29/05/2026
𝐑𝐄𝐂𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐌𝐄𝐍𝐒𝐈𝐋𝐄 📚
𝐂𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝒏𝒊
𝑳𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆 𝑳𝒐𝒍𝒊𝒕𝒂 𝒂 𝑻𝒆𝒉𝒆𝒓𝒂𝒏
Lo scorso 27 maggio il circolo di lettura giovani “Povere Creature!” si è riunito per discutere 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐋𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐓𝐞𝐡𝐞𝐫𝐚𝐧 di 𝐀𝐳𝐚𝐫 𝐍𝐚𝐟𝐢𝐬𝐢; una scelta che deriva da quella del mese precedente: 𝐋𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚 di 𝐍𝐚𝐛𝐨𝐤𝐨𝐯.
Uno degli aspetti che ha colpito di più il gruppo è stato il modo in cui Nafisi mette in dialogo gli eventi della rivoluzione culturale iraniana con i romanzi discussi nei suoi corsi, reinterpretandoli alla luce di ciò che stava accadendo al popolo iraniano. Seppure non è necessario conoscere le opere citate per seguire il libro, molti hanno osservato che avere almeno familiarità con gli autori aiuta a coglierne più a fondo i rimandi.
Il dibattito riguardante la scelta dell’uso del velo e sul valore che assume all’interno dell’opera ha occupato grande spazio; difatti, il circolo si è interrogato su come un simbolo vissuto da molte donne credenti come una scelta identitaria/religiosa e felice possa svuotarsi di significato nel momento in cui viene imposto dal regime. È emersa la distinzione tra una pratica percepita come appartenenza spirituale e la sua trasformazione in un mero obbligo politico. Molte hanno trovato particolarmente interessante il fatto che inizialmente anche numerose donne laiche e di sinistra sostenessero l’obbligo del velo in nome della rivoluzione, considerandolo un sacrificio necessario per un bene collettivo più grande. Da qui è nata una riflessione condivisa: troppo spesso i sacrifici richiesti dalle rivoluzioni e dai cambiamenti politici finiscono per passare attraverso il corpo delle donne.
Inoltre, è riemersa una discussione del mese precedente attorno a Lo**ta. In particolar modo, leggere che molti studiosi e religiosi islamici interpretassero il romanzo attribuendo alla protagonista la responsabilità di aver provocato Humbert Humbert è stato impattante, poiché questa era stata una posizione contro cui il circolo si era schierato all’unanimità.
Il gruppo ha trovato particolarmente efficace il parallelo tra la condizione della protagonista e quella delle donne oppresse dal regime iraniano: così come Lo**ta non riesce a sottrarsi alla propria situazione se non attraverso il passare sotto il controllo di un altro uomo che finirà comunque per abbandonarla, anche molte delle figure raccontate da Nafisi sembrano muoversi all’interno di libertà sempre parziali e precarie.
In conclusione, 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐋𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐓𝐞𝐡𝐞𝐫𝐚𝐧 è stato percepito come un libro capace di usare la letteratura per interrogare il presente e raccontare la complessità di un periodo storico drammatico, mostrando come i romanzi possano diventare strumenti di resistenza.