Rifondazione Comunista federazione di Rovigo

Rifondazione Comunista federazione di Rovigo Rifondazione Comunista federazione di Rovigo

Negli ultimi giorni si parla molto dei rischi legati agli impianti che utilizzano sostanze come  ,   e altri composti  ....
04/09/2026

Negli ultimi giorni si parla molto dei rischi legati agli impianti che utilizzano sostanze come , e altri composti .

Per capire davvero cosa significherebbe un incidente grave in un’area abitata come Borsea, basta ricordare un precedente storico: Seveso.

Nel 1976 un guasto provocò la dispersione di una nube tossica che colpì direttamente la popolazione, causando intossicazioni, evacuazioni, bonifiche profonde del suolo e un impatto sociale durato anni.

Oggi, un impianto che lavora con materiali pericolosi, in caso di incidente grave cosa potrebbe creare? lo scenario sarebbe diverso nelle sostanze ma simile nella dinamica del rischio.

Una nube tossica potrebbe formarsi in caso di incendio o guasto ai sistemi di sicurezza.

La vicinanza alle case di Borsea renderebbe l’esposizione immediata.

Potrebbero essere necessarie evacuazioni, controlli sanitari e bonifiche.

La comunità subirebbe un impatto profondo, proprio come accadde a Seveso.

Ma non parliamo di ipotesi astratte.

Borsea e Sant’Apollinare hanno già vissuto incidenti industriali reali come hanno ricordato i partecipanti del Comitato No Fir Rovigo all'assemblea del 1 settembre.

- le due esplosioni della fabbrica di fuochi d’artificio, nel 1978 e nel 1992, con morti e feriti.
- l’incendio alla Dragon Plast, con materiali plastici e polimeri in fiamme e una nube nera visibile da tutta Rovigo.
- altri incendi in capannoni della zona industriale, con intossicazioni e strade chiuse.

Questi episodi dimostrano che il territorio è fragile, esposto, e che la vicinanza tra industrie e abitazioni non è qualcosa di compatibile.
È un problema storico.

Non si tratta di creare paura, ma di riconoscere la realtà dei rischi quando si collocano impianti complessi e potenzialmente pericolosi a pochi metri dalle case.

La sicurezza non è un dettaglio tecnico ma una responsabilità verso chi vive, lavora e cresce in questo territorio.

Negli ultimi giorni si parla molto dei rischi legati agli   che utilizzano sostanze come  ,   e altri composti  .Per cap...
04/09/2026

Negli ultimi giorni si parla molto dei rischi legati agli che utilizzano sostanze come , e altri composti .

Per capire davvero cosa significherebbe un grave in un’area abitata come , basta ricordare un precedente storico: .

Nel 1976 un guasto provocò la dispersione di una nube tossica che colpì direttamente la popolazione, causando , , profonde del suolo e un impatto sociale durato anni.

Oggi, un impianto che lavora con materiali pericolosi, in caso di incidente grave cosa potrebbe creare? lo scenario sarebbe diverso nelle sostanze ma simile nella dinamica del rischio.

Una nube tossica potrebbe formarsi in caso di incendio o guasto ai sistemi di sicurezza.

La vicinanza alle case di Borsea renderebbe l’esposizione immediata.

Potrebbero essere necessarie evacuazioni, controlli sanitari e bonifiche.

La comunità subirebbe un impatto profondo, proprio come accadde a Seveso.

Ma non parliamo di ipotesi astratte.

Borsea e Sant’Apollinare hanno già vissuto incidenti industriali reali come hanno ricordato i partecipanti del Comitato No Fir Rovigo all'assemblea del 1 settembre.

- le due esplosioni della fabbrica di fuochi d’artificio, nel 1978 e nel 1992, con morti e feriti.
- l’incendio alla Dragon Plast, con materiali plastici e polimeri in fiamme e una nube nera visibile da tutta Rovigo.
- altri incendi in capannoni della zona industriale, con intossicazioni e strade chiuse.

Questi episodi dimostrano che il territorio è fragile, esposto, e che la vicinanza tra industrie e abitazioni non è qualcosa di compatibile.
È un problema storico.

Non si tratta di creare paura, ma di riconoscere la realtà dei rischi quando si collocano impianti complessi e potenzialmente pericolosi a pochi metri dalle case.

La sicurezza non è un dettaglio tecnico ma una responsabilità verso chi vive, lavora e cresce in questo territorio.

Alla presentazione del nuovo impianto   a   si è vista una cosa chiarissima: la gente non ci sta.La presentazione del nu...
02/09/2026

Alla presentazione del nuovo impianto a si è vista una cosa chiarissima: la gente non ci sta.

La presentazione del nuovo impianto FIR a Borsea ha mostrato una cosa che nessuno può più ignorare: la è .

Le persone presenti non erano lì per farsi convincere, ma per difendere il proprio territorio da un progetto che tratta Borsea come una periferia sacrificabile.


Parlano di “sviluppo”, ma la realtà è che vogliono scaricare qui ciò che altrove non vogliono più.

È una scelta arrogante, contro la volontà dei cittadini, contro il buon senso e contro la tutela della salute.

Chi spinge per questo impianto ignora dati, proteste, pareri tecnici e perfino la geografia del posto.

La foto lo dimostra, una sala piena di persone preoccupate, attente, presenti.

Nessuno entusiasmo, nessuna fiducia.

Borsea non deve diventare il serbatoio dei problemi altrui.

Continuare a fingere che questo progetto sia innocuo significa giocare con la vita delle persone.

Questa comunità ha parlato, e lo ha fatto chiaramente: non siamo un bersaglio facile

Difendiamo la nostra salute: la fabbrica FIR porterebbe formaldeide, PM10 e una tecnologia vecchia e inquinante. Esiston...
01/09/2026

Difendiamo la nostra salute: la fabbrica FIR porterebbe formaldeide, PM10 e una tecnologia vecchia e inquinante. Esistono alternative pulite come la bioedilizia e la canapa, che proteggono l’ambiente e l’economia locale. Scegliamo innovazione sostenibile, non nuovi veleni.

Condividiamo l’articolo pubblicato da Rovigo.News quotidiano online sul nostro comunicato contro l’impianto   a    La   ...
31/08/2026

Condividiamo l’articolo pubblicato da Rovigo.News quotidiano online sul nostro comunicato contro l’impianto a

La del non è negoziabile. Siamo al fianco del e di chi lotta per un modello di sviluppo che metta la salute e l’ambiente prima dei profitti.

Il circolo “A. Gramsci” interviene sul progetto per la produzione di lana di roccia e lega la vertenza alla crisi climatica. Sostegno al Comitato NO FIR e alla raccolta firme. Martedì 1 settembre assemblea pubblica a Borsea

A due anni dall’insediamento, il bilancio di metà mandato della sindaca Cittadin non racconta una   che cresce: racconta...
13/07/2026

A due anni dall’insediamento, il bilancio di metà mandato della sindaca Cittadin non racconta una che cresce: racconta una città .
, , : pochissimi fatti.Le opere “in cantiere” non hanno date, progetti avviati, risultati misurabili.

L’Ex Scalo Merci è una svolta solo sulla carta.

La rotatoria di Boara è rimandata al 2028, cioè fuori mandato.

La pista ciclabile Rovigo–Grignano non è mai partita.

Il Piano Asfalti parla di “oltre 30 interventi” in due anni: troppo poco per una città come Rovigo.

Le vie citate come priorità sono ancora da iniziare.

Cultura ridotta a iniziative simboliche, nessuna strategia.
Sul sociale, il vuoto: nessuna politica sulla casa, nessun piano contro la povertà, nessun investimento sui servizi.

IRAS definita “superata” senza dire nulla su qualità, organici, condizioni di lavoro.

Sicurezza affrontata con taser e guanti antitaglio: una deriva securitaria che non risolve il disagio nei quartieri.

Ambiente e decoro? Solo slogan, nessun dato, nessun cantiere.

Sport: un milione allo Stadio Battaglini, mentre gli impianti dei quartieri restano marginali.

E mentre l’amministrazione si definisce “partecipativa”, non esiste alcuno strumento di partecipazione: nessun bilancio partecipato, nessun percorso pubblico, nessuna piattaforma.

Questo bilancio non descrive una città che avanza, ma una città che aspetta.

Aspetta opere rinviate, scelte non fatte, politiche sociali mai scritte.

Rifondazione Comunista rivendica un’altra idea di Rovigo: una città che investe nei quartieri, nella casa, nei servizi, nella cultura, nell’ambiente.

Una città che pretende politiche pubbliche vere, trasparenti e misurabili.

E a proposito di annunci: la sindaca è stata inserita tra gli amministratori “più amati” d’Italia.
Bene.

Ma se è così amata, non sarebbe ora che cominciasse ad amare davvero anche lei la sua città e chi ci vive?

30/06/2026

A abbiamo scelto di rispondere al clima di cattiveria che cresce, alimentato anche dalle nuove formazioni della destra che puntano su paura, rancore e divisione, con qualcosa di molto più . Una comunità che si incontra, si sostiene e costruisce futuro insieme.
Il nostro pranzo di autofinanziamento non è stato solo un momento conviviale è stato politica vera.

Volti reali, storie che si intrecciano, generazioni che si parlano, un territorio che non si lascia intimidire da chi urla più forte.

Mentre altri cambiano simboli, generali e slogan per nascondere la solita ricetta fatta di esclusione e aggressività, noi continuiamo a fare ciò che tiene in piedi un paese: radicarci, ascoltarci, organizzarci, costruire legami.
La destra prova a crescere seminando paura. Noi cresciamo seminando comunità.

Trecenta oggi ha mostrato che c’è un’Italia che non si arrende alla cattiveria politica, che non si fa trascinare nel gioco dell’odio, che non vuole muri ma tavolate. E queste tavolate piene di persone vere, non comparse, sono la nostra forza più grande.

In questo clima, scegliere di partecipare, di esserci, di sostenere un progetto collettivo è un gesto prezioso.
Per chi vuole far parte di questa comunità che resiste e costruisce, il tesseramento a Rifondazione Comunista è aperto, uno strumento di partecipazione, un modo per dire ci sono, voglio contribuire.

Grazie a chi ha cucinato, a chi ha partecipato, a chi ha portato una storia, un sorriso, un pezzo di sé.
È così che si costruisce un’alternativa.
Insieme, dal basso, con cura e con coraggio.

COMUNICATO STAMPA:Il   a     è un atto politico. Il   si farà, e noi saremo in piazza Rifondazione Comunista della Feder...
16/06/2026

COMUNICATO STAMPA:

Il a è un atto politico. Il si farà, e noi saremo in piazza

Rifondazione Comunista della Federazione di Rovigo esprime la propria solidarietà militante al Pride 2026 e denuncia con forza il comportamento dell’amministrazione comunale, che a pochi giorni dalla manifestazione ha opposto un diniego a Piazza Matteotti.

Il “no” a Piazza Matteotti non è un incidente burocratico: è un atto politico, un tentativo maldestro di ostacolare una manifestazione che la stessa sindaca Cittadin ha definito una “provocazione ideologica”. La presunta “fragilità” della piazza è un pretesto che non regge alla prova dei fatti: negli anni, quello stesso spazio ha ospitato eventi con migliaia di persone, senza che nessuno sollevasse problemi di sicurezza o tutela del patrimonio. Quando conviene, la piazza è solida; quando si tratta di diritti, improvvisamente diventa fragile.

È inaccettabile che si neghi uno spazio dedicato a Giacomo Matteotti, martire assassinato dal fascismo, proprio a chi oggi lotta per libertà, dignità e autodeterminazione. È un paradosso doloroso e rivelatore: mentre si chiudono le porte al Pride, in quella stessa piazza si è visto svolgere di tutto.

Il diniego non solo aggira lo spirito dell’Articolo 21 della Costituzione, ma crea un precedente gravissimo: se oggi si esclude una manifestazione LGBTQIA+ con tecnicismi pretestuosi, chi sarà il prossimo? Quale altra voce scomoda verrà zittita domani?

Eppure, mentre l’amministrazione si chiude in un fortino di pregiudizi mascherati da burocrazia, la città reale dimostra di essere più avanti. Lo dimostrano anche diversi commercianti del centro, che hanno capito che non si può restare chiusi su se stessi: aprire al Pride significa aprire alla città, alle persone che la vivono, alla possibilità di una Rovigo più viva, accogliente e solidale. Chi lavora ogni giorno a contatto con la comunità sa bene che una città sicura è una città aperta, non una città sbarrata.

Mentre l’amministrazione erige muri, la società civile risponde con responsabilità e cura. Il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi del Veneto conferma che il Pride è riconosciuto come un gesto necessario per il benessere collettivo, in un territorio dove il disagio psicologico giovanile supera il 22%. Il Pride non è un eccesso: è una risposta politica e sociale all’isolamento, al rifiuto, alla discriminazione.

Rifondazione Comunista sarà in piazza il 20 giugno, al fianco di chi non accetta che Rovigo diventi una città vietata, chiusa, impaurita.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare numerosa al Pride e sosteniamo la raccolta fondi su retedeldono.it, per dimostrare che un’altra Rovigo è possibile.

Rifondazione Comunista – Federazione di Rovigo

Domenica 17 maggio, alle 12.30, ci ritroviamo per il Pranzo Popolare di Autofinanziamento del circolo Antonio Gramsci di...
05/05/2026

Domenica 17 maggio, alle 12.30, ci ritroviamo per il Pranzo Popolare di Autofinanziamento del circolo Antonio Gramsci di Rovigo assieme a Rifondazione Comunista Rovigo.
Un momento per stare insieme, discutere, costruire legami e sostenere le attività politiche sul territorio in un periodo segnato da conflitti e ingiustizie.
La pace e la giustizia sociale non sono slogan: sono un impegno quotidiano che cresce solo attraverso comunità vive e partecipi.

Saremo da Theia, via Adige 56/A – Granzette Rovigo - 25 euro - Prenotazioni 393 037 4909





Indirizzo

Corso Del Popolo 183
Rovigo
45100

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