CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

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CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali Pagina facebook ufficiale del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali

L’Ordine raccoglie la comunità professionale e ne è la sua espressione, a tutela sia dei professionisti iscritti sia degli interessi di coloro che, quali utenti dei servizi sociali o clienti di professionisti assistenti sociali, debbono essere garantiti in ordine alle prestazioni ed alla qualità del servizio prestato. L’Ordine, che quindi cura interessi sociali generali propri dello Stato, ha la n

atura giuridica di ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero della Giustizia.

“Parlare di care leavers oggi significa parlare di giovani che hanno attraversato percorsi di tutela e accoglienza e che...
09/06/2026

“Parlare di care leavers oggi significa parlare di giovani che hanno attraversato percorsi di tutela e accoglienza e che, raggiunta la maggiore età, si trovano improvvisamente ad affrontare il delicato passaggio verso l’autonomia.

Un passaggio che, per molti ragazzi, coincide con un momento di forte vulnerabilità e che spesso avviene senza reti familiari solide, senza punti di riferimento stabili e con poche risorse economiche e relazionali”.

La consigliera nazionale, Valentina Prisciandaro, è intervenuta, in collegamento, all’importante evento formativo organizzato dal Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali Umbria con Agevolando, Care Leavers network con il patrocinio dell’Ordine nazionale e del Comune di Perugia .

L'iniziativa: “Tempi Compr(om)essi ha puntato alla condivisione e al confronto sul tema dei care leavers - coinvolgendo operatori, istituzioni e ragazzi – ed è accompagnata da una mostra fotografica che resta aperta gratuitamente presso la casa dell’Associazionismo di Perugia.

“Negli ultimi anni il Cnoas ha consolidato un dialogo costante sia con i ministeri attraverso la partecipazione agli osservatori nazionali e la sottoscrizione di protocolli d’intesa, che con l’associazione Agevolando, realtà che da anni affianca i care leavers nella costruzione del proprio futuro – ha ricordato Prisciandaro - La collaborazione con Agevolando ha rappresentato un’esperienza estremamente significativa, perché ha consentito di mettere al centro la voce vera di ragazze e ragazzi”.

La consigliera nazionale ha sottolineato come questi momenti di confronto, ricerca e formazione abbiano consentito ad ogni assistente sociale di ascoltare i giovani che hanno vissuto in prima persona il sistema di tutela e riflettere, anche in modo critico, sulle pratiche professionali.

“Ascoltare ci ha permesso di comprendere davvero non soltanto ciò che funziona, ma anche le fragilità, le contraddizioni e le difficoltà che spesso il sistema produce. La presidente Barbara Rosina, partecipando al Care leavers day di Torino, ha ricordato come siano trascorsi 10 anni dalle prime esperienze territoriali e dall’avvio di una stretta collaborazione con il Care Leavers network che ha contribuito a una maggiore consapevolezza del ruolo del servizio sociale e dell’importanza dell’ascolto diretto dei giovani”.

Lo scorso anno l’Ordine ha partecipato alla terza Conferenza nazionale del Care Leavers Network, durante la quale sono state presentate le Raccomandazioni elaborate dai care leavers stessi, che sono state successivamente condivise con i consigli territoriali per riflettere assieme su quanto richiesto dai ragazzi.

“Tra i messaggi più forti emersi dalle Raccomandazioni - ha aggiunto - vi è proprio il diritto ad essere ascoltati. Non semplicemente “sentiti”, ma ascoltati davvero. I ragazzi chiedono ascolto autentico, tempo, presenza, continuità, coerenza. E poi, partecipazione e continuità. Le Raccomandazioni dei care leavers ci consegnano una sfida chiara: trasformare la tutela in autonomia reale. Siamo impegnate e impegnati a non deludere”.

"La tratta di esseri umani e il grave sfruttamento" é il titolo del webinar organizzato dal Cnoas, dal Dipartimento per ...
08/06/2026

"La tratta di esseri umani e il grave sfruttamento" é il titolo del webinar organizzato dal Cnoas, dal Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri e Fnas - Fondazione nazionale Assistenti sociali per venerdì, 12 giugno dalle 14,30 alle 17,30.

🔗 Qui per l'iscrizione:
https://eu01web.zoom.us/webinar/register/WN_kN-OhvHsQ0aHLNdd_nPlpA #/registration

✅ ll webinar si colloca nell'ambito del protocollo che l'Ordine ha sottoscritto con il Dipartimento alla fine dello scorso anno e che alleghiamo qui:https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/Protocollo-dintesa-tra-Dipartimento-per-le-pari-opportunita-e-CNOAS.pdf

Le consigliere referenti del Protocollo sono: Laura Paradiso , Sissj Flavia Pirozzi e Francesca Carmela Longobardi.

Il webinar è riconosciuto per la formazione continua degli assistenti sociali, ma a causa dei lavori di messa a punto della piattaforma del Consiglio Nazionale, l’ID al momento non è disponibile e non potranno essere ancora caricate le presenze.

Scusandoci per il disagio, ricordiamo che i crediti saranno quindi visibili in area riservata agli aventi diritto (cioè chi ha frequentato almeno l’80% della durata formativa dell’evento), solo quando il sistema sarà tornato pienamente operativo.

Sissj F. Pirozzi Francesca Longobardi

Il Consiglio nazionale è a Catania, dove ha patrocinato la Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale (CIRSS)...
05/06/2026

Il Consiglio nazionale è a Catania, dove ha patrocinato la Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale (CIRSS) dedicata, quest’anno, alla professoressa Marilena Dellavalle, scomparsa recentemente, assistente sociale, docente universitaria e studiosa che ha segnato profondamente lo sviluppo del servizio sociale italiano e della sua cultura scientifica. Ieri la cerimonia d’inaugurazione durante la quale ha preso la parola la presidente nazionale, oggi la partecipazione al simposio organizzato insieme a Fnas - Fondazione nazionale Assistenti sociali e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla .

“La ricerca di servizio sociale in questi ultimi 10 anni ha fatto tantissima strada – ha detto Barbara Rosina – e parallelamente tanta strada l’abbiamo fatta anche noi. La ricerca è fondamentale perchè ci fa alzare la testa dalla quotidianità, ci fa posare lo sguardo su quello che è la nostra professione e sui fenomeni di cui ci occupiamo, ci aiuta ad essere più competenti, trasforma le nostre intuizioni in approfondimenti e indagini che attraverso il contributo di tanti colleghi e colleghe strutturati in università, professionisti che conoscono bene la disciplina di servizio sociale, possono fornirci dati e indicazioni corretti dal punto di vista metodologico, ci fornisce gli strumenti per comprendere e migliorare il mondo che ci circonda”.

Tanti gli applausi che hanno interrotto il breve intervento all’inaugurazione della Conferenza durante il quale la presidente Rosina ha richiamato chi era presente e chi era collegato online alla responsabilità: “La nostra è una professione fondamentale per il benessere soprattutto delle persone più fragili e meno difese – ha detto - Rifiutiamo generalizzazioni e attacchi interessati, ma tutti sbagliano e possiamo sbagliare anche noi. Se succede dobbiamo dircelo e non abbassare lo sguardo, perché ogni errore che facciamo è un errore di troppo”.

Oggi la Presidente Rosina ha moderato il simposio sulla Supervisione: “La supervisione non è un controllo su di noi – ha detto – ma uno strumento di crescita professionale, tutela il nostro benessere e ci aiuta ad essere migliori nel nostro impegno verso le persone e le comunità. Il percorso avviato quattro anni fa con l'introduzione del LEPS supervisione, ha già prodotto risultati importanti, ma rappresenta solo una tappa di un cambiamento più ampio che richiede continuità, investimenti e responsabilità condivise.

Per questo continueremo a lavorare al fianco del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Fondazione Nazionale degli Assistenti Sociali, affinché la supervisione e la qualità professionale diventino patrimonio stabile del sistema dei servizi. Perché ogni cittadina e ogni cittadino ha diritto a incontrare professionisti preparati e organizzazioni capaci di accompagnare con competenza, rispetto e attenzione ogni percorso di aiuto”.

La conferenza si concluderà domani.


Società Italiana di Servizio Sociale

Torniamo sulla bimba uccisa a Bordighera: “Si deve cogliere il malessere in tempo, cruciale il ruolo della formazione” d...
04/06/2026

Torniamo sulla bimba uccisa a Bordighera: “Si deve cogliere il malessere in tempo, cruciale il ruolo della formazione” dice Mirella Silvani, vicepresidente nazionale dell’ Ordine assistenti sociali: “Non serve attribuire colpe. Non ha funzionato l’intero sistema, dalla comunità alle istituzioni. Bisogna evitare che tutto questo si ripeta”.

Un articolo dettagliato sull’online de Il Secolo XIX, ieri e uno più breve sull’edizione cartacea di oggi che ha lasciato spazio agli interrogatori di ieri alla mamma della piccola Beatrice e al suo compagno – entrambi in arresto – che non ha parlato.

riassume la vicenda, dà le informazioni necessarie – per esempio riporta la dichiarazione dell’avvocato del padre della bimba che conferma ‘la famiglia di Beatrice non era stata segnalata ai servizi sociali per questioni legate al maltrattamento e alla violenza’ - e poi dà spazio alla vicepresidente Cnoas.

I bambini lanciano dei segnali, spiega Silvani, ma “A volte non sono immediatamente leggibili, ci vogliono competenze per decifrarli. Occorre quindi formare di più chi è a contatto con loro. Poi bisogna rinforzare la fiducia nei confronti degli assistenti sociali. Ed è un compito primario che dovrebbe partire dalle istituzioni. Il rapporto di fiducia è stato compromesso da anni di narrazioni deformanti in cui i professionisti sono stati disegnati come persecutori, invasivi, arbitrari, mossi da poteri oscuri, incompetenti”.

La vicepresidente dell’Ordine ricorda che il ruolo dell’assistente sociale è, insieme a psicologi, ed educatori, quello di proteggere bambine, bambini e adolescenti e aiutare le famiglie: “Se nessuno se ne occupa, chi vive situazioni di difficoltà difficilmente riesce a uscirne. Se manca l’intervento di un esterno, come un parente, un vicino, un amico, la scuola, rimane solo l’isolamento. Noi, se chiamati, interveniamo e valutiamo ogni caso per quello che è. Ci si deve mettere in ascolto e fare in modo che chi si è rivolto a noi riceva il giusto sostegno e affiancamento”.
“Quando succedono fatti gravi come questo – conclude Silvani - veniamo accusati o di non esserci mai stati o, al contrario, di essere stati troppo intrusivi. E’ l’effetto di una comunicazione propagandistica e strumentale che dobbiamo smontare. Sono tantissime le persone che grazie al nostro aiuto hanno superato problemi. Questo è il racconto che dovrebbe uscire”.

📌LEGGI L’ARTICOLO
https://www.ilsecoloxix.it/imperia/2026/06/03/news/bimba_bordighera_analisi_assistenti_sociali-15645975/

Dolore e partecipazione umana per una nuova vicenda che colpisce chi non può difendersi dagli adulti senza l’aiuto degli...
03/06/2026

Dolore e partecipazione umana per una nuova vicenda che colpisce chi non può difendersi dagli adulti senza l’aiuto degli adulti. Fermezza nel riaffermare il ruolo del servizio sociale a salvaguardia dei più deboli, a partire da bambine e bambini. Nessun giudizio o particolare sul caso perché, come dice il Codice Deontologico: “La riservatezza e il segreto professionale sono un diritto primario della persona assistita e un dovere dell’assistente sociale”.

La consigliera nazionale, Valentina Prisciandaro interviene a “Morning news” su Canale 5 Mediaset Infinity che si occupa di Beatrice, la bimba di due anni trovata morta a Bordighera lo scorso febbraio dopo quelli che gli inquirenti descrivono come “abusi atroci” dei quali sono accusati la madre e il suo compagno.

“Questa tragedia mi ha fatto tornare indietro negli anni a Diana, 16 mesi, lasciata sola per sei giorni e morta di fame e di sete – ha esordito Prisciandaro - Allora, come oggi, senza puntare il dito, perché noi non lo facciamo mai, dovremmo tutti farci una domanda: può essere che nessuno si sia accorto di quello che succedeva dietro quella porta chiusa? Torniamo a dire che, ferma restando la responsabilità professionale di chi è chiamato a intervenire, perché ci sia l’intervento del servizio sociale o delle istituzioni che hanno un ruolo di protezione, di intervento, queste devono essere attivate”.

Inevitabile lo scivolamento della discussione tra gli ospiti della trasmissione sulla vicenda abruzzese che da mesi occupa i media e che ha visto nel mirino assistenti sociali di varie regioni italiane: “Ho ascoltato paragoni che non condivido – ha spiegato la consigliera nazionale – Mi occupo per lavoro e nell’Ordine del tema famiglie e minori e ribadisco che, con e senza maltrattamenti visibili, l’obiettivo è sempre il benessere psico-fisico di bambine e bambini, di adolescenti, di chi non sa come difendersi anche da chi dovrebbe proteggerli e amarli. Comunque, sul caso rievocato, hanno parlato i giudici. A ciascuno il suo”.

Un ultimo richiamo da parte di Valentina Prisciandaro : “Non facciamo finta di niente, non giriamo lo sguardo da un’altra parte. I palloncini bianchi o la ricerca del colpevole, dopo, non salveranno la vita di altre Diana o Beatrice…La responsabilità è anche collettiva, ricordiamocene”.

PER GUARDARE LA TRASMISSIONE, E’ NECESSARIO REGISTRARSI: https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/morningnews/mercoledi-3-giugno_F314590601000301

Il voto alle donne, il primo suffragio universale in Italia, dicono gli storici, fu determinante. Ma la Repubblica siamo...
02/06/2026

Il voto alle donne, il primo suffragio universale in Italia, dicono gli storici, fu determinante. Ma la Repubblica siamo tutte e tutti noi perché, come dice l’articolo 1: “La sovranità appartiene al popolo (…)”.

Ogni assistente sociale, nell’esercizio della professione, non dimentica che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Come dice l’articolo 2. “Riconosce”, non dona o concede.

Non dimentica che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Come dice l’articolo 3.
Nella Costituzione la base del nostro lavoro.
Per questo, a 80 anni da quel 2 giugno 1946 continuiamo a dire che “La Repubblica siamo noi!”.

NOI, STORIE E NON SOLOChiara liberata dal “mostro”Non c’ero, ma c’ero e ci sono “Io tra 15 giorni farò la prima comunion...
31/05/2026

NOI, STORIE E NON SOLO

Chiara liberata dal “mostro”
Non c’ero, ma c’ero e ci sono

“Io tra 15 giorni farò la prima comunione. Per me è un giorno bello e importante, vorrei tanto che tu fossi presente. (…) “Sì, quel giorno avrò tante persone accanto a me, che mi vogliono bene, ma tu, Tea, sei stata una persona molto importante nella mia vita, perché mi hai salvata!”.

Queste brevi frasi sono entrate nel video del WSWD, https://www.youtube.com/watch?v=VNxb75umlR4. Questa tutta la storia.

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Come assistente sociale dell’Ente locale, ho conosciuto Chiara la sera in cui sono andata a prenderla per allontanarla dalla casa paterna.
La segnalazione della gravissima situazione della bambina era arrivata alla Questura da parte della convivente del padre. La donna, di origine sudamericana, esasperata per le continue violenze ricevute dal compagno (padre di Chiara) era andata in Questura a denunciarlo e aveva raccontato anche delle gravi violenze che l’uomo, in sua presenza, commetteva nei confronti della figlia Chiara, avuta da una precedente relazione. La madre della bambina, negli anni precedenti, si era allontanata dalla casa, lasciando la figlia al padre. Era stata obbligata con la forza a farlo, così disse.

La Questura, ricevuta la denuncia della donna, che si è subito allontanata definitivamente dalla casa del compagno, lasciando Chiara sola con il padre, ha immediatamente segnalato la situazione alla Procura per i Minorenni e, contemporaneamente, ha attivato i nostri servizi.
Il decreto di immediato allontanamento di Chiara arrivò velocemente, prevedeva l’allontanamento con l’ausilio della forza pubblica. Il padre fu chiamato d’urgenza in Questura senza la figlia che fu lasciata ad una vicina di casa, conoscente della famiglia.

In Questura gli fu notificato il decreto, mentre io con un collega operatore sociale, due poliziotti in borghese, a bordo di un’autovettura anonima della Questura, siamo andati a prendere Chiara nella casa della vicina.
La bambina, tenuta in braccio amorevolmente da un poliziotto che l’aveva avvolta nel suo giaccone (era inverno) passò dalle sue alle mie braccia. Le spiegammo che “il giudice dei bambini”, quello che protegge i bambini, ci aveva incaricato di portarla in un luogo sicuro, dove avrebbe cenato e dormito e il giorno dopo avremmo raggiunto un altro luogo sicuro, più lontano, dove sarebbe stata bene.
La piccola, dapprima intimorita, spaventata, si è subito tranquillizzata. Portata in comunità, è stata accolta festosamente dal personale e dagli altri bimbi e, pur con qualche risveglio, ha riposato abbastanza tranquillamente tutta la notte. Al mattino, con una collega assistente sociale, siamo andate a prenderla e, scortate dalla Polizia, l’abbiamo accompagnata in una struttura per minori in una città più lontana e più grande. Durante il viaggio la bimba è stata tranquillizzata e incoraggiata rispetto al suo futuro.

Chiara, gradualmente, si è inserita bene nel nuovo contesto comunitario, è stata seguita da una neuropsichiatra infantile molto esperta, mentre io l’andavo a trovare ogni 8/10 giorni.
La neuropsichiatra, la ginecologa, uno psicologo che ha seguito il padre, hanno confermato che Chiara avesse subito abusi sessuali. Quando lo psicologo le ha spiegato che non sarebbe più tornata a casa da quell’uomo la bimba ha chiesto: “..quindi tu, mi assicuri che il mostro, non lo vedrò più?”. Il perito, con dolcezza e determinazione le ha risposto: “Chiara, io non posso assicurarti che tu non vedrai mai più il mostro, perché il mostro c’è, esiste. Ma tu d’ora in avanti sarai protetta, diventerai sempre più forte, così forte, che non avrai più paura di lui!”.

Chiara è rimasta in comunità fino al termine di quell’anno scolastico. Durante l’estate, con il gruppetto degli altri ospiti, era andata a trascorrere il periodo delle vacanze in un piccolo centro montano, in una casa di proprietà della struttura. Un giorno, mentre passeggiava in paese, ad un tratto si è bloccata, ha stretto fortissimo la mano dell’educatrice che era con lei e terrorizzata: “Ecco il mostro!”. L’educatrice, ha visto un uomo camminare verso di loro, e ha capito che era il padre. Abbracciata la piccola, sono andate di corsa verso la casa senza che l’uomo le seguisse.

Nei giorni successivi ognuno di noi, me compresa, insieme alla psicologa e all’educatrice, abbiamo cercato di tranquillizzare Chiara che non riusciva a capire, come noi peraltro, come mai il padre sapesse dov’era. Il suo avvocato ci disse di non averglielo rivelato.

Intanto proseguiva il lavoro di sostegno terapeutico fino a che è arrivato il decreto di adottabilità e la famiglia che il Tribunale aveva individuato per la sua adozione.
Io, come sempre, seguivo tutto il suo percorso e il primo incontro fu molto positivo: Chiara ha subito socializzato con la figura femminile della coppia e, in un gioco organizzato, ha costretto la figura maschile a rimanere nascosta sotto il tavolo, per tutta la durata dell’incontro. La coppia, adeguatamente preparata ha collaborato al “gioco” e alla fine l’uomo ha potuto uscire dal nascondiglio in cui la bambina lo aveva tenuto relegato.

La conoscenza e la frequentazione tra la coppia aspirante all’adozione e la bambina ha avuto un percorso positivo e Chiara, gradualmente, ha potuto lasciare la comunità per andare e vivere con i nuovi genitori. Da quel momento, per tutto il periodo dell’anno di affidamento pre-adottivo il mio ruolo è stato quello di rappresentante del tutore, quindi esercitato più a distanza, mente il sostegno e la vigilanza sul nuovo nucleo è stato iniziato e portato avanti dall’assistente sociale e dalla psicologa dell’equipe adozioni del territorio di residenza della coppia.

Ovviamente il padre naturale di Chiara mi ha minacciato più volte, ha tentato di aggredirmi nel mio ufficio; inoltre ha denunciato il giudice del Tribunale per i minorenni (che era anche il Presidente dello stesso), titolare del fascicolo di Chiara.
Dopo parecchi mesi dal positivo inserimento della bambina nella sua nuova famiglia ricevo una telefonata da parte della madre adottiva che mi informa che Chiara doveva parlarmi. “Io tra 15 giorni farò la prima comunione – mi dice - per me è un giorno bello e importante, vorrei tanto che tu fossi presente”. Ho risposto a Chiara che ero molto felice per quell’evento, che ero molto felice dell’invito e che la ringraziavo tanto, ma che lei avrebbe avuto quel giorno tanti familiari, parenti e amici che le sarebbero stati accanto e che forse mi avrebbero potuto sostituire...” Chiara , con fermezza mi ha risposto: “Sì, quel giorno avrò tante persone accanto a me, che mi vogliono bene, ma tu, Tea, sei stata una persona molto importante nella mia vita, perché mi hai salvata!”.

Il giorno successivo mi sono consultata con l’equipe che la seguiva, con il tutore e insieme abbiamo deciso che a quel punto, la mia presenza, pur ritenuta importante dalla bimba, rischiava di rappresentare una sorta di vincolo, ed era meglio interrompere il nostro rapporto. Ho telefonato a Chiara, ho cercato di spiegarle che non sarei stata presente, ma che sia quel giorno che in futuro, l’avrei in pensata tanto, tanto.

Non c’ero, ma c’ero e ci sono!
T. B. - Piemonte

📌 Con ordinanza del Ministero dell'Università e della Ricerca  sono fissate le date per gli esami di stato per assistent...
29/05/2026

📌 Con ordinanza del Ministero dell'Università e della Ricerca sono fissate le date per gli esami di stato per assistente sociale e assistente sociale specialista.

✔ La prima sessione si terrà dal 27 luglio 2026 e la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 24 giugno;
✔ la seconda si terrà dal 16 novembre 2026 e le domande di ammissione devono arrivare entro il 21 ottobre presso le segreterie delle università o degli istituti di istruzione universitaria segnalate nell’ordinanza che pubblichiamo.

https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/05/DECRETI.R.0000694.27-05-2026.pdf

Ferma restando la scadenza per la presentazione delle domande, per chi ha conseguito la laurea in base all’ordinamento introdotto dalla Riforma Bassanini (art.17, comma 95, legge 127 del 15 maggio 1997), gli esami avranno inizio il 31 luglio e il 20 novembre.

Nell’invitarvi a leggere con attenzione l’ordinanza, segnaliamo tra l’altro:

▪️ Possono partecipare all’esame di Stato coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o la laurea magistrale entro il termine stabilito per ciascuna sessione dai bandi emanati dalle singole università.

▪️ Si può presentare domanda di ammissione in una sola delle sedi elencate.

▪️ Chi si iscrive alla prima sessione ed è assente alla prova, può partecipare alla seconda sessione riproponendo la domanda entro il 21 ottobre.

✅ LEGGI L’ ORDINANZA
https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/05/DECRETI.R.0000694.27-05-2026.pdf

Non sono i soldi a garantire la dignità, ma… Ricopiando la frase ironica e realistica, una delle massime di saggezza pop...
28/05/2026

Non sono i soldi a garantire la dignità, ma… Ricopiando la frase ironica e realistica, una delle massime di saggezza popolare più famose. "I soldi non fanno la felicità, ma aiutano”, abbiamo risposto con la forza dei numeri, ma soprattutto dell’esperienza al quesito della rivista Dromo: “Le misure di contrasto alla povertà: di quanto denaro ha bisogno la dignità?

La consigliera nazionale Carmela Francesca Longobardi parte dai dati: nel 2025, il 18,6% della popolazione residente in Italia vive in famiglie con un reddito netto inferiore a 13.237 euro annui; il 22,6%, più di 13 milioni di persone, sono a rischio di povertà o esclusione sociale e ci sono circa sei milioni di persone in povertà assoluta.

Non avere denaro sufficiente e stabile non significa soltanto non riuscire a soddisfare i bisogni minimi, ma blocca qualsiasi capacità di progettazione, partecipazione e presenza attiva anche alla vita quotidiana. La povertà di oggi, dunque, diventa povertà di domani.

L’AdI può essere un argine? Modalità di erogazione, condizioni di accesso e priorità di interventi, carattere straordinario, temporaneo o discrezionale del trasferimento economico non aiutano.
“Anche per questo il Consiglio nazionale dell’Ordine assistenti sociali - conclude Longobardi - continua a richiamare la necessità di politiche e misure strutturali, fondate sull’esigibilità dei diritti, sulla continuità degli interventi e sulla possibilità per le persone di costruire percorsi di autonomia non subordinati all’incertezza o alla discrezionalità delle risposte”.

📌 LEGGI L’ARTICOLO:
https://www.dromorivista.it/le-misure-di-contrasto-alla-poverta-di-quanto-denaro-ha-bisogno-la-dignita/

Un’alleanza tra gli ordini sanitari e sociosanitari per combattere le false notizie, pericolose non soltanto per i profe...
27/05/2026

Un’alleanza tra gli ordini sanitari e sociosanitari per combattere le false notizie, pericolose non soltanto per i professionisti, ma per la salute e il benessere delle persone?

Rendere testimonial dell’importanza delle singole professioni chi ogni giorno le mette in pratica?

Il Ministero della Salute chiama ordini, consigli e federazioni e s’impegna nel coordinamento, nell’ascolto, nei suggerimenti e nella condivisione delle buone pratiche che, fin qui, ogni categoria applica in solitudine.

“Non possiamo che essere disponibili e condividere tale iniziativa – dice la vicepresidente Mirella Silvani, intervenendo all’incontro dello scorso 25 maggio - Siamo stati oggetto in questi ultimi mesi di un pericoloso attacco dagli stessi che avevano minacciato i medici e diffuso fake news durante la pandemia. Un’alleanza di chi, in momenti diversi, ha condiviso tale situazione che lede non soltanto gli attaccati, ma la fiducia generale nelle professioni della salute, è fondamentale”.

Silvani ha anche ricordato che da sei anni, proprio prima che il mondo fosse travolto dal Covid – qui il link del libro che raccoglie le testimonianze durante la pandemia -
�https://cnoas.org/wp-content/uploads/2020/11/LE-STORIE...nei-giorni-del-Covid-19.pdf

- il Cnoas ha dato voce a centinaia di assistenti sociali con la rubrica “Storie”, diventata “Storie e non solo”.

“Il racconto in prima persona del lavoro quotidiano – ha spiegato – ci ha dato forza, perché abbiamo deciso di non piangerci addosso, ma di mostrare anche tra noi, quanto sia importante quello che facciamo. Lo abbiamo raccontato anche in un video del 2025 rispondendo alla domanda provocatoria e spesso politicamente interessata: “Ma dov’erano gli assistenti sociali?”
📌https://youtu.be/HmWmCtmEDPg?si=lf0ByjJ81_UpWeHC -
e quest’anno, per il WSWD abbiamo prodotto un altro video con i “grazie” di chi è arrivato fino a noi.
📌https://youtu.be/VNxb75umlR4?si=iymf-UOZgm5WN_bM
Condividiamo per questo l’iniziativa ministeriale perché cambiare la narrazione si può, farlo insieme è sicuramente meglio”.

Indirizzo

Via Del Viminale, 43
Rome
00184

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