19/08/2026
𝗖𝗨𝗕𝗔: 𝗟’𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗩𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔𝗟 𝟮𝟰° 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗦𝗧𝗜 𝗘 𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗜
LA PARTECIPAZIONE AL SIMPOSIO SU FIDEL E AL CENTENARIO DELLA NASCITA DI FIDEL
Dal 7 al 9 agosto si è svolto all’Avana il 24° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP), alla presenza di 48 delegazioni, fra le quali quella del Partito Comunista Italiano, rappresentato da Salvatore Ferraro del Dipartimento Esteri.
"Difesa dell'eredità della Rivoluzione Cubana nel centenario della nascita di Fidel Castro, solidarietà con Cuba e unità delle forze contro l'aggressione imperialista" è stato il filo conduttore dell'incontro.
Pubblichiamo l'intervento letto dal compagno Ferraro a nome del Segretario Nazionale Mauro Alboresi.
INTERVENTO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO AL 24° MEETING INTERNAZIONALE DEI PARTITI COMUNISTI E OPERAI (L'AVANA, 7-8-9 AGOSTO 2026)
Dopo l’aggressione armata USA contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, avvenuta il 3 gennaio scorso e che ha visto il sequestro del legittimo Presidente Nicolas Maduro e della compagna Cilia Flores e l’eroica morte in combattimento di trentadue militari cubani, è sempre più chiaro che gli Stati Uniti stanno mettendo a punto i loro piani per abbattere a breve termine la Rivoluzione cubana, con lo strangolamento economico ed energetico ma senza escludere un’aggressione militare. Se ancora non si sono mossi in tal senso è probabilmente dovuto alla mobilitazione di forze legata all'aggressione armata contro l'Iran, condotta assieme ad Israele e anche alla grande capacità di mobilitazione che il PCC e il popolo di Cuba hanno messo in campo in questi mesi.
Con il blocco del transito delle petroliere verso i porti di Cuba e i dazi agli Stati che cercassero di inviarne, l'Amministrazione Trump si propone di rendere impossibile la vita al popolo cubano, bloccando la generazione di elettricità e quindi colpendo duramente la produzione, l'assistenza sanitaria e i servizi pubblici in generale.
Occorre che coloro i quali hanno a cuore il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino comprendano che la battaglia che il popolo e il governo rivoluzionario di Cuba stanno combattendo per riaffermare il diritto alla vita e alla difesa della Rivoluzione riguardano anche tutti gli altri popoli, indipendentemente dalle ideologie politiche: gli USA vogliono cancellare il diritto internazionale sancito dalla sconfitta del nazifascismo e stabilire un nuovo "diritto" che sia quello statunitense ad impossessarsi delle risorse di ogni nazione e ad assoggettarne le politiche.
Ciò avviene in una fase politica internazionale oltremodo complessa, oggettivamente aperta a molteplici sbocchi.
Essa è fortemente segnata da un’alternativa sempre più stringente tra pace e guerra, il rischio di un conflitto su scala globale è sempre più evidente, l’opinione pubblica europea è da tempo fatta oggetto di una campagna di disinformazione volta a farla entrare in tale ordine di idee, a prepararla alla ineluttabilità della guerra.
Le politiche che ne sono discese, ne discendono, sono evidenti: la corsa al riarmo, l’economia di guerra, a ciò tutto finisce con l’essere sacrificato, a partire dalle condizioni di vita dei ceti popolari. Evidente è la motivazione che è alla base di tale propensione al conflitto: l’ordine internazionale.
L’assetto geopolitico affermatosi dopo la “guerra fredda”, ossia quello unipolare a guida statunitense, non regge più, esso è da tempo messo in discussione dalla Russia, dalla Cina e da altri Paesi, i quali, pur assai diversi tra loro, propugnano un assetto multipolare che il blocco occidentale è intenzionato ad impedire ad ogni costo, anche con la guerra.
Le statistiche hanno in questi anni certificato la crisi del sistema capitalista a guida statunitense e all’opposto la crescita cinese, le difficoltà degli USA sono dunque alla base di quella che si è proposta da tempo come una vera e propria strategia di contenimento dello sviluppo e ruolo della Cina.
In un contesto così drammaticamente segnato, caratterizzato dalla messa in discussione del diritto internazionale, con l’ONU ridotto a simulacro, l’Unione Europea, e con essa l'Italia, ha evidenziato la sua subalternità all’interno dell’Alleanza Atlantica a guida statunitense.
Il sostegno alla guerra condotta dall’Ucraina per conto della NATO nei confronti della Russia, l’assunzione di 20 pacchetti di sanzioni nei confronti della stessa, la rinuncia ad acquistarne il gas a basso prezzo, la scelta di investire a debito 800 miliardi di euro in spese militari per gli Stati membri, di portare in 10 anni al 5% del PIL la spesa militare sono scelte emblematiche della preparazione dell’Unione Europea al conflitto.
Scelte che hanno determinato e determinano pesanti ripercussioni sulla finanza e sull’economia del vecchio continente, che acuiscono la già grave crisi sociale da tempo in atto, scelte che con il Governo italiano di Giorgia Meloni in prima fila) hanno registrato, registrano, nel Parlamento Europeo ed in quelli nazionali, compreso quello italiano, anche la condivisione di tanta parte delle forze politiche che oggi si pongono all’opposizione dello stesso.
Ciò che viene proposto è una sorta di “suprematismo occidentale”, una presunta superiorità morale dell’Occidente che non ha retto, non regge alla prova dei fatti.
Ciò che riecheggia di nuovo è lo scontro di civiltà, la lotta tra il bene ed il male.
Noi siamo contro il riarmo, contro la guerra, per la pace, che è la questione di fondo, che sovraordina tutte le altre, senza se e senza ma, e questo dovrebbe valere anche e soprattutto per la sinistra, che è tale solo se assume la stessa come discriminante.
Noi siamo contro la NATO, siamo per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per ciò che essa è e si prefigge di essere.
Il liberismo economico, la crescente centralizzazione dei processi decisionali evidenziano il vero volto del processo di integrazione capitalista rappresentato dall’Unione Europea; il militarismo e l’interventismo nelle relazioni internazionali ne segnano la politica estera; l’ipocrisia, il doppiopesismo, la complicità la connotano nel caso della politica genocida portata avanti dal governo israeliano, sempre più immerso in una deriva sionista, illiberale, fascista, nei confronti dei palestinesi, sempre più proteso alla costruzione della “grande Israele"; l’ambiguità ne è il tratto distintivo se guardiamo a come si è posta in relazione all’aggressione del Venezuela da parte degli USA, in ultimo dell’Iran da parte degli USA e di Israele, di quest’ultimo nei confronti del Libano, etc.
Per noi la questione non è più Europa, ma quale Europa: no a quella in essere del grande capitale, dei poteri forti, sì ad un’Europa dei lavoratori e dei popoli.
Noi siamo per una Confederazione di stati indipendenti e sovrani, “dall’Atlantico agli Urali”. L’elezione di Donald Trump a 47° Presidente degli USA non è un “incidente di percorso”, ma il prodotto della degenerazione di quel sistema democratico, più in generale della democrazia liberale, della torsione autoritaria che ha investito quel Paese, la stessa Unione Europea, e con essa l’Italia, l’altra faccia del sistema capitalista immerso nella propria crisi strutturale.
La politica di Trump ha pesato e pesa oltremodo per l’Unione Europea, chiamata a fare i conti con la sua politica protezionista, con il suo approccio circa la NATO, con la sua politica internazionale (l’attacco all’Iran, le sue ripercussioni sull’economia del vecchio continente lo sottolineano).
Ciò che è emerso dalle piazze di tutta Europa nei mesi scorsi contro la guerra, il riarmo, per la Palestina, etc. è per noi chiaro: c’è bisogno di un’alternativa radicale.
C’è bisogno di una politica volta alla pace, ad un diverso modello di sviluppo, di un’altra idea di società, dove l’interesse generale, il bene comune, tornino al centro, dove il noi si contrapponga all’io imperante. C'è bisogno del Socialismo, di un’alternativa di sistema quale risposta alla crisi di civiltà prodotta dal capitalismo.
USA e Israele stanno incoraggiando e sostenendo la rinascita del fascismo in ogni parte del mondo. La difesa della Rivoluzione Cubana, con i suoi ideali socialisti di giustizia ed uguaglianza, costituisce uno snodo fondamentale della lotta tra fascismo e antifascismo a livello mondiale.
Il segretario di Stato Marco Rubio sta inoltre cercando di mettere insieme una sorta di internazionale antimarxista, che metta sullo stesso piano la lotta di classe dei partiti comunisti e anticapitalistici, oltre a quella dei movimenti di liberazione nazionale, con il terrorismo.
Lo "spettro" del comunismo e del socialismo, della lotta per una società libera dallo sfruttamento e dalle diseguaglianze sociali, continua e continuerà ad aggirarsi in tutto il mondo, contro sfruttatori e imperialisti guerrafondai.
Quanto sta accadendo in Iran ed in Libano, ciò che è accaduto recentemente in Venezuela, che si prospetta in relazione a Cuba, etc. confermano che i veri nemici della pace sono e restano gli USA, Israele ed i loro alleati, la NATO (al di là delle posizioni espresse da Trump in merito ad un'alleanza della quale, di fatto, gli USA hanno la guida).
Occorre saldare un fronte internazionale di forze fautrici di un nuovo equilibrio mondiale multipolare. L'alleanza Cina-Russia e i BRICS sono gli assi portanti di questo processo di democratizzazione delle relazioni internazionali.
Il Partito Comunista Italiano rende omaggio allo storico leader della Rivoluzione cubana, il Comandante Fidel Castro Ruz, in occasione del centenario della sua nascita, che ricorre il 13 di questo mese. Senza la sua opera, senza la Cuba rivoluzionaria e socialista da lui guidata e ispirata direttamente fino alla sua scomparsa fisica, il "Socialismo del XXI Secolo" e il processo di unificazione dell'America Latina non si sarebbe affermato negli ultimi decenni.
MAURO ALBORESI (Segretario Nazionale del Partito Comunista Italiano)
Il compagno Salvatore Ferraro ha partecipato per il PCI anche al Simposio Internazionale "Fidel, Eredità e Futuro", a 100 anni dalla scomparsa fisica del Comandante in Capo della Rivoluzione cubana, Fidel Castro Ruz, tenutosi sempre all’Avana dall'11 al 13 agosto, alla presenza di 1.500 delegati provenienti da 63 nazioni.
A Roma, presso l'Ambasciata della Repubblica di Cuba, la Presidente del Comitato Centrale del PCI, compagna Cristina Cirillo, ha partecipato all'iniziativa ufficiale, svoltasi l'11 agosto, per celebrare i 100 anni dalla nascita del Compagno Fidel Castro (13 agosto 1926).
Il Partito Comunista Italiano è e sarà sempre a fianco della Rivoluzione, del Popolo cubano e del suo Governo Rivoluzionario.
PCI - Dipartimento Esteri