11/06/2026
MOSTRA |
📌 Barbara Geraci - Projet en cours - 18 giugno 2026, ore 17-20
Come trasformare la vulnerabilità in forza? Come riappropriarsi di un corpo segnato in modo irreversibile dalla malattia? Come può un'esperienza intima, una prova dolorosa e debilitante, portare ad un maggiore legame con gli altri, in un potente slancio di solidarietà?
Per il suo progetto di residenza presso l’Academia Belgica (febbraio - giugno 2026, grazie al sostegno di Wallonie-Bruxelles International), Barbara Geraci sta conducendo una ricerca a lungo termine intitolata «Dans l’espace infini je me tiendrai debout*. La résistance poétique à l’œuvre», che interroga la malattia — principalmente le malattie autoimmuni e il cancro al seno che attraversano la sua storia e la sua quotidianità — riportandola al centro della vita e, così facendo, al cuore di una società che valorizza la competitività, la performance e la redditività. Queste malattie — frutto di una società dell’eccesso — ci plasmano tuttavia in modo diametralmente opposto a quella stessa struttura sociale; ci rendono esseri stanchi, fragili, provati — emarginati. In una società in cui tutto ciò che si deteriora e si consuma viene scartato, come affrontare un argomento ancora troppo taciuto, ignorato, se non addirittura fonte di disagio?
Barbara Geraci sta lavorando alla realizzazione di un libro polifonico, «Partitions pour guér(r)ir», in cui intreccia le sue fotografie e i suoi testi con quelli di autrici che hanno vissuto la malattia o l’hanno conosciuta da vicino. Ispirandosi alla statuaria classica e al legame tra musei e ospedali, Geraci ripropone l’uso della poesia nella medicina antica. Questo progetto mette così in discussione il potere delle parole, sia poetiche che mediche, per esplorare le complesse interazioni che legano corpo, mente, tempo, spazio e malattia.
(*verso tratto da Andrée Chedid)
Un progetto ideato e realizzato da Barbara Geraci, sviluppato in collaborazione grafica con Louise Sansoldi.
Info e prenotazioni: [email protected]
📸 © Barbara Geraci, su concessione del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia