Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Pagina ufficiale della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

La Sovrintendenza Capitolina gestisce, mantiene, valorizza i beni archeologici, storico-artistici e monumentali di proprietà di Roma Capitale. La vasta consistenza del suo patrimonio culturale e le caratteristiche per certi aspetti uniche del suo territorio - la città di Roma comprende, tra l’altro, il più grande centro storico del mondo, in gran parte cinto dalle Mura Aureliane, tutelato dall’ Un

esco come “patrimonio dell’umanità” - ha reso necessaria l’istituzione di una specifica Sovraintendenza. Nel 1872 viene istituita la Commissione Archeologica Comunale, che aveva il compito di seguire le attività edilizie che stavano trasformando l’immagine della città. Nel 1900 venne ravvisata la necessità di istituire il Comitato di Storia ed Arte e la Commissione per la conservazione delle mura. Il cospicuo incremento del patrimonio verificatosi nel corso degli anni, dall'unità d’Italia in poi, ha portato alla necessità di ridisegnare il ruolo e le funzioni proprie delle vecchie commissioni e di pervenire alla istituzione di un’unica struttura comunale che fosse in grado di coordinare sia la gestione dell’ingente patrimonio culturale, sia gli interventi finalizzati alla sua fruizione e valorizzazione, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Statali. Le attività istituzionali della Sovrintendenza Capitolina superano oggi l’ambito conservativo, per estendersi nell'area della valorizzazione del patrimonio e della promozione culturale. Particolare rilevanza assume la corposa programmazione di mostre di livello internazionale e di spessore scientifico, che - unitamente alla gestione dei 21 musei civici riuniti nella rete Musei in Comune – contribuisce alla costante crescita dei visitatori. La Sovrintendenza ai Beni Culturali è, nell'ambito dell’organizzazione capitolina, una “Struttura di Linea”, articolata in tre Direzioni (Tecnico –Territoriale; Gestione delle Risorse e valorizzazione del Patrimonio; Musei) e in diverse unità organizzative che operano ciascuna in specifici settori.

Capolavoro dell’architettura rinascimentale, ponte Sisto prende il nome dal pontefice Sisto IV della Rovere (1471-1484),...
14/08/2026

Capolavoro dell’architettura rinascimentale, ponte Sisto prende il nome dal pontefice Sisto IV della Rovere (1471-1484), che lo costruì in occasione del Giubileo del 1475 per rendere più agevole il collegamento con il Vaticano e con il popolare rione di Trastevere. Esempio tipico di riutilizzo dei monumenti antichi nella Roma sistina, il ponte fu costruito sui piloni di quello di Agrippa, richiamando l’architettura dei ponti romani con quattro arcate e occhio centrale.

Dopo l’Unità d’Italia, nel 1877, per sopperire alle necessità dell’aumentato traffico cittadino, il ponte fu sottoposto ad un intervento di allargamento che ne alterò completamente l’aspetto originario. Vennero realizzate due passerelle metalliche in ferro dolce e ghisa, sospese ai lati del ponte oltre i parapetti, che vennero demoliti per gran parte dell’altezza. “Ponte Sisto ha messo le ali”: così inizia una celebre pasquinata di quegli anni.

Dopo più di un secolo il deterioramento delle strutture metalliche delle passerelle portò, nel secolo scorso, al restauro degli anni ‘90 che recuperò la sostanziale leggibilità dell’architettura quattrocentesca con la realizzazione di nuovi parapetti sul modello rinascimentale e la rimozione definitiva delle “ali” ottocentesche.

Sono ancora visibili alcuni lacerti dell’antica struttura, tra cui i quattro emblemi sistini e lo stemma situato sotto l’ultima arcata del ponte verso Trastevere. Le due grandi lapidi quattrocentesche sono state invece rimosse per problemi legati alla loro conservazione e il testo trascritto a una testata del ponte.

A Villa Torlonia è stato riattivato il laghetto del Fucino, realizzato da Alessandro Torlonia intorno al 1878 in ricordo...
10/08/2026

A Villa Torlonia è stato riattivato il laghetto del Fucino, realizzato da Alessandro Torlonia intorno al 1878 in ricordo dell’impresa da lui compiuta del prosciugamento del Lago del Fucino in Abruzzo. Il laghetto di Villa Torlonia ne ripete la forma e anche la differenza di profondità in maniera proporzionale a quello originale.

I lavori hanno avuto la durata di due mesi e hanno previsto il ripristino della tenuta stagna dell'invaso con rifacimento dell’impermeabilizzazione.

Continuano gli interventi di manutenzione del patrimonio: questa volta siamo sul Gianicolo dove è in corso un intervento...
07/08/2026

Continuano gli interventi di manutenzione del patrimonio: questa volta siamo sul Gianicolo dove è in corso un intervento biocida per la rimozione delle patine biologiche che periodicamente intaccano i busti dei patrioti del Risorgimento. Nelle immagini lo stato delle sculture prima dell’intervento.

Le operazioni – previste annualmente a rotazione su tutti i busti - si concluderanno con il lavaggio delle sculture e la rubricatura, consistente nel ripristino della leggibilità delle iscrizioni. L’applicazione di pellicole di cellophane svolge la duplice funzione di intensificazione dell’effetto biocida e di protezione del pubblico dalle sostanze applicate.

In piazza del Pantheon si sta procedendo alla rimozione delle patine biologiche sviluppatesi sulla Fontana della Rotonda...
06/08/2026

In piazza del Pantheon si sta procedendo alla rimozione delle patine biologiche sviluppatesi sulla Fontana della Rotonda a causa dalle elevate temperature delle ultime settimane. Con l'occasione si sta procedendo anche ad un lavaggio generale delle superfici per la rimozione del guano e della sporcizia causata dall'elevata frequentazione antropica.

La conclusione dell'intervento è prevista per domani.

Nel primo giardino del Roseto di Roma Capitale, si trova la piccola Fontana del Delfino, realizzata su progetto dell’arc...
30/07/2026

Nel primo giardino del Roseto di Roma Capitale, si trova la piccola Fontana del Delfino, realizzata su progetto dell’architetto Adolfo Marini, uno dei vincitori del concorso pubblico del 1928.

Il bando richiedeva la sostituzione delle antiestetiche fontanelline in ghisa, ancora in uso nei quartieri più importanti della città, con dieci nuove fontanelle in travertino, che coniugassero criteri artistici con esigenze di pubblica utilità.

Ogni professionista aveva la possibilità di partecipare alla gara con uno o più progetti, da inviare in forma anonima, per essere identificabili solo attraverso un motto inciso o scritto indelebilmente. Nel maggio del 1929 i trecento bozzetti esaminati dalla Commissione giudicatrice furono esposti presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni e il 28 ottobre dello stesso anno, in occasione del settimo anniversario della Marcia su Roma, le fontanelle vincitrici furono inaugurate.

Relativamente a via di Borgo Vecchio, la Commissione ritenne meritevole di premiare il progetto n. 41, distinto dal motto “Fiore”, che risultò corrispondere alla fontanella a parete disegnata dal Marini: all’interno di una nicchia, sulla cui sommità campeggia la scritta ACQUA MARCIA, un pesce guizzante, simile ad un delfino, riversa dalla bocca un getto di acqua in un piccolo bacino emisferico, sostenuto da un piedistallo cilindrico.

Con le demolizioni della Spina di Borgo, il manufatto venne smontato e immagazzinato in uno dei fornici del Teatro di Marcello: qui rimase fino al 1983, quando fu riassemblato e collocato all’interno del Roseto.

𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟑 𝐚𝐥 𝟏𝟓 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟕 si terrà a Roma la conferenza internazionale 𝐋𝐚 𝐯𝐮𝐥𝐧𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞, un tem...
24/07/2026

𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟑 𝐚𝐥 𝟏𝟓 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟕 si terrà a Roma la conferenza internazionale 𝐋𝐚 𝐯𝐮𝐥𝐧𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞, un tema che è oggi una sfida strategica cruciale per istituzioni, centri di ricerca e organizzazioni internazionali.
La conferenza ha lo scopo di incentivare il dialogo internazionale e lo scambio di buone pratiche; rafforzare i network e le collaborazioni tra istituzioni, enti e ricercatori; promuovere la conoscenza diffusa sulle tecnologie attualmente disponibili, favorire l'elaborazione di linee guida e raccomandazioni strategiche per il futuro della tutela.

Per maggiori informazioni e partecipare alla 𝐂𝐚𝐥𝐥 𝐟𝐨𝐫 𝐀𝐛𝐬𝐭𝐫𝐚𝐜𝐭𝐬 (scadenza 30 settembre 2026): https://www.dtclazio.it/eventi/vch-2027/

Il Parco del Colle Oppio si aggiunge agli interventi di restauro e valorizzazione portati a compimento nell’ambito del p...
17/07/2026

Il Parco del Colle Oppio si aggiunge agli interventi di restauro e valorizzazione portati a compimento nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi, realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina. Grazie a un investimento di circa 1,5 milioni di euro sono stati recuperati alcuni dei più pregevoli elementi di uno dei più importanti giardini monumentali della città, in cui convivono testimonianze della Roma antica - la Domus Aurea, le Terme di Tito, le Terme di Traiano - e il disegno paesaggistico realizzato tra il 1928 e il 1936 da Raffaele de Vico e Antonio Muñoz.

Nello specifico sono stati restaurati i due portali di accesso al parco di via delle Terme di Traiano e di via Nicola Salvi, le forme architettoniche e monumentali della Fontana Ninfeo e della Fontana delle Anfore, oltre all'intero sistema originario di adduzione delle acque che alimenta le fontane.

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝ì 𝟖 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖.𝟎𝟎 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗.𝟑𝟎 apre al pubblico per la prima volta un nuovo settore del 𝐒𝐞𝐩𝐨𝐥𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐞...
06/07/2026

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝ì 𝟖 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖.𝟎𝟎 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗.𝟑𝟎 apre al pubblico per la prima volta un nuovo settore del 𝐒𝐞𝐩𝐨𝐥𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚 𝐎𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐬𝐞, 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐑𝐮𝐩𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨, al termine dell’intervento di restauro finanziato nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi.

L’area comprende nove sepolture, visibili sia lungo il fronte stradale sia attorno a un cortile interno, le cui differenti tipologie testimoniano il passaggio dal rito dell’incinerazione a quello dell’inumazione nel corso del II secolo d.C.

Appuntamento in via Ostiense 251, ingresso libero nel rispetto della capienza massima consentita per il sito. Per info https://bit.ly/3T4YctL

Cosa ci fa una colonnina della Telefonica Tirrena al Verano? All’interno del Cimitero Monumentale del Verano, fra cappel...
02/07/2026

Cosa ci fa una colonnina della Telefonica Tirrena al Verano?

All’interno del Cimitero Monumentale del Verano, fra cappelle monumentali e tombe di artisti famosi, attira l’attenzione una colonnina della Te.Ti., Telefonica Tirrena, in ghisa. Si trova davanti alla ca****la di famiglia del regista Roberto Rossellini e fu installata nel 1946, quando il figlio primogenito, Romano, scomparve all’improvviso alla tenera età di nove anni.

Il regista stava girando “Germania anno zero” e insieme alla moglie, Marcella De Marchis, straziati dal dolore, trascorrevano le giornate vegliando sulla tomba del figlio. Per non ritardare la lavorazione del film, il regista fece installare una linea telefonica della Te.Ti., che gli permetteva di comunicare con produttori e sceneggiatori, pur rimanendo accanto alla tomba.

Oggi il telefono non esiste più, ma è rimasta al suo posto la colonnina in ghisa, corredata, fino a qualche tempo fa, da una targa commemorativa. Per gli appassionati di cinema l’episodio della colonnina della Te.Ti. è stato oggetto del cortometraggio “L’allaccio”, dove l’attore Francesco Acquaroli interpreta il regista Roberto Rossellini.

Ponte Garibaldi è uno dei ponti più legati alla storia del Risorgimento romano. Nato inizialmente con il nome di “Ponte ...
26/06/2026

Ponte Garibaldi è uno dei ponti più legati alla storia del Risorgimento romano. Nato inizialmente con il nome di “Ponte Regola”, perché collegava l’omonimo rione con quella che allora era la via dei Re – oggi viale Trastevere – venne poi dedicato a Giuseppe Garibaldi, protagonista della difesa della Repubblica Romana del 1849 contro l’assedio francese. Ancora oggi, le quattro colonne in granito poste alle estremità del ponte ricordano i giovani volontari caduti in quei combattimenti.

L’idea di costruire un nuovo attraversamento del Tevere nasce infatti dopo la Breccia di Porta Pia, quando Roma diventa capitale del Regno d’Italia. Già nel 1873, durante i progetti per i muraglioni del fiume, si pensa a un ponte moderno che colleghi via Arenula a piazza Gioacchino Belli, migliorando i collegamenti con Trastevere e con la nuova stazione ferroviaria. I ponti allora esistenti – Cestio, Rotto e Sisto – non bastavano più a sostenere il traffico crescente della città.

Il progetto viene affidato all’ingegnere Angelo Vescovali, patriota milanese, che aveva combattuto al fianco di Garibaldi. La struttura, inaugurata nel 1888, era all’avanguardia: realizzata con circa 1800 tonnellate di ferro, aveva due grandi arcate rivestite in travertino ed era il terzo ponte più largo d’Europa.

Nel 1953 però una delle arcate cedette a causa dell’aumento del traffico. Il ponte venne allora profondamente trasformato dall’ingegnere Giulio Krall: il vecchio scheletro metallico fu sostituito con strutture in cemento armato, più adatte alle esigenze della Roma moderna. Con quel restauro scomparve uno dei più importanti esempi di architettura in ferro della città.

Indirizzo

Piazza Lovatelli, 35
Rome
00186

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