21/05/2026
LAVORATRICI E PRECARIE, SIAMO STANCHE DI PAGARE GUERRA, GENOCIDIO E CAROVITA!
🔴23 MAGGIO ORE 14.00 IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA (ROMA): PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE OPERAIA 🔴
Come precarie, sfruttate, lavoratrici e studentesse ci rifiutiamo di pagare l’economia di guerra e di genocidio, che da una parte esporta miseria e morte nei teatri di guerra, dall’altra riduce in povertà la maggioranza della popolazione con inflazione, carovita e tagli sui servizi essenziali.
Rimettiamo al centro la figura delle operaie, oggi più precarie ché mai, perché centrali in quel settore della produzione che viene maggiormente piegato alla produzione bellica.
Operaie, lavoratrici sottopagate, educatrici sociali, persone immigrate costrette ai lavori più sfruttati, docenti, madri, studentesse, come un secolo di battaglie nelle fabbriche e questo stesso autunno abbiamo dimostrato, l’economia di guerra SI PUÒ E SI DEVE BLOCCARE, e con essa SI FERMA TUTTO IL PAESE.
Nonostante le Signore della guerra da Meloni, a Von Der Leyen, insieme alle finte democratiche come Schlein, vogliano farci credere che la soluzione alla crisi sta nella riconversione bellica dell'industria e nel riarmo, noi sappiamo quale è la verità: in questo sistema la guerra avrà sempre priorità sulla nostra salute, le nostre condizioni di lavoro, la nostra dignità.
Dal secolo scorso ad oggi non è cambiato nulla: le donne delle classi popolari di fatto devono scegliere da che parte stare, con una classe politica che ci dà solo le briciole e tagli sui diritti, o contro la guerra, contro il riarmo, contro il genocidio in Palestina e a sostegno di Cuba.
Oggi come ieri le operaie, e le precarie delle classi popolari sono al centro degli scioperi e del conflitto interno dell’opposizione alla guerra.
Per questo anche sabato 23 Maggio aderiremo alla manifestazione delle categorie operaie indetto da USB e scenderemo in piazza a Roma, unite, a lottare affinché la guerra non sia più il prezzo che dobbiamo pagare noi con carovita e condizioni lavorative e di precarietà sempre peggiori!