04/08/2026
Da quando una parte degli esseri umani è stata dotata di "telecamera portatile a presa diretta", qualcuno ne ha fatto uso per documentare la povertà materiale e quotidiana.
Famiglie indigenti, bambini senza prospettive, anziani abbandonati, sono diventati un manifesto tangibile di quella precarietà totale che annichilisce le vite di chi si trova costretto a dormire in strada.
Naturalmente oggi come allora - si ricordi, ad esempio il caso di "Ragazzi di vita" - la vecchia scassata borghesia si è trovata costretta a prendere le proprie precauzioni e laddove un tempo riusciva meglio a nascondere la polvere sotto la coperta, oggi le riesce meglio lo scherno.
Dunque assistiamo al proliferare di "video documentari" dove la povertà viene rappresentata tramite la lente del padrone, e la colpa di un sistema che produce povertà diventa la colpa di chi la subisce.
La missione è limpida: rimuovere ogni ostacolo per l'efficenza del mercato speculativo. E quale ostacolo maggiore, se non trovarsi di mezzo individui in carne ed ossa, esseri viventi che rivendicano LA CASA come bene comune e diritto sociale?
La questione Spin Time ci riguarda, e ci riguarda nella misura in cui il diritto all'abitare richiede la garanzia di tre dimensioni chiave.
La prima è naturalmente lo sviluppo dei servizi dentro uno spazio urbano razionalizzato. La seconda è quella della connessione tra questi spazi, dunque il problema dei trasporti e delle infrastrutture.
La terza invece è quella che prude particolarmente: la considerazione che i costi dell'alloggio non debbano compromettere la capacità di soddisfare altri bisogni primari (cibo, sanità, istruzione).
Uno Stato sociale non può delegare l'accesso a questo bene primario esclusivamente alle dinamiche del libero mercato. Sosteniamo quindi una forte regolamentazione pubblica, investimenti strutturali nell'edilizia sociale e la tutela legale degli inquilini, perché la "lente del padrone" - di cui su - non ridicolizzi la vulnerabilità economica per trasformarla in una condanna all'invisibilità sociale.