IO VOTO

IO VOTO IO VOTO è un partito politico ha sostegno delle famiglie delle Imprese e delle persone più deboli. Presidente Ignazio TULLO

17/08/2026

Partecipazione, giustizia sociale, tutela delle famiglie, sviluppo economico e sovranità nazionale al centro del progetto politico lanciato da Ignazio Tullo Nasce ufficialmente “Io Voto”, il nuovo movimento politico promosso da Ignazio Tullo, con l'obiettivo di riportare il cittadino al centro ...

08/08/2026

La fuga verso la Svizzera finì con un arresto, ma il vero mistero cominciò dopo.

Il 27 aprile 1945 Benito Mussolini cercava di lasciare l’Italia nascosto dentro una colonna tedesca diretta verso il confine. Non viaggiava con i simboli del potere: indossava una divisa, o comunque una tenuta da soldato tedesco, nel tentativo di non farsi riconoscere.

Il piano però non funzionò. A Dongo, sul Lago di Como, i partigiani fermarono la colonna e lo identificarono. Il giorno dopo, nei pressi di Dongo, Mussolini fu giustiziato: la fuga era durata poco, ma attorno a quel convoglio restava qualcosa di molto più difficile da ricostruire.

Con i fuggiaschi c’erano infatti denaro, monete e banconote italiane e straniere, gioielli e altri beni. Non era quindi soltanto una storia di valigie, ma di un insieme di valori raccolti durante gli ultimi spostamenti della colonna fascista e tedesca.

Ed è qui che comincia la parte più confusa. Per anni si è ripetuto il numero di sei valigie, come se fosse un dato preciso e incontestabile. Le testimonianze e i documenti, invece, raccontano una situazione molto meno ordinata: per i bagagli personali di Mussolini si parla di una borsa o di due borse, mentre altre ricostruzioni indicano cinque valigie rimaste sul camion tedesco.

A queste si aggiungono altri colli e bagagli sequestrati o registrati nel municipio di Dongo. Il risultato è un inventario difficile da seguire, con versioni diverse già a partire dal numero degli oggetti.

Ancora più incerta è la sorte del contenuto. L’“oro di Dongo” non indica soltanto oro in senso stretto e non ha una storia finale limpida: gli inventari erano incompleti, alcuni beni passarono di mano, altri risultarono smarriti e sulla destinazione di ciò che venne recuperato esistono interpretazioni divergenti.

Per questo la parte solida del racconto è l’arresto: Mussolini fu catturato a Dongo mentre tentava di raggiungere la Svizzera travestito da soldato tedesco. Il tesoro esisteva nel suo complesso, ma il numero esatto delle valigie e il destino di ogni bene restano dentro una vicenda piena di zone d’ombra.

A volte il dettaglio più famoso non è quello più sicuro: sei valigie fanno una storia ordinata, i documenti raccontano un mistero.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 27 aprile 1945: arresto di Mussolini a Dongo
👉 5 valigie: una delle ricostruzioni sul cosiddetto oro di Dongo
📚 Fonti: treccani, britannica, università cattolica

GOVERNO MELONI
28/07/2026

GOVERNO MELONI

COMUNICATO STAMPA“NON STOP AL FOTOVOLTAICO A TERRA “ Il Partito politico “Io Voto”: «La maggioranza ostacola le rinnovab...
21/07/2026

COMUNICATO STAMPA

“NON STOP AL FOTOVOLTAICO A TERRA “

Il Partito politico “Io Voto”: «La maggioranza ostacola le rinnovabili e limita la libertà di scelta degli agricoltori»

Il Presidente Ignazio Tullo esprime perplessità sul recente giudizio della Corte Costituzionale: «Un proprietario deve poter decidere liberamente come valorizzare il proprio terreno. Così si penalizzano cittadini, imprese agricole e transizione energetica».
Il Partito politico Io Voto, attraverso il proprio Presidente Ignazio Tullo, esprime forti perplessità in merito al recente giudizio della Corte Costituzionale riguardante gli impianti fotovoltaici a terra nei terreni agricoli, ritenendo che esso rischi di alimentare un clima di incertezza attorno alla transizione energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Secondo il partito, il Governo e l'attuale maggioranza di centrodestra continuano ad assumere posizioni che finiscono per rallentare il percorso verso un modello energetico più moderno, sostenibile e competitivo, in contrasto con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
«Il giudizio espresso dalla Corte Costituzionale non rappresenta una legge che blocca automaticamente la transizione energetica con impianti fotovoltaici a terra. Tuttavia esprimiamo forte preoccupazione perché questa pronuncia rischia di essere interpretata come un freno allo sviluppo delle energie rinnovabili, proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di accelerare gli investimenti e sostenere le imprese agricole», dichiara Ignazio Tullo.
Per il Partito Io Voto, il principio fondamentale resta quello della libertà di scelta del proprietario.
«In uno Stato democratico il proprietario di un terreno deve poter decidere liberamente come valorizzare la propria proprietà, anche concedendola per la realizzazione di impianti agrivoltaici o fotovoltaici qualora lo ritenga conveniente. Nessuno dovrebbe comprimere questa libertà di scelta, che costituisce uno dei principi fondamentali di una moderna economia di mercato».
Il partito evidenzia inoltre come gli agricoltori siano oggi costretti a fare i conti con bollette energetiche sempre più elevate, costi di produzione in costante aumento e margini economici sempre più ridotti.
«Proprio per l'esplosione dei costi dell'energia, la Regione Puglia è dovuta intervenire nei mesi scorsi con misure straordinarie a sostegno delle aziende agricole, chiamate ad affrontare spese sempre più pesanti per alimentare pozzi artesiani, sistemi di irrigazione e attività produttive. L'agrivoltaico rappresenta invece uno strumento concreto per ridurre questi costi e rafforzare la competitività delle imprese agricole».
Secondo Io Voto, limitare lo sviluppo della transizione energetica significa arrecare un danno non soltanto agli investimenti, ma anche agli stessi cittadini e agli imprenditori agricoli.
«Chi continua ad ostacolare le energie rinnovabili finisce per aumentare i costi che ricadono sulle famiglie e sulle imprese. L'Italia non può permettersi di frenare innovazione, investimenti e sviluppo proprio nel momento in cui l'autonomia energetica rappresenta una delle principali sfide economiche del Paese».
Per questo motivo il Partito Io Voto invita il mondo agricolo a far sentire la propria voce.
«Rivolgiamo un appello agli imprenditori agricoli affinché difendano il proprio diritto di scegliere liberamente il futuro delle loro aziende. La transizione energetica non deve essere vissuta come una minaccia, ma come un'opportunità di crescita, maggiore redditività e sviluppo sostenibile».
Il partito conclude ribadendo che innovazione, agricoltura, sostenibilità ambientale e libertà economica devono procedere insieme.
«La vera democrazia passa anche dal rispetto della libertà dei proprietari di decidere come valorizzare i propri terreni nel rispetto delle leggi. Bloccare la transizione energetica significa rallentare il futuro dell'Italia e penalizzare proprio coloro che ogni giorno producono ricchezza e lavoro».

Il Presidente
Ignazio Tullo

REDAZIONI GIORNALISTICHE

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Il Partito politico Io Voto, attraverso il proprio Presidente Ignazio Tullo, esprime forti perplessità in merito al recente giudizio della Corte Costituzionale riguardante gli impianti fotovoltaici…

NESSUNO STOP!Come le decisioni della Corte possono avere effetti manipolativi nello «spazio», questi effetti si possono ...
18/07/2026

NESSUNO STOP!

Come le decisioni della Corte possono avere effetti manipolativi nello «spazio», questi effetti si possono avere anche nel tempo, con decisioni manipolative per il passato (pro praeterito: incostituzionalità sopravvenuta ) oppure per il futuro (pro futuro: incostituzionalità differita) con le quali la Corte - pur riconoscendo nella motivazione l'illegittimità della disposizione impugnata - rinvia l'annullamento con un dispositivo di rigetto (sentenze-indirizzo o monitorie di rigetto, sentenze di incostituzionalità accertata ma non dichiarata; vengono adottate soprattutto per sollecitare l'intervento del legislatore, altrimenti inerte).

Per concludere questo rapido esame delle decisioni della Corte, si deve ricordare che esse, in base all'art. 18 della legge n. 87 del 1953, sono motivate (in fatto e in diritto le sentenze; «succintamente motivate» le ordinanze). La "motivazione" - non prevista da fonti costituzionali, e da alcuni Autori ritenuta anche non costituzionalmente obbligatoria - assume importanti funzioni, sia politiche sia giuridiche, essendo essa rivolta, innanzi tutto, al giudice a quo, ma anche al legislatore, per l'eventuale seguito legislativo, e a tutti gli operatori del diritto.

Il Presidente
Ignazio Tullo

LA MELONI RISCHIA LA MESSA IN STATO DI ACCUSA DAVANTI LA CORTE COSTITUZIONALE PER "ALTO TRADIMENTO" O "ATTENTATO ALLA CO...
12/07/2026

LA MELONI RISCHIA LA MESSA IN STATO DI ACCUSA DAVANTI LA CORTE COSTITUZIONALE PER "ALTO TRADIMENTO" O "ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE"

Se il Presidente del Consiglio avesse autorizzato l'uso delle basi USA in Italia per bombardare l'Iran senza il consenso del Parlamento, rischierebbe conseguenze gravissime che vanno dalle dimissioni forzate fino all'accusa di "Attentato alla Costituzione" o "Alto tradimento".
Nell'ordinamento italiano, una decisione del genere violerebbe le regole fondamentali dello Stato. La Costituzione italiana protegge in modo rigido i poteri del Parlamento sulla guerra e sulla pace. Un'azione unilaterale del genere configurerebbe reati di massima gravità: Messa in stato di accusa (Impeachment). Il Parlamento in seduta comune potrebbe votare la messa in stato di accusa del Presidente del Consiglio davanti alla Corte Costituzionale per "Alto Tradimento" o "Attentato alla Costituzione".
Violazione dell'Articolo 78 e 11: La Costituzione stabilisce che "Le Camere deliberano lo stato di guerra" e che l'Italia "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli". Scavalcare il Parlamento per un'azione offensiva violerebbe direttamente i pilastri della Repubblica.
Autorizzare le basi USA per attacchi armati all'insaputa del Parlamento potrebbe configurare reati legati all'abuso di potere politico-militare e all'esposizione dello Stato italiano a un pericolo di rappresaglia o guerra non deliberata.
Per verificare questi reati c'è bisogno di una COMMISSIONE SPECIALE URGENTE che verifichi il comportamento della Premier.

Se pensi che una COMMISSIONE SPECIALE URGENTE sia una buona soluzione per verificare la posizione della Meloni metti un "MI PIACE"

10/07/2026
09/07/2026

Indirizzo

Via Pecci
Rome
00165

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