevara un simbolo della lotta contro ogni forma di oppressione.
La sua tensione ideale divenne un esempio di utopia rivoluzionaria che contraddistinse la protesta studentesca europea alla fine degli anni sessanta.
Nel 1967 furono occupate, sgomberate e rioccupate la Statale di Pisa (dove si elaboravano le «Tesi della Sapienza»), Palazzo Campana a Torino, la Cattolica di Milano, e poi Architettura a Milano, Roma, Napoli.
Nella facoltà di Sociologia di Trento praticamente non si riuscì a tenere nessun corso, perché i suoi locali erano permanentemente occupati[4].
Il movimento di contestazione creò i suoi miti e i suoi leader. Tra i più noti ci furono: Mario Capanna, Salvatore Toscano e Luca Cafiero
a Milano, Luigi Bobbio e Guido Viale a Torino; Massimo Cacciari, Toni Negri ed Emilio Vesce a Padova; Franco Piperno e Oreste Scalzone
- [ ] a Roma; Gian Mario Cazzaniga e Adriano Sofri a Pisa[3].
- [ ] L'Università di Trento nacque nel 1962 come Istituto universitario superiore di Scienze Sociali, ad opera di Bruno Kessler: i democristiani avevano chiesto e ottenuto la creazione di questo ateneo, pensando di creare una fabbrica di manager. Invece i professori, pur essendo di livello, si dimostrarono tolleranti alle utopie di un giovanilismo spensierato e di un rivoluzionarismo «da salotto». Tra gli studenti ci furono Marco Boato, Margherita Cagol, Renato Curcio e Mauro Rostagno[4].
udio in Norvegia, quando lessi le prime notizie sullo «sbarco», avvenuto proprio a cominciare dalla sera del 20, dei carri armati sovietici e dei Paesi satelliti (tranne la Romania) nella capitale ceca che pose termine alle nostre speranze giovanili e alle illusioni del Sessantotto: era l'amara conclusione di un sogno di mezz'estate durato troppo poco. Un sogno che, comunque, non tramontò del tutto perché lasciò tracce importanti oltrecortina tanto che, a cominciare dagli anni '80, quella specie di rivoluzione silenziosa voluta dal riformista Alexander Dubcek, passata alla storia come «rivoluzione di velluto», dette il «la», per quanto possibile, a un comunismo dal volto più umano.
In un momento in cui era in atto un chiaro attacco alle istituzioni Anche allora chi avrebbe dovuto assumere delle responsabilitá non le ha assunte tanti sono stati gli episodi in cui le istituzioni sono state oltraggiate
agli studenti era consentito sbeffeggiare chiunque non fosse accondiscendente con le loro scorrerie i loro bivacchi le loro troiate
tutti avevano paura dei collettivi , nei quali manipoli di persone che erano pagate da botteghe oscure ,per fomentare i disordini ovunque era possibile
ma il terreno più fertile erano più che le piazze ,le Università e soprattutto alcune facoltà come architettura. Sociologia Fisica Magistero
docenti universitari, in particolare quelli della facoltà di Architettura, subivano le intimidazioni studentesche: al Politecnico di Milano il preside di Architettura Paolo Portoghesi acconsentì gli esami di gruppo, l'autovalutazione e il 27 sempre garantito (gli studenti usciti da Architettura durante la sua gestione hanno dovuto ricominciare da capo, oppure si sono accontentati di lavori occasionali)[8].
Il primo Marzo 1968
andai nello studio Dieci di Via Donizzetti che avevamo
preso in affitto con altri studenti di architettura
Quel
giorno convinsi anche alcuni di loro che si erano chiusi in se stessi e che essendo
la facoltà occupata da vari mesi se ne stavano a studiare in attesa di dare gli esami
Li convinsi a lasciare i tavoli da disegno ed ad andare nella vicina facoltà di Valle Giulia ove era stata annunciata una manifestazione
Quando arrivammo a valle Giulia trovammo
tanti altri studenti con le bandiere rosse , ma la situazione sembrava tranquilla ci avvicinammo insieme a tanti altri alla accademia britannica contigua alla facoltá Molti avevano in testa i caschi da motociclista
Sulla salita di accesso alla facoltà dopo la barra c era un cordone di celerini ,tutti giovani ragazzi che erano schierati a interdire l’accesso
Tra l’altro uno dei commissari che li comandava era mio cugino il Dr Augusto Cavaliere dirigente del
Primo distretto di polizia che risulto tra i tanti feriti delle forze dell ordine
Dalle fila degli studenti si alzavano grida ed inni contro la polizia del tipo "via la polizia dall università "o "Servi del padrone " insieme ai soliti slogan. “Lotta dura senza paura “ “fascisti ,borghesi ancora pochi mesi “
Improvvisamente quella che sembrava comunque una manifestazione pacifica si trasformó in un inferno alcuni alle nostre spalle che avevano il
cascoI o indossavano
Il passamontagna lanciarono dei sampietrini che colpirono ferendoli i poliziotti
A quel punto partì una carica della celere che sparo i fumogeni e avanzo con dei mezzi
blindati
Improvvisamente
Lo scenario si mutó
da manifestazione di studenti si tramutó in una vera guerriglia
Spuntarono le molotov
Tutta Valle Giulia era piena di auto messe di traverso
ribaltate e incendiate
Sirene ululanti della polizia e delle autoambulanza e giovani che assaltavano lanciando molotov i mezzi della polizia e picchiavano con spranghe e bastoni
La polizia con gli idranti cercavano di allontanarli
Vi fu qualche sparo in aria ,In un batter d occhio molti furono i feriti auto rovesciate sbarravano le strade ad impedire il
transito delle camionette
Io e i miei colleghi Ci eravamo ritirati sulla collina antistante il museo di arte moderna ove sono le Accademie
Sembrava di vedere una battaglia Risorgimentale
Chi era ferito non voleva andare al
pronto soccorso
qualcuno fu arrestato ma non quelli che erano stati i promotori e gli organizzatori della guerriglia urbana che erano i soliti assoldati e foraggiati da Botteghe Oscure allora sede centrale del P C I
I giornali di sinistra Il manifesto Repubblica ,l unitâ ,il Paese sera difesero a spada tratta gli studenti
Fu solo Pasolini la voce discordante a sostener e che gli studenti figli di papà erano canaglie e che i veri proletari erano i giovani poliziotti mandati li a contrastare il disordine e la violenza