Primavalle e Roma nord-ovest in Rete

Primavalle e Roma nord-ovest in Rete Una pagina sulla storia, sui fatti e le persone che hanno popolato e vivono oggi i quartieri di Roma nord-ovest

VIA AURELIA 478, anni 1935-2026 (tratto Municipio XIII-Casa Generalizia Fratelli delle Scuole Cristiane)Come recita il s...
02/09/2026

VIA AURELIA 478, anni 1935-2026 (tratto Municipio XIII-Casa Generalizia Fratelli delle Scuole Cristiane)

Come recita il sito dei Fratelli delle Scuole Cristiane: "Il 6 agosto del 1934 fu acquistato dai Fratelli un vasto terreno su via Aurelia a tre km dal Vaticano. I lavori di costruzione della Maison Mere [la Casa Generalizia] furono iniziati l’anno successivo".
Siamo, quindi, nel 1935, quando gran parte delle costruzioni poco prima di piazza San Giovanni Battista de La Salle e piazza Irnerio ancora non esistevano.

IL CIPPO DELLA GENS CASSIA AL POLICLINICO GEMELLI (MARCO CASSIO BLASTIONI)Segnalato già nell'Ottocento (manoscritto 67 d...
31/08/2026

IL CIPPO DELLA GENS CASSIA AL POLICLINICO GEMELLI (MARCO CASSIO BLASTIONI)

Segnalato già nell'Ottocento (manoscritto 67 di Rodolfo Lanciani) presso "il giardino annesso alla vigna del signor Barbuti", più precisamente "presso gli avanzi di una villa romana nell'oliveto Piombino, ora Barbuti, a ponente della strada del Pigneto Sacchetti, sul confine della tenuta Primavalle, e a 150 m. circa dal casale segnato La Vacchereccia".
Dall'Ottocento non si è spostato di molto visto che oggi lo ritroviamo a largo Francesco Vito, entro il Policlinico Gemelli, avanti la chiesa centrale del Sacro Cuore.

D(is) M(anibus) s(acrum).
M(arco) Cassio
Blastioṇ[i],
qui vixit ann[---],
mensiḅ[us ---],
[d]ịeḅụ[s ---]

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/08/31/il-cippo-della-gens-cassia-al-policlinico-gemelli-marco-cassio-blastioni/

FUGA DEL CALESSE DEL PRINCIPE ROSPIGLIOSI ALLA MAGLIANELLA: DOVE CI TROVIAMO?Questa tela a olio, custodita presso il Mus...
05/08/2026

FUGA DEL CALESSE DEL PRINCIPE ROSPIGLIOSI ALLA MAGLIANELLA: DOVE CI TROVIAMO?

Questa tela a olio, custodita presso il Museo di Roma, è attribuito a Johan Reder, pittore di corte del principe Camillo Rospigliosi, proprietario della vasta tenuta di Maccarese.
Il dipinto risale alla metà del XVIII secolo (1760 circa).
A esso è relativa anche una canzone, scritta nella parte sottostante, che individua precisamente il luogo:

"Giunto dove vi è la via
così piana, e così bella
poco lungi all'osteria
della nota Maglianella"

Ci troviamo quindi presso un ponticello dove è anche un'osteria, quindi, per amore di ipotesi, dove la via Aurelia traversava il fosso Maglianella, subito dopo le uscite del Raccordo Anulare e prima della Massimina.
Interessante è il secondo ponticello che s'intravede (dove è oggi Orsolini?) e le due torrette, l'una sulla sinistra, l'altra al centro sullo sfondo (sospettiamo la torre dell'Acquafredda, ancor oggi esistente).

L'ERCOLE DI MONTE MARIO (II-III sec. d. C. circa)Il cippo funebre si trova presso un condominio di Monte Mario.Ai lati p...
28/07/2026

L'ERCOLE DI MONTE MARIO (II-III sec. d. C. circa)

Il cippo funebre si trova presso un condominio di Monte Mario.
Ai lati possiamo notare la consueta simbologia: il "guttus" o "urceus" cioè la piccola brocca durante i riti religiosi per versare il vino o l'olio delle libagioni sull'altare e la patera ossia la coppa rituale bassa e circolare usata insieme alla brocca per offrire le libagioni o versare i liquidi sacri.
L'epigrafe, che si trova nella parte posteriore, recita:

------
Pro V[ictoria ---]
Imp(eratoris) M(arci) [---]
T(itus) Fl(avius) C[---]
ex vi[su]
------

SCUOLA RURALE A MALAGROTTA, giugno 1929 (Museo Didattica Roma 3)
27/07/2026

SCUOLA RURALE A MALAGROTTA, giugno 1929 (Museo Didattica Roma 3)

FONTANILE DI PIO IX: O LO SI AFFIDA A UN PRIVATO O LO SI RADE AL SUOLONulla è cambiato (se non in peggio) rispetto a qua...
24/07/2026

FONTANILE DI PIO IX: O LO SI AFFIDA A UN PRIVATO O LO SI RADE AL SUOLO

Nulla è cambiato (se non in peggio) rispetto a quattro anni fa quando Claudio Patrizi mi segnalò lo stato comatoso del fontanile di Papa Pio IX :

https://primavalleinrete.wordpress.com/2022/05/13/il-fontanile-di-pio-ix-1866-comera-come-come-morira/

L'erba d'attorno è stata tagliata molto probabilmente dall'associazione https://www.plasticfreeonlus.it/.

Il resto appare per quel che è, un rudere sul punto di crollare.

A questo punto l'istituzione deve decidere. Inutile reclamare sempre e comunque delle competenze e poi temporeggiare per decenni.
Si affidi il fontanile, la sua manutenzione e la sua sicurezza a un privato per mezzo di accordi precisi. La burocratica istituzione ogni tanto, quando ne avrà voglia, getterà un occhio.
Oppure (tale soluzione non è da scartare) è bene raderlo al suolo e costruirvi dei parcheggi. Eviteremmo così una fine straziante e una continua testimonianza della nostra inettitudine.
Ho detto parcheggio, non un parco giochi per bambini. Quest'ultimo infatti, come quasi tutti, farebbe la stessa fine del fontanile: un ritrovo di drogati e senzatetto. Meglio l'asfalto.

QUINTO FABIO EUTICHIANO, DENDROFORO DI GALERIALa statua che potete vedere nelle prime due immagini si trova "presso l’an...
21/07/2026

QUINTO FABIO EUTICHIANO, DENDROFORO DI GALERIA

La statua che potete vedere nelle prime due immagini si trova "presso l’angolo occidentale del Chiostro di Michelangelo al Museo delle Terme di Diocleziano".
Priva di testa e di braccia, è entrata a far parte della collezione del Museo il 10 giugno 1932.
Essa fu ritrovata presso il santuario di Santa Maria in Celsano su via Santa Maria di Galeria.
L’iscrizione ai piedi della statua recita:

Virtuti corp(oris vel -oratorum) coll(egi) dendropho
= rum vici Cariensibus
Q(uintus) Fabius Eutychianus patronus et q(uin)q(uennalis) p(er)p(etuus) de suo posuit

Gli studiosi Marco Brunetti, Simone Ciambelli e Gianluca Gregori, al cui prezioso articolo faremo costante riferimento (“Un’inedita statua della Virtvs Corp. Coll. Dendrophorvm da Careiae (Santa Maria di Galeria)", "Papers of the British School at Rome, 2022, così traducono:

“Al Valore della collettività del collegio dei dendrofori del vicus, per gli abitanti di Careiae, Quinto Fabio Eutichiano patrono e presidente perpetuo a sue spese pose”.

E aggiungono:
“Tra le varie particolarità della nuova iscrizione vi è anche il fatto che essa contenga la prima menzione dell’etnico Carienses (in luogo della forma corretta Careienses), da riferire alla piccola comunità di Careiae, nell’Etruria meridionale, che ora apprendiamo avere avuto lo status di vicus”.

Il vicus era un villaggio rurale della Roma imperiale. In tal caso Careiae (Galeria) avrebbe vantato questo status apparendo, fra l’altro, negli itinerari più importanti del tempo (Tabula Peutingeriana, Itinerario Antonino, Codice Ravennate) lungo la via Clodia, a conferma dell’importanza che rivestiva lungo tale direttrice (senza contare che l’attuale via Santa Maria di Galeria doveva coincidere con la via Cornelia Boccea che, all’altezza del castello di Boccea, deviava seccamente a nord per congiungersi proprio con la Clodia-Braccianese e inoltrarsi poi verso Cere e la Tuscia, forse sin a Tarquinia).

Questo Eutychies, d’origine greca, forse già liberto, rivestiva il ruolo di dendroforo.
“Il sostantivo dendrophorus” continuano gli studiosi “di chiara matrice greca, è traducibile letteralmente come portatore d’albero (δένδρον “albero” e ϕέρω “porto, portare”). Questa associazione, infatti, coinvolta nel culto di Mater Magna e del suo paredro Attis, aveva il compito principale di condurre il sacro pino durante la processione dell’arbor intrat (22 marzo), albero nel quale si sarebbe trasformato Attis dopo essersi evirato ai suoi piedi … Questa dendroforia fu istituita dall’imperatore Claudio, probabilmente nel momento stesso in cui furono iscritte pubblicamente nel calendario romano le cerimonie per Attis … non sembra dunque un caso che i dendrofori di Roma celebrassero come giorno della loro nascita proprio il primo agosto, dies natalis di Claudio; è assai probabile, infatti, che anche l’introduzione di questo collegio urbano sia da connettere all’azione di governo di questo imperatore”.

Se "la statua di Virtus fu rinvenuta nei pressi del santuario di Santa Maria in Celsano, non è da escludere che proprio in questo sito fosse anticamente praticato il culto di Cibele. L’attuale santuario insiste del resto su strutture romane di epoca imperiale … Si potrebbe ipotizzare, con la dovuta cautela, che alla base della continuità funzionale di questo luogo, che avrebbe ospitato un culto per Cibele prima di divenire sede di un santuario dedicato alla Vergine Maria, possa esserci stato anche un qualche intreccio tra il culto metroaco [cioè di Cibele Magna Mater] e quello mariano in epoca tardo antica".

Il medesimo dedicante, Quinto Fabio Eutichiano, appare in un’ulteriore epigrafe di una statua di Marte (terza immagine):

Deo sancto Marti
Q. Fabius Eutychianus patron(us)
et q(uin)q(uennalis) p(er)p(etuus) de suo posuit

Questa statua, alta circa un metro, “nel Cinquecento ... appartenne alla ricca collezione del cardinale Rodolfo Pio da Carpi sul Quirinale … prima di passare a Venezia, presso i Grimani e giungere poi nella raccolta del marchese Tommaso degli Obizzi (1750-1803), presso la villa del Catajo a Battaglia Terme (in provincia di Padova) … alla fine dell’Ottocento, con gran parte di quella collezione, fu trasferita nel Kunsthistorishes Museum di Wien, dove tuttora si conserva nei depositi”.

Il rinvenimento della statuetta fu considerato di ambito urbano. L’identità del dedicante (Quintus Fabius Eutychies), però, fa sì che anche questo pezzo sia stato probabilmente ritrovato nei pressi di Santa Maria di Galeria.
Il rapporto fra Virtus, Cibele e Marte potrebbe spiegarsi in due modi: o con un culto comune fra Cibele e Ma-Bellona (Ma fu dea di origine anatolica poi associata all’italica e antichissima Bellona) oppure considerando che “la Mater Deum, rappresentata con una corona murale in testa, assume sin dal suo arrivo a Roma il ruolo di protettrice dei Romani, apportatrice di vittoria e salvezza. Nel suo ingresso a Roma, infatti, la dea segue un percorso di tipo militare, passando attraverso porta Capena, davanti sia al tempio di Marte che a quello di Honos et Virtus”.

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/07/21/quinto-fabio-eutichiano-dendroforo-di-galeria/

INGRESSO DEL BORGO DI SANTA MARIA IN CELSANO 1940-2026Il disegno del 1940 è di Guido Costantino Guidi.
19/07/2026

INGRESSO DEL BORGO DI SANTA MARIA IN CELSANO 1940-2026

Il disegno del 1940 è di Guido Costantino Guidi.

LA SCUOLA MEDIA "CLAUDIO RANALDI" A TORREVECCHIA (VIA DI TORREVECCHIA 675)A sinistra il giornalino scolastico del maggio...
17/07/2026

LA SCUOLA MEDIA "CLAUDIO RANALDI" A TORREVECCHIA (VIA DI TORREVECCHIA 675)

A sinistra il giornalino scolastico del maggio 1974 in cui la scuola era definita "scuola media statale sperimentale".
Successivamente prese il nome da un suo studente, Claudio Ranaldi, morto per un caso di malasanità (setticemia causata da una ingessatura sbagliata).
Su Claudio Ranaldi, a parte la fotografia trovata sul sito della scuola, non ho trovato nel mondo web praticamente nulla. Le rarissime notizie mi sono state date dal personale dell'Istituto.

UN CANE ANTICO ROMANO DEL III SECOLO D.C. (Archivio American Academy in Rome)Degli undici acquedotti antichi che riforni...
16/07/2026

UN CANE ANTICO ROMANO DEL III SECOLO D.C. (Archivio American Academy in Rome)

Degli undici acquedotti antichi che rifornirono Roma in varie epoche, solo due si trovano nel nostro territorio: l'acquedotto Traiano e quello Alsietino.
Entrambi attraversano il Gianicolo.
L'Alsietino è il più risalente poiché commissionato da Ottaviano Augusto (2 a.C.) per portare le acque del lago di Martignano sia agli Orti di Cesare che a una grande piscina per naumachie (rievocazioni di battaglie navali) all'altezza di piazza San Cosimato.
Nella prima foto vediamo i resti dell'Aqua Alsietina a villa Richardson, sul Gianicolo (via Giovanni Medici), dove ha sede l'Ambasciata Americana presso la Santa Sede.
Nelle rimanenti immagini due mattoni (del III secolo d.C.) provenienti dall'acquedotto accomunati da una simpatica proprietà: entrambi recano l'impronta di un cane. Probabilmente la bestiola ha calpestato i laterizi quando erano ancora freschi di produzione e questi, una volta cotti, hanno mantenuta l'impronta.

Indirizzo

Via Federico Borromeo
Rome
00168

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