06/09/2026
QUALE SICUREZZA? ZONE ROSSE, SGOMBERI E TUTOR NON SONO LA SOLUZIONE
Negli ultimi tempi è impossibile non accorgersi di come stiano cambiando le nostre strade, dove sono sempre più numerosi i dispositivi di polizia che presidiano gli spazi della città: questa situazione è figlia di precise scelte politiche , ossia dell'implementazione e del potenziamento delle "zone rosse", aree nelle quali vengono rafforzati controlli e presidi di polizia, con l'obiettivo dichiarato di contrastare criminalità, degrado e fenomeni legati alla movida.
Misure di questo tipo sembrano ormai gli unici strumenti di cui governo ed istituzioni hanno intenzione di dotarsi per affrontare la questione della sicurezza delle città. Una risposta che restituisce un'idea chiara di come venga approcciata la questione, ovvero attraverso il controllo poliziesco dello spazio urbano.
Da una parte la destra si fa promotrice di questo modello di gestione d'ordine pubblico delle città, sventolandolo come una bandiera. La ricetta è la solita: più polizia, più repressione, più controlli. Un'idea di amministrazione muscolare e dal valore puramente propagandistico, incapace di intervenire sulle cause reali dell'insicurezza, ma utile soltanto a innescare una polveriera fatta di disagio, marginalità e razzismo, funzionale a riaccendere il conflitto tra gli ultimi e gli sfruttati di questo Paese.
Il problema è che a questa impostazione le amministrazioni comunali guidate dal campo largo non sembrano voler contrapporre una proposta realmente alternativa, scegliendo da un lato di concertare con il Ministero dell'interno il tema della sicurezza nelle metropoli ( esemplificativo in questo senso il patto Lepore- Piantedosi a Bologna), dall'altro provando a rendere più presentabile nei confronti dei cittadini la stessa gestione securitaria, affiancando ai dispositivi militari e di polizia nelle strade figure come i "tutor", utilizzando il linguaggio della prossimità e il coinvolgimento del Terzo Settore, tutti provvedimenti presenti nel nuovo Piano Roma Notte messo in campo dalla giunta Gualtieri.
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