Rosà, Civiltà delle Rogge

Rosà, Civiltà delle Rogge Scorci, paesaggi e particolari di un comune solcato da storiche rogge, punteggiato di ville venete e ancora immerso nelle sue campagne.

Correva l'anno 1365 quando Francesco da Carrara, signore di Treviso, decretando lo scavo della roggia Rosà, scrive di fatto le prime righe della storia del nostro comune. Da quel momento le insalubri terre dell'agro rosatese si traformano in terreni fertili e coltivabili determinando la nascita della comunità di Rosà. Pochi anni dopo, nel 1404, anche l'agro rosatese entra a far parte dello "stato

de tera" della Repubblica di Venezia; è proprio Venezia ad elevare Rosà a comune autonomo nel 1533. Alla roggia Rosà si affianca dal settembre 1602 la roggia Dolfina e da queste molte altre si diramano costituendo un grande sistema di rogge. Tra il XVI e il IXX secolo, la prosperità dell'agro rosatese attirò l'attenzione di molte nobili famiglia veneziane che tra le rogge vennero a costruire ville e palazzi signorili dove trascorrere il tempo libero lontano dagli impegni del capoluogo lagunare. È in questi secoli che a Rosà nascono residenze come Villa Dolfin Boldù, Villa Morosini, Villa Santini, Villa Segafredo, Villa Roberti, Villa Compostella Zanchettin, Villa Lina, Villa Zanchetta, Villa Mugna e Villa Favretti.

Indirizzo

Rosà
36027

Sito Web

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