20/09/2022
BUON XX SETTEMBRE
L'Urbe ha sempre avuto un grande significato simbolico, il neonato stato italiano dovette attendere circa dieci anni prima di poterla annettere e di farla divenire la Capitale d'Italia. La "questione romana" fu sollevata sin dalle prime sedute del neonato parlamento: durante la seduta del 18 Aprile 1861, il Presidente del Consiglio dei Ministri Camillo Benso di Cavour affermó che si doveva trovare un modo per indurre alla creazione di alleanze internazionali, in particolar modo con Gran Bretagna e Francia, e al contempo per far sí che quest'ultima, guidata da Napoleone III, non intervenisse in difesa dello Stato Pontificio, come già era avvenuto nel 1849 proprio ai danni di Mazzini e degli altri Repubblicani con l'esercito guidato dal Generale Oudinot. Di conseguenza, se non si fosse sbrogliata questa matassa, non si sarebbe potuto realmente intervenire. Numerose furono anche le diatribe che si scatenarono dentro e fuori il neonato Parlamento tra Garibaldi, impaziente di voler andare alla volta di Roma, e Cavour, sempre alla ricerca di alleati e di accordi politici (anche con il Pontefice) con lo scopo di liberare Roma. La svolta la si ebbe all'alba del 20 Settembre del 1870: sulla Via Nomentana l'esercito del Regno d'Italia, guidato dal Generale Cadorna, marciava verso la città. Solo Roma mancava alla totale riunificazione dell'Italia, ma Pio IX, forte dell'aiuto dei francesi, si oppose con tutte le forze. Alle 05.00 i trombettieri suonavano e nel mentre i soldati preparavano i cannoni; dopo cinque ore di fuoco una parte delle mura aureliane crollò, si aprì una breccia di trenta metri che spianò l'assalto di fanteria ai bersaglieri al grido di: "Viva l'Italia, Viva Roma". L'esercito italiano superava le cinquantamila unità, quello pontificio ne contava meno di quindicimila. Pio IX si ritirò in Vaticano facendo issare sulla cupola di San Pietro la bandiera bianca: il potere temporale dei papi era finito, Roma fu annessa all'Italia e ne divenne la capitale!