14/08/2026
Capolavoro dell’architettura rinascimentale, ponte Sisto prende il nome dal pontefice Sisto IV della Rovere (1471-1484), che lo costruì in occasione del Giubileo del 1475 per rendere più agevole il collegamento con il Vaticano e con il popolare rione di Trastevere. Esempio tipico di riutilizzo dei monumenti antichi nella Roma sistina, il ponte fu costruito sui piloni di quello di Agrippa, richiamando l’architettura dei ponti romani con quattro arcate e occhio centrale.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1877, per sopperire alle necessità dell’aumentato traffico cittadino, il ponte fu sottoposto ad un intervento di allargamento che ne alterò completamente l’aspetto originario. Vennero realizzate due passerelle metalliche in ferro dolce e ghisa, sospese ai lati del ponte oltre i parapetti, che vennero demoliti per gran parte dell’altezza. “Ponte Sisto ha messo le ali”: così inizia una celebre pasquinata di quegli anni.
Dopo più di un secolo il deterioramento delle strutture metalliche delle passerelle portò, nel secolo scorso, al restauro degli anni ‘90 che recuperò la sostanziale leggibilità dell’architettura quattrocentesca con la realizzazione di nuovi parapetti sul modello rinascimentale e la rimozione definitiva delle “ali” ottocentesche.
Sono ancora visibili alcuni lacerti dell’antica struttura, tra cui i quattro emblemi sistini e lo stemma situato sotto l’ultima arcata del ponte verso Trastevere. Le due grandi lapidi quattrocentesche sono state invece rimosse per problemi legati alla loro conservazione e il testo trascritto a una testata del ponte.