08/09/2026
🟥8 SETTEMBRE 1943: L'ARMISTIZIO, IL CROLLO DELLO STATO E LA NASCITA DELLA RESISTENZA
«Il Re in fuga, l'Esercito abbandonato, il Paese allo sfacelo: dall'abisso dell'8 settembre nacque la scintilla della Resistenza e il riscatto dell'Italia libera».
La sera dell'8 settembre 1943, un famoso e ambiguo comunicato radiofonico del maresciallo Pietro Badoglio rendeva nota la firma dell'armistizio siglato in segreto con le forze Alleate. Un annuncio giunto in extremis, dopo tentennamenti e manovre disperate, che segnò una delle pagine più drammatiche e decisive della storia d'Italia.
Alla notizia seguì la precipitosa fuga notturna da Roma del re Vittorio Emanuele III, della famiglia reale, del governo e del Comando Supremo verso Brindisi, lasciando la Capitale e il Paese senza difesa né direttive. Ai due milioni di soldati italiani dislocati in patria, in Francia, Grecia e nei Balcani, giunse soltanto l'oscura istruzione di reclinare le armi o "reagire ad atti di forza con atti di forza".
L'Esercito italiano, privo di ordini chiari, fu abbandonato a se stesso mentre scattava la spietata reazione della Wehrmacht per disarmare e internare centinaia di migliaia di militari.
Tra la gioia popolare per la sperata fine del conflitto e il terrore per la reazione nazista, l'8 settembre rappresentò allo stesso tempo il crollo delle istituzioni monarchico-fasciste e la scintilla di una nuova speranza. Il 9 settembre nacque a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): gli antifascisti presero in mano le sorti del Paese per riempire il vuoto di potere, dando vita alle prime formazioni partigiane.
Mentre al Nord i nazisti insediavano il governo fantoccio della Repubblica Sociale Italiana di Salò, iniziavano venti lunghi mesi di occupazione, di Resistenza armata e civile, di sacrifici e di riscatto per la Libertà e l'Indipendenza della Patria.
DALLA VERGOGNA DELLA FUGA ALLA GLORIA DELLA RESISTENZA! VIVA L'ITALIA LIBERA!