17/05/2023
In questo periodo davanti alla porta verde della mensa arrivano tante persone, più del solito.
Famiglie afgane, donne somale, ragazzi dal Mali, dalla Somalia, dal Sudan, mamme nigeriane.
Un sacco a pelo per chi dorme all'aperto
Un appuntamento con l'operatore legale per chi ha problemi burocratici.
Del cibo e una doccia. Medicinali per chi non può acquistarli. Latte per i bambini.
Soprattutto qualcuno con cui parlare per capire cosa sta accadendo in Italia ai richiedenti asilo e rifugiati.
Gli operatori in questi giorni colgono preoccupazione, ansia, nervosismo perché i migranti in Italia si trovano ancora una volta nell'incertezza di capire come sarà il futuro.
Ci chiedono se il loro permesso di soggiorno è in pericolo, se lo possono convertire in un documento più sicuro, se rischiamo di perdere il lavoro o di dover andare via.
A. ha una protezione speciale e un contratto di lavoro entrambi in scadenza. Ha una moglie e due figli e il datore di lavoro gli ha detto che non è disposto a rinnovare il contratto senza un permesso di soggiorno regolare... un circolo vizioso che gli ha tolto il sonno e di cui non capisce il senso. Lui vuole solo lavorare legalemte e prendersi cura della sua famiglia.
Ridurre gli spazi di regolarità per i con leggi restrittive aumenta l'isolamento e la precarietà e questo ci rende tutti più fragili.