20/06/2026
ROMA CAPITALE ROMPA CON ISRAELE! 🇵🇸
📍 GIOVEDÌ 25 GIUGNO ORE 15.00 – PRESIDIO IN SOSTEGNO ALLA DELEGAZIONE DI ROMA SA DA CHE PARTE STARE RICEVUTA IN CAMPIDOGLIO
La delibera di iniziativa popolare che ha raccolto circa 16.000 firme, il triplo di quelle necessarie perché venga discussa, ha ottenuto una prima vittoria: il Sindaco e la sua maggioranza sono stati costretti ad affrontare la questione dei rapporti con Israele, nonostante abbiano cercato in tutti i modi di pronunciarsi il meno possibile sul genocidio in corso.
Noi, al contrario, dopo anni di mobilitazione al fianco del popolo e della resistenza palestinese, con il lavoro di raccolta firme nei territori e la lotta nei municipi della città, pretendiamo che l'Assemblea Capitolina rappresenti le istanze popolari e rompa ogni accordo e relazione economica, diplomatica e politica con lo Stato sionista. Questo a partire dalle proposte contenute nella delibera, con cui ribadiamo chiaramente che vogliamo aziende come Teva e Mekorot, e fondi a capitale israeliano come Hines, coinvolto nel progetto degli ex Mercati Generali, fuori dalla nostra città, in quanto elementi di complicità con il genocidio e con la sistematica violazione del diritto internazionale.
Chiediamo inoltre che Roma Capitale avvii un monitoraggio su tutte le relazioni con Israele, impedendo futuri partenariati e accordi, e rendendo trasparenti tutti gli accordi in modo da sottoporli costantemente all'attenzione degli abitanti della città.
Vogliamo quindi una rottura che vada oltre le questioni meramente tecnico-amministrative e che sia accompagnata da una condanna politica netta di Israele da parte dell'Assemblea Capitolina, in linea con i principi democratici che dovrebbero caratterizzare la rappresentanza politica.
Ci chiediamo quindi se la Giunta Gualtieri avrà il coraggio di rappresentare il popolo di questa città, proseguendo sulla strada già percorsa da numerosi municipi di Roma, che ci auguriamo continuino ad adottare questa linea di presa di posizione, schierandosi dalla parte della Palestina e rifiutando eventuali pressioni da parte di chi vorrebbe continuare a essere complice e in silenzio.
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