14/04/2026
Un impermeabilizzante inventato nel 144 a.C. è ancora intatto sotto Roma — e le nostre resine moderne non ci arrivano neanche lontanamente.
Non è una leggenda. È il risultato di una ricognizione del 2019 nel Parco degli Acquedotti, su un tratto di circa 70 metri dell'Aqua Marcia, uno degli acquedotti romani più antichi ancora in piedi.
L'Aqua Marcia fu costruita nel 144 a.C. dal pretore Quinto Marcio Re per portare acqua a Roma dall'alta Valle dell'Aniene. Per impermeabilizzare lo specus — il canale interno — i costruttori romani usarono il cocciopesto: una malta di calce e frammenti di terracotta tritata, ricchi di silicati e alluminosilicati.
La chimica che c'è dietro è precisa. A contatto con l'acqua, la calce reagisce con la silice del laterizio frantumato e forma composti calcio-silicato-alluminati idratati. Sostanze stabili, compatte, traspiranti. Una reazione pozzolanica che si auto-stabilizza sott'acqua invece di degradarsi.
Ma la vera scoperta del 2019 — firmata da Paolo Montanari e pubblicata su Thiasos — è un'altra.
I Romani non si erano limitati a rivestire le pareti interne. Avevano anche colato cocciopesto liquido all'interno degli incavi verticali tra i conci in opus quadratum — i blocchi di pietra squadrata che formano le pareti esterne. Una seconda barriera impermeabilizzante nascosta nella struttura stessa dell'acquedotto. Prima attestazione di questa tecnica in un'opera repubblicana: non era presente nell'Aqua Appia né nell'Anio Vetus, costruiti prima.
Dopo 2.170 anni di acqua continua, entrambi gli strati sono in condizioni perfette.
Aspetta la parte che fa male.
Le resine epossidiche moderne — quelle che usiamo oggi per impermeabilizzare piscine e cisterne, prodotte con chimica industriale avanzata — durano in media 20-30 anni. Dopodiché si degradano per idrolisi, cicli termici, umidità. Vanno rifatte.
Il cocciopesto dell'Aqua Marcia le batte per un fattore di 70. Senza petrolchimici, senza laboratori, senza brevetti.
I Romani non avevano trovato una soluzione antica. Avevano trovato quella giusta.
In breve:
Il cocciopesto dell'Aqua Marcia (144 a.C.) è ancora impermeabile dopo 2.170 anni
Una ricognizione del 2019 ha trovato anche una seconda barriera nascosta tra i blocchi di pietra, tecnica mai vista prima in opere repubblicane
Le resine epossidiche moderne durano 20-30 anni: il cocciopesto le supera per un fattore di 70