18/06/2026
Il Parlamento Europeo ha approvato una pessima riforma dei rimpatri, che colpisce al cuore i diritti fondamentali e la civiltà giuridica del nostro continente. Come Socialisti e Democratici abbiamo votato contro questo provvedimento, passato purtroppo grazie al Partito Popolare Europeo, piegatosi ai sovranisti e all'estrema destra.
Sembra assurdo, ma questo regolamento legittima a livello europeo la logica dell'esternalizzazione e della creazione di centri di detenzione fuori dai confini dell'Unione, ricalcando il fallimentare e costosissimo modello albanese già tentato dal governo Meloni, senza nemmeno escludere dal trasferimento le famiglie con bambini.
Voglio essere chiaro: la migrazione non può essere ridotta a una questione di fredde procedure o, peggio, a slogan disumani urlati in aula. Parliamo di donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica. Eliminare l'effetto sospensivo automatico dei ricorsi e appaltare le responsabilità dell'Unione a Paesi terzi non risolverà nulla nel concreto, ma servirà solo a nascondere i problemi calpestando i nostri valori fondanti e le vite di queste persone.
Quella di ieri è stata una bruttissima pagina, ma non dobbiamo arrenderci. Continueremo a batterci contro questa deriva e per un’Europa che scelga una via umanitaria, e che ritrovi il buon senso in regole e responsabilità condivise.