17/08/2025
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"Leggere Céspedes" di
Annalisa Andreoni, insegnante di Letteratura italiana all'Università di Pisa, del 2025, è il primo profilo critico dell'italo-cubana Alba de Céspedes, una delle narratrici più lette in Italia e tradotte all'estero fra gli anni Trenta e Settanta del Novecento, il caso più clamoroso di oscuramento delle scrittrici del XX secolo. "Impegnata nella Resistenza, combattendo tra la Puglia e l’Abruzzo, Alba fu fondatrice di Mercurio, rivista di politica e cultura di primo piano dell'immediato dopoguerra. Céspedes racconta nei suoi romanzi i mutamenti sociali e morali della Repubblica. Cosmopolita e poliglotta, negli anni Sessanta si trasferisce a Parigi e adotta il francese come lingua della poesia e della prosa, autotraducendosi poi in italiano. Sempre alla ricerca di nuove forme della narrazione e lontana da ogni stereotipo, Céspedes appare oggi una delle voci letterarie più significative del secolo scorso, di cui attraversa ogni fase, dal modernismo all'esistenzialismo allo sperimentalismo del Nouveau roman", recita più o meno così la sinossi. "Scrivo per tutte le donne che non possono farlo", dichiarava potentemente Alba de Céspedes, che ha attraversato il Novecento letterario lasciando tracce profonde, spesso ignorate. Purtroppo ignorate o dimenticate. Spiega l' autrice del volume che vi propongo oggi: "L’opera di Céspedes è stata per decenni silenziata o relegata ai margini. Troppo sentimentale per certi critici, troppo politica per altri. Eppure, oggi ci accorgiamo che i suoi romanzi parlano direttamente al nostro tempo. Lo fanno con una lucidità che inquieta, con una sensibilità che conforta". Il libro di Annalisa Andreoni è agile, intenso, perfetto per chi vuole avvicinarsi o riavvicinarsi all' autrice il cui primo romanzo è del 1938, "Nessuno torna indietro", con uno sguardo nuovo e consapevole.
Sotto, Alba de Céspedes
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