06/08/2025
A ridosso delle elezioni, Giorgia Meloni in veste di Presidente del Consiglio appare a sorpresa nelle Marche. Secondo la versione ufficiale, in occasione dell’approvazione di allargamento della ZES per la nostra regione e per l'Umbria, entrambe appena passate per 5 anni di Giunte interamente a guida centrodestra.
Il tempo di un comizio, poi di nuovo verso Roma. Sceglie di farlo in elicottero. A qualche mese dal voto, in piena campagna elettorale con un’iniziativa di partito praticata con denaro e mezzi istituzionali che però appare – piuttosto – come un’ammissione di colpa: dopo 5 anni di governo Acquaroli, la “filiera istituzionale” riconosce le Marche come Regione dal preoccupante stato economico, tanto da aver bisogno dell'istituzione di una Zona Economica Speciale. La stessa ZES che questo Governo scelse di negare, meno di 2 anni fa.
Una manovra che non soltanto è unicamente disegno di legge e non decreto legge - che avrebbe invece effetto immediato - ma soprattutto per la quale non esiste ancora alcun concreto stanziamento o investimento di qualsiasi tipo.
Mancanze ancor più gravi considerando gli oltre 5 anni di denuncia da parte di e e più in generale dei sindacati e del territorio tutto nei confronti dello stato economico e sociale di una Regione in grave crisi di malgoverno, nonostante le moli di investimenti pubblici. Quasi un autogol in sordina che oggi, per mero opportunismo elettorale, vorrebbero camuffare come opera di responsabilità: senza stanziamenti, senza confronto democratico, senza trasparenza politica.