CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

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CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali Pagina facebook ufficiale del Consiglio Nazionale dell'Ordine Assistenti Sociali

L’Ordine raccoglie la comunità professionale e ne è la sua espressione, a tutela sia dei professionisti iscritti sia degli interessi di coloro che, quali utenti dei servizi sociali o clienti di professionisti assistenti sociali, debbono essere garantiti in ordine alle prestazioni ed alla qualità del servizio prestato. L’Ordine, che quindi cura interessi sociali generali propri dello Stato, ha la n

atura giuridica di ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero della Giustizia.

C’è chi il mare lo vedrà, come si diceva una volta, soltanto in cartolina, ma noi auguriamo buona estate a tutte e a tut...
07/08/2026

C’è chi il mare lo vedrà, come si diceva una volta, soltanto in cartolina, ma noi auguriamo buona estate a tutte e a tutti sperando che sia buona davvero e che le fragilità e le solitudini non si acutizzino nel mese delle vacanze per eccellenza.

Il servizio sociale è il salvagente di chi non ne ha trovati altri in istituzioni che, per dettato costituzionale, devono assicurare pari opportunità, salute, istruzione, protezione.

Ogni assistente sociale lo sa e lo fa, se servisse, ci siamo!

L'approvazione in prima lettura al Senato del disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali rap...
05/08/2026

L'approvazione in prima lettura al Senato del disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali rappresenta una tappa importante di un percorso che non nasce oggi.

È un lavoro che attraversa più mandati del Consiglio Nazionale. Già nella precedente consiliatura il Cnoas aveva rappresentato alle istituzioni la necessità di aggiornare il nostro ordinamento, segnalando le criticità emerse nell'applicazione delle norme e la necessità di renderle più adeguate all'evoluzione della professione e della società.

In questo mandato abbiamo scelto di proseguire con un metodo chiaro: costruire, insieme ai Consigli territoriali dell'Ordine, una riflessione condivisa sui contenuti della riforma, perché il futuro dell'ordinamento professionale non può essere il risultato di una somma di posizioni individuali, ma di un'elaborazione collettiva della comunità.

In questa direzione si colloca anche il convegno nazionale "La catena del cambiamento. L'assistente sociale e la sfida del sapere", promosso dall’Ordine nazionale nel febbraio del 2024, che ha rappresentato un importante momento di confronto con istituzioni, università e professionisti sulle trasformazioni della professione e sulla necessità di un ordinamento capace di accompagnarle.

Da allora il lavoro è proseguito, coinvolgendo i Consigli territoriali, per approfondire e condividere le proposte relative alle diverse materie oggi ricomprese nella delega: dall'accesso alla professione alle competenze professionali e alle attività riservate, dal sistema ordinistico alla formazione continua, fino al Codice deontologico, alle tutele per l'esercizio professionale e all'impatto delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale.

L'infografica che pubblichiamo oggi sintetizza proprio queste materie: i principali ambiti sui quali, se il Parlamento approverà definitivamente la legge, il Governo sarà chiamato a predisporre i decreti legislativi di attuazione.

Il percorso, però, non è concluso. Il testo dovrà ora essere esaminato e approvato anche dalla Camera dei deputati. Soltanto dopo l'approvazione definitiva della legge delega si aprirà la fase di predisposizione dei decreti legislativi.
Noi ci faremo trovare pronti.

Il lavoro di approfondimento e di condivisione svolto in questi anni costituisce una base solida per formulare proposte concrete, nell'interesse della professione e, soprattutto, delle persone e delle comunità alle quali ogni giorno le e gli assistenti sociali rivolgono il proprio impegno.

Dopo l’approvazione, ieri, in prima lettura al Senato del Ddl 1663 sulla riforma delle professioni ordinistiche di cui a...
04/08/2026

Dopo l’approvazione, ieri, in prima lettura al Senato del Ddl 1663 sulla riforma delle professioni ordinistiche di cui abbiamo dato notizia 👉🏻 https://cnoas.org/riforma-professioni-dopo-lok-del-senato-avanti-per-le-persone/ - torniamo sul tema perché per tante persone non è sempre immediato comprendere come si sviluppa il percorso legislativo.

Per questo, ecco un’infografica che illustra in modo semplice le tappe che un disegno di legge (Ddl) di iniziativa del Governo deve ancora percorrere prima di produrre effetti concreti.

Perché, allora, come abbiamo sottolineato ieri con la presidente Barbara Rosina, presente in aula a Palazzo Madama, siamo così soddisfatti se l'iter non è ancora concluso?

Perché riteniamo questo un passaggio storico. Non perché la riforma sia già legge, ma perché, per la prima volta dopo molti anni, prende forma una riforma organica che riguarda quindici professioni ordinistiche. È un segnale politico e istituzionale importante: il Parlamento riconosce la necessità di aggiornare gli ordinamenti professionali, rafforzandone il ruolo nella tutela dei diritti delle persone e dell'interesse pubblico.

Questo risultato è il frutto di un lungo lavoro di confronto tra Governo, Parlamento e Ordini professionali. Anche il Consiglio nazionale Assistenti sociali ha partecipato a questo percorso, portando proposte, osservazioni e contributi tecnici nella convinzione che una professione più forte, con un ordinamento più moderno e coerente con l'evoluzione della società e dei servizi, rappresenti un valore per l'intera collettività.

Naturalmente la strada da fare è ancora tanta: dopo il passaggio alla Camera dei deputati e l'approvazione definitiva, sarà necessario adottare i decreti legislativi previsti dalla legge delega, che daranno concreta attuazione alla riforma.
“Continueremo a seguire ogni fase con attenzione, informandovi passo dopo passo – dice la presidente Cnoas – abbiamo già iniziato ad approfondire il testo approvato dal Senato, analizzando i contenuti di maggiore interesse.
Domani ne scriveremo!”

"L'approvazione, al Senato, del disegno di legge di riforma che riguarda quindici professioni ordinistiche è per noi, as...
03/08/2026

"L'approvazione, al Senato, del disegno di legge di riforma che riguarda quindici professioni ordinistiche è per noi, assistenti sociali, un passaggio molto importante. Essere oggi in aula, insieme ai presidenti degli altri ordini coinvolti, significa sostenere un percorso costruito attraverso il confronto tra Parlamento, Governo e Ordini, nella convinzione che il rafforzamento degli ordinamenti professionali rappresenti un investimento sulla qualità delle competenze, sulla certezza delle responsabilità e sulla tutela dei cittadini".
Così Barbara Rosina, presidente Cnoas, dopo il sì di Palazzo Madama al ddl 1163.
"Per ogni assistente sociale questa riforma può rappresentare un punto di svolta - continua - Attendiamo ora con fiducia il passaggio alla Camera, auspicando che l'iter possa concludersi rapidamente per arrivare all'approvazione definitiva e alla successiva adozione dei decreti.
Sarà quella la fase nella quale dare piena concretezza alla riforma, definendo in modo chiaro competenze, ruolo, materie riservate, modalità di accesso all'Esame di Stato per le e gli assistenti sociali e per migliorare il funzionamento degli Ordini, del sistema disciplinare e della formazione continua.
Continueremo a seguire con determinazione il percorso della riforma, offrendo il contributo della nostra professione affinché il testo definitivo e i decreti legislativi sappiano rispondere alle esigenze di un sistema professionale moderno, autorevole e sempre più capace di garantire diritti, qualità e interesse pubblico.
Il risultato di oggi - conclude - è il frutto di un lavoro corale, che ha visto impegnati il Governo, il Senato e gli ordini professionali in un dialogo istituzionale serio e costruttivo. A tutte e tutti va il nostro ringraziamento".
CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali Senato della Repubblica Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

NOI, STORIE E NON SOLOScrivete pubblicazioni scientifiche? Parliamone, riapre la libreriaGli scaffali non sono vuoti per...
02/08/2026

NOI, STORIE E NON SOLO
Scrivete pubblicazioni scientifiche? Parliamone, riapre la libreria

Gli scaffali non sono vuoti perché le e gli assistenti sociali, nell’esercizio della professione sul campo o all'interno degli atenei, realizzando ricerche avviate dall’Ordine o dalla Fondazione... scrivono libri. Volumi che contribuiscono al sapere scientifico di chi è impegnato nel servizio sociale e alla qualità del nostro impegno verso le persone. Lo spazio dedicato a queste opere, in realtà, sul sito c’è già, ma è troppo nascosto e, soprattutto non è implementato da tempo.

Ora, però, le sollecitazioni sono tante e sono il segnale di una nostra maggiore presenza negli atenei e di una vivacità e una crescita intellettuale importante.

Le pubblicazioni che danno spazio alle “storie” avranno il loro posto - scrivendo a [email protected] - come già succede, nella rubrica domenicale.

Quelle di carattere scientifico o più prettamente legate all’attività di assistente sociale, andranno a implementare “La libreria della professione”.

Intanto in questi scaffali un po’ impolverati, aggiungiamo quanto in questi anni ha pubblicato Fnas Fondazione nazionale Assistenti sociali, con FrancoAngeli Sociologia e Servizi Sociali e non solo. Potete trovare tutto qui e scaricare, gratuitamente, i volumi di vostro interesse.

🔔 Vi ricordiamo che le richieste di pubblicazione di lavori scientifici devono essere inviate al Cnoas a mezzo posta elettronica all’indirizzo istituzionale [email protected] allegando l’immagine jpeg e il pdf del libro che può essere anche inviato presso la sede nazionale di via del Viminale 43, 00184 a Roma.

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine Assistenti Sociali esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi...
31/07/2026

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine Assistenti Sociali esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione Exodus. Don Mazzi ha dedicato la propria vita all'accoglienza, all'educazione e all'accompagnamento di giovani e persone in condizione di fragilità, promuovendo percorsi di responsabilizzazione, inclusione e riscatto sociale.
La sua esperienza ha rappresentato un punto di riferimento nel panorama del welfare italiano e ha spesso incrociato il lavoro delle assistenti sociali e degli assistenti sociali, accomunati dall'impegno quotidiano accanto alle persone più vulnerabili e dalla convinzione che nessuna storia possa essere considerata definitivamente segnata e che ogni persona debba poter incontrare opportunità di cambiamento, relazioni significative e comunità capaci di accogliere.
In un tempo nel quale la fragilità rischia troppo spesso di essere letta come un limite anziché come una responsabilità collettiva, don Mazzi ha continuato a ricordare che educare, accompagnare e offrire nuove possibilità significa credere nella dignità di ogni persona e nella sua capacità di costruire un futuro diverso. È un messaggio che continua a interrogare anche la nostra professione.
Nel rivolgere un pensiero di vicinanza alla Fondazione Exodus, ai suoi collaboratori e a quanti lo hanno conosciuto e accompagnato nel suo cammino, il CNOAS ne ricorda il contributo al dibattito culturale e sociale del nostro Paese e l'impegno costante per una società più attenta ai diritti, alle relazioni e all'inclusione.
La sua scomparsa ci richiama, ancora una volta, alla responsabilità di continuare a costruire comunità capaci di non lasciare indietro nessuno, nella consapevolezza che il cambiamento delle persone nasce dall'incontro tra responsabilità individuale, legami sociali e istituzioni che sappiano prendersi cura.

"La povertà e la salute mentale non possono essere affrontate come problemi distinti. Ci chiedono di ripensare il modo i...
31/07/2026

"La povertà e la salute mentale non possono essere affrontate come problemi distinti. Ci chiedono di ripensare il modo in cui costruiamo le risposte e il modo in cui guardiamo alle persone."

È questo il messaggio portato dalla presidente Cnoas, Barbara Rosina, al webinar promosso ieri, 30 luglio, dal CROAS Campania e da Caritas Italiana , in occasione della presentazione del volume "La spirale delle disuguaglianze. Povertà e salute mentale: relazione circolare e diritti in attesa", al quale ha contribuito con un capitolo dedicato all'integrazione sociosanitaria.
https://www.caritas.it/poverta-e-salute-mentale/

Il Consiglio nazionale ringrazia il presidente del Croas Campania, Alessio Ruggiero per l'invito e il consigliere Emilio Di Fusco per aver promosso e organizzato un'iniziativa che insieme a Caritas italiana ha offerto un'importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni e mondo della ricerca.

Nel suo intervento, Rosina ha richiamato la necessità di trasformare il principio dell'integrazione sociosanitaria in una pratica concreta e quotidiana. "Abbiamo imparato a scrivere la parola integrazione – ha detto - Molto meno a praticarla.

Oggi la sfida non è aggiungere nuovi servizi, ma costruire organizzazioni capaci di lavorare insieme, assumendosi una responsabilità condivisa. L'integrazione, quindi, non è un obiettivo esclusivamente organizzativo. È una scelta culturale che riconosce l'unitarietà della persona. Nessuno vive separatamente i propri bisogni: salute, casa, lavoro, relazioni e partecipazione sono profondamente intrecciati. È il sistema che troppo spesso li divide".

La presidente dell’Ordine ha ribadito l'impegno del Cnoas nel sostenere il percorso di implementazione dei servizi attraverso la procedura per la prenotazione di assunzioni di assistenti sociali a tempo indeterminato, l'attuazione delle riforme che rafforzano il welfare territoriale e l'integrazione tra sociale e sanitario.

Prima della pausa estiva, l'Ufficio di presidenza del  , i consiglieri delegati ai rapporti con la Fondazione Danilo Fer...
30/07/2026

Prima della pausa estiva, l'Ufficio di presidenza del , i consiglieri delegati ai rapporti con la Fondazione Danilo Ferrara ed Elisa Concina, la presidente, il direttore e il Consiglio di amministrazione di Fondazione nazionale Assistenti sociali si sono confrontati sulle attività in corso e sulle sfide che ci attendono.

È stato un momento di dialogo e di condivisione, utile per fare il punto sul percorso compiuto e, soprattutto, per delineare le priorità future, nella consapevolezza che la complessità dei cambiamenti sociali richiede una capacità sempre maggiore di elaborazione, ricerca, innovazione e costruzione di alleanze.

Il Consiglio e la Fondazione hanno funzioni diverse, ma condividono una responsabilità comune: accompagnare l'evoluzione della professione, promuoverne la crescita culturale e scientifica e contribuire allo sviluppo di politiche sempre più attente ai diritti delle persone, delle famiglie e delle comunità.

Il confronto ha confermato la piena condivisione della visione che orienta anche questo nuovo mandato del Consiglio Nazionale: valorizzare il patrimonio costruito negli anni, consolidare il rapporto tra Cnoas e Fnas e rafforzarne ulteriormente il ruolo come luogo di ricerca, approfondimento, formazione e innovazione, capace di leggere i cambiamenti della società e di accompagnare l'evoluzione della professione.

Per questo il lavoro dei prossimi mesi sarà rivolto sia a dare continuità ai progetti già avviati, sia ad aprire nuovi ambiti di collaborazione, di ricerca e di progettazione, esplorando fenomeni emergenti e costruendo relazioni sempre più solide con il mondo delle istituzioni, dell'università, della ricerca e del Terzo settore.

“Tra le priorità condivise rientra anche la prosecuzione del lavoro di accompagnamento metodologico al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'attuazione del Leps Supervisione del personale dei servizi sociali – dicono le presidenti Cnoas, Barbara Rosina e Fnas, Silvana Mordeglia - un'esperienza che ha valorizzato le diverse competenze e che auspichiamo possa proseguire, dando continuità a un percorso di collaborazione istituzionale costruito in questi anni. Ci siamo lasciati con l'impegno di ritrovarci a settembre per proseguire questo percorso, anche alla luce delle prospettive aperte dal disegno di legge di riforma della professione. Una riforma che, se approvata, offrirà nuove opportunità di sviluppo e richiederà una collaborazione sempre più stretta tra il Consiglio Nazionale e la Fondazione, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo ma con una visione condivisa, orientata al futuro e al rafforzamento della professione al servizio delle persone e delle comunità”.

Una collaborazione che si rinnova, un’intesa fondamentale perché Cnoas e Save the Children Italia stanno, da sempre, dal...
29/07/2026

Una collaborazione che si rinnova, un’intesa fondamentale perché Cnoas e Save the Children Italia stanno, da sempre, dalla stessa parte per la tutela di bambine, bambini e adolescenti e la promozione del loro benessere.

La Presidente dell’Ordine, Barbara Rosina e la Direttrice delle relazioni istituzionali di Save the Children, Giorgia D'Errico, si sono incontrate, venerdì 23 luglio, negli uffici del Consiglio nazionale per la firma del protocollo che avrà la durata di tre anni. Insieme alla vicepresidente, Mirella Silvani e ad Arianna Saulini, Alliances & Networks Relations Manager, hanno condiviso l’importanza di lavorare insieme non soltanto sui temi che impegnano assistenti sociali e professionisti del Terzo settore, ma anche nell'individuare nuovi ambiti di collaborazione capaci di intercettare bisogni emergenti e di rafforzare la qualità delle risposte offerte ai territori.

“Tra le prospettive che abbiamo condiviso – dice Rosina - c'è anche quella di sviluppare riflessioni e iniziative dedicate al sostegno delle competenze genitoriali delle donne detenute. È un tema che richiama il diritto dei bambini a mantenere relazioni significative, la tutela della genitorialità e la necessità di costruire percorsi che tengano insieme protezione, inclusione e reinserimento sociale. Sono sfide complesse che richiedono competenze, lavoro di rete e una forte collaborazione tra istituzioni, professionisti e Terzo settore”.

“È fondamentale realizzare momenti di scambio e confronto a partire dalle esperienze e dalle esigenze che emergono dai territori – aggiunge Giorgia D’Errico - nonché sui temi di comune interesse quali il contrasto alla povertà educativa, il supporto alla genitorialità fin dai primi mille giorni di vita e la protezione e tutela dei minori presenti sul territorio italiano. Attraverso tali occasioni di dialogo e condivisione sarà possibile rafforzare le reti territoriali e promuovere interventi integrati, inclusivi e sostenibili, capaci di generare un impatto positivo e duraturo a beneficio delle comunità e delle nuove generazioni”.

“Insieme – conclude la presidente Cnoas – abbiamo già fatto un po’ di strada, ma la protezione di chi non può farcela da solo, è un percorso senza fine. Anche sul disegno di legge governativo che prevede l’imputabilità delle persone di minore età, condividiamo l’opinione che la sfida complessa della violenza giovanile non possa essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti. Confrontarci e discutere su quanto riguarda bambine e bambini e adolescenti è fondamentale per segnare la differenza mentre sembra prevalere un convincimento pubblico esclusivamente punitivo”.

Legge anti-maranza, imputabilità a 14 anni, anzi no, a 13, baby gang... La politica poggia lo sguardo su ragazzi che sba...
28/07/2026

Legge anti-maranza, imputabilità a 14 anni, anzi no, a 13, baby gang...
La politica poggia lo sguardo su ragazzi che sbagliano e reagisce all’emergenza che però i numeri del Dipartimento per la giustizia minorile non confermano. “Non imputabilità, non significa impunità, lo Stato interviene già – dice Barbara Rosina parlando con Sara De Carli di VITA Società Editoriale in un bell’articolo denso di dati e privo dell’emotività suscitata da singoli casi e strumentalizzata – Ma quale risposta rende davvero più sicure le nostre comunità?”.

E i dati, governativi, dicono che sono stati 153 gli under14 in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni nel 2025 su 11.460: l’1,3%. Uno su 75. Sono questi i numeri dell’emergenza!

E chi sono? Domanda la giornalista…”Non esiste un identikit unico – risponde Rosina - Sono ragazzi e ragazze con storie molto diverse, ma la ricerca evidenzia alcuni fattori di rischio ricorrenti: fragilità familiari, dispersione scolastica, povertà educativa, esposizione alla violenza, disagio psichico non intercettato, gruppi di pari che rinforzano comportamenti devianti e, in alcuni contesti, la vicinanza alla criminalità organizzata.

Nessuno di questi elementi determina automaticamente un comportamento criminale: molti ragazzi crescono in condizioni difficili senza commettere reati. Tuttavia, sono fattori che aumentano il rischio e che devono orientare le politiche di prevenzione e gli interventi educativi”.

Che fare, dunque? “L’esperienza ci dice che funzionano gli interventi precoci, continuativi e costruiti in rete – dice la presidente Cnoas, respingendo una narrazione che dovrebbe dimostrare la necessità di anticipare l’imputabilità - Servizi sociali, scuola, sanità, famiglia e Terzo settore devono condividere un progetto che aiuti il ragazzo a comprendere la gravità delle proprie azioni, ad assumerne la responsabilità a sperimentare contesti di vita diversi e a costruire alternative concrete.

Responsabilizzare non significa solo sanzionare: significa creare le condizioni perché il comportamento cambi. Come assistenti sociali sappiamo che la sicurezza si costruisce anche così. Un intervento educativo efficace non tutela solo il minore: protegge le future potenziali vittime e rafforza la sicurezza delle comunità. Per questo investire negli interventi educativi, sociali e di cura non è un’alternativa alla sicurezza, ma una delle sue condizioni essenziali”.

📌 LEGGI L’ARTICOLO
https://www.vita.it/reati-commessi-da-under-14-davvero-153-casi-sono-unemergenza/

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