07/08/2026
Basta soldi per le armi.
Noi di AVS abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere una risoluzione parlamentare unitaria, con PD e M5S, sui conti pubblici e sull’utilizzo dei fondi europei per acquistare armi.
Il testo di AVS, PD e M5S dice una cosa semplice: se bisogna chiedere prestiti all’Europa, non si usino per le armi, ma per i bisogni più urgenti dei cittadini.
È un grande passo avanti per tutta la coalizione, perché spesso viene raccontata come divisa, con questioni politiche insormontabili al suo interno.
E questo racconto viene gonfiato ogni giorno da commentatori, pronti a sparare sulla prospettiva di una coalizione che in realtà ha già una sua quadra.
Esistono punti di vista diversi, certo.
Vale per noi, vale per la destra.
Vale in politica estera, come per esempio sulla tassa sulle grandi ricchezze.
Come è noto AVS la vuole e faccio uno spoiler agli amanti del genere, continueremo a batterci perché ci sia nel programma. Dipenderà anche molto dalla forza che le urne ci daranno.
E tuttavia, il passaggio di oggi è davvero importante, perché ha stabilito una nuova divisione fra noi e la destra: la destra sperpera il 5% del PIL in armi, obbedendo a Trump, noi della coalizione progressista lo riteniamo un errore, che correggeremo quando saremo al governo.
Prima delle armi c’è la vita dei cittadini.
Qui un estratto della risoluzione, se volete leggerlo.
considerato che,
il nuovo quadro di regole di cui al Regolamento 2024/1263 prevede la possibilità di richiedere alla UE l’attivazione di due clausole che permettono deviazioni dai limiti della spesa netta raccomandati dal Consiglio al momento dell’approvazione dei PSB: la clausola di salvaguardia nazionale di cui all’articolo 26 è specifica per paese e consente tale deviazione nel caso in cui circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro abbiano rilevanti ripercussioni sulle sue finanze pubbliche, a condizione che essa non comprometta la sostenibilità di bilancio nel medio termine;
riteniamo necessario riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello stato, nonché attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento puntando alla costruzione di una vera difesa comune europea, e a perseguire una strategia che punti alla sovranità e indipendenza energetica e che metta gli Stati membri al riparo dagli effetti destabilizzanti indotti dalle guerre;
impegna il Governo:
a presentare una relazione che aggiorni il percorso della spesa netta e gli obiettivi programmatici di finanza pubblica e indichi la misura e la durata dell’eventuale deviazione, garantendo in ogni caso che essa sia esclusivamente indirizzata al contrasto della povertà assoluta, al finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica e alla diminuzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, in particolare attraverso investimenti in fonti pulite, reti e infrastrutture energetiche, escludendo che le risorse disponibili siano destinate a impegni di spesa militare.