ANPI Provinciale Rovigo

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L'ANPI dal 1944 è in prima linea nella custodia e nell'attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.

21/10/2026

🏳‍🌈 Non a caso scrissero “ripudia”

Luciano Zerega 🖋 Dall’incontro tra culture cattoliche e laiche, socialiste, comuniste, liberali e azioniste nacque, con l’articolo 11, uno dei principi fondamentali della Costituzione. Da esperienze politiche e idee differenti, segnate dalla dittatura, dai conflitti mondiali e dalla scelta della Resistenza, maturò la responsabilità comune di costruire un ordine diverso attraverso il diritto internazionale, la diplomazia e la cooperazione

Non “rinuncia”. Non semplicemente “condanna”. I Costituenti scelsero una parola più forte, destinata a segnare la distanza tra la Repubblica che nasceva e l’Italia della dittatura, delle aggressioni e della guerra.

Perché dietro quell’articolo non c’è soltanto una formulazione giuridica. C’è una generazione che la guerra l’aveva conosciuta.

Le guerre non sono solo il prodotto della follia improvvisa di un uomo al comando, bensì il risultato di una filiera di decisioni politiche, economiche e culturali.

Prima della guerra combattuta c’ è spesso una guerra che è stata resa pensabile, accettabile e infine inevitabile.

È forse qui che l’articolo 11 parla con più forza al nostro presente. Perché “ripudiare” non significa soltanto essere contro la guerra quando è già scoppiata.

La pace ha bisogno di essere costruita.

Richiede istituzioni capaci di comporre i conflitti, diplomazia, diritto internazionale, luoghi di negoziato, cooperazione tra gli Stati.

E allora quelle parole scritte nella Costituzione non appartengono soltanto alla storia. Ci consegnano una responsabilità.

Il ripudio non è soltanto un sentimento morale. Nella Costituzione diventa un indirizzo politico e istituzionale.

Oggi riaffermare la centralità dell’uomo e della pace significa forse partire nuovamente da lì, non dalla convinzione ingenua che il conflitto possa scomparire dalla storia, ma dalla consapevolezza che il conflitto non deve necessariamente diventare guerra.

Perché la pace, come la guerra, è fatta dagli uomini.

Luciano Zerega, presidente Sezione ANPI “Alunni e Brecciaroli”, Ciampino
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https://www.patriaindipendente.it/finestre/non-a-caso-scrissero-ripudia/

Luciano A. Zerega ANPI Ciampino ANPI Provinciale di Roma

20/10/2026

«Condanniamo senza se né ma le violenze avvenute a Milano e in altre città nei giorni scorsi. Esprimiamo la nostra solidarietà verso gli agenti di polizia colpiti o feriti durante gli incidenti.

Gli atti di devastazione e di teppismo registrati hanno di fatto oscurato le grandi e pacifiche manifestazioni che nelle stesse ore si sono svolte in tutto il Paese ed accrescono paura e disorientamento facendo da sponda a chi pensa di rispondere al disagio sociale con la repressione e con il carcere. Una ricetta sbagliata e già clamorosamente fallita, come dimostrato dai tanti cosiddetti pacchetti sicurezza. Le violenze vanno prevenute, contrastate e sicuramente perseguite penalmente, dando alle forze dell’ordine e alla magistratura gli strumenti e i mezzi per fronteggiarle, ma guai se ci si limitasse a questo.

C’erano centinaia di ragazzi e ragazzini che hanno manifestato nel modo peggiore il loro disagio sociale ed esistenziale, un rancore sordo e cieco figlio della crisi economica e sociale e anche della mancanza, meglio dell’ignoranza, di valori e dell’ossessiva ostentazione sui media, sui social e nella politica, di esempi negativi e distruttivi: l’aggressività, l’individualismo estremo, l’esplosione incontrastata delle diseguaglianze sociali e persino l’apologia della guerra. Fattori che mettono in discussione la tenuta della coesione sociale, cioè l’unità di una comunità nazionale e il senso di appartenenza dei cittadini.

Chiediamo alla politica di agire per contrastare il f***e aumento dei prezzi, aumentare i salari e le pensioni, garantire il lavoro, il diritto allo studio, all’abitazione e la sanità pubblica, come rivendicano in modo pacifico centinaia di migliaia di studenti, di lavoratori, di pensionati. Guardiamo con attenzione alle iniziative spontanee di protesta pacifica e civile di autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia.

Chiediamo al governo e ai media di promuovere una politica di pace e sostenere una cultura di pace.

L’Italia di oggi non è quella che volevano le partigiane e i partigiani. Per difendere la democrazia e le sue istituzioni chiediamo alla politica di operare per la realizzazione del progetto costituzionale, oggi in gran parte disatteso: bisogna salvare il Paese, non c’è più tempo da perdere».

✍️ Segreteria nazionale ANPI

19/10/2026

Dichiarazione all’Ansa del Presidente nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo:

«L’ANPI ringrazia tutte le associazioni e le personalità che le hanno espresso piena solidarietà e hanno condannato il vergognoso attacco condotto da un gruppo di estremisti della comunità ebraica romana contro la doverosa presenza dell’associazione alla cerimonia del 16 ottobre in ricordo della deportazione degli ebrei romani. Tale attacco è stato preceduto e seguito da due dichiarazioni del presidente della comunità ebraica romana Victor Fadlun contro l’ANPI, determinando così un velenoso clima di odio e di tensione. Ci aspettavamo ben altro dopo il drammatico evento del 25 aprile, quando un giovane della comunità ebraica romana sparò con una pi***la ad aria compressa colpendo due attivisti dell’ANPI. L’episodio ha rappresentato il punto più alto di una deriva fondamentalista che aveva portato a Roma a casi di minacce e aggressioni nelle scuole e per le strade contro chi veniva individuato come nemico di Israele. Peraltro il sostegno all’operato di Fadlun e il suo attacco all’ANPI da parte di Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, di solide origini missine, presente alla commemorazione, la dice lunga sugli ibridi connubi a cui abbiamo assistito in questa vicenda. Mi auguro che non si ripetano momenti di fanatico settarismo come quello a cui abbiamo assistito durante la cerimonia, che portano soltanto ad un isolamento della comunità ebraica romana e che non rappresentano certo tanti ebrei italiani che in questo drammatico periodo della storia del mondo hanno manifestato ben altra sensibilità, memoria e senso civico. L’ANPI, abituata da decenni a provocazioni d’ogni genere, continuerà a partecipare con spirito testardamente unitario alle iniziative di commemorazione delle deportazioni, della Shoah e di ogni crimine nazifascista, nel pieno rispetto dell’altrui dignità, richiedendo altrettanto rispetto e senza farsi intimidire da nessuno».

ANSA.it

🔍 www.ansa.it

19/10/2026
17/10/2026
17/10/2026

Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l'anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell'ANPI di Roma (presente come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un'aggressione verbale con minacce e insulti ad opera di membri della comunità ebraica.

Un'aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del presidente Fadlun e puntualmente verificatasi con tanto di successiva imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell'autore.

I fatti di questa mattina confermano tre elementi fondamentali:

1) L'ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si è fatta intimidire dall'uso della violenza che grazie alle forze dell’ordine presenti è rimasta solo verbale. Continueremo non solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l'ANPI.

2) All'interno della comunità ebraica di Roma guidata da Fadlun si manifesta, ormai da tempo, una difficoltà di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti) sensibilità pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei crimini di guerra compiuti in Palestina dall'esercito dello Stato d'Israele.

3) Proprio l'aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l'aver sostenuto la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania rappresentano «la colpa» dell'ANPI agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei padri e delle madri partigiane e costituenti, l'ANPI continuerà a rivendicare libertà, autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo popolo.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente

17/10/2026

Ringraziamo di cuore l’ANED, Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti, per la fraterna solidarietà all’ANPI Provinciale di Roma dopo la contestazione di questa mattina, durante la cerimonia in ricordo del rastrellamento del 16 ottobre 1943.

Pubblichiamo il testo integrale della nota del Consiglio Nazionale ANED.

«Oggi a Roma, in occasione della cerimonia a ricordo della deportazione degli ebrei romani dopo la razzia del Ghetto realizzata il 16 ottobre 1943, un gruppo di estremisti ha contestato la presenza della delegazione dell’ANPI di Roma, pretendendone l’allontanamento dalla piazza.

La contestazione fa seguito all’incredibile appello del presidente della Comunità romana che alla vigilia della giornata aveva dichiarato: “Chiediamo all’Anpi di non partecipare alle nostre commemorazioni. Chi ha contestato la presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nei cortei del 25 Aprile non può pretendere di presentarsi da noi il 16 come se tutto questo non significasse nulla”. Puntuali, questa mattina, gli insulti e la contestazione di un gruppo di fanatici.

A seguito delle contestazioni le bandiere dell’ANPI, dell’ANED, dell’ANPPIA e di altre organizzazioni della Resistenza si sono spostate in un altro settore della piazza.

L’ANED deplora con forza la violenta contestazione di questa mattina. Per decenni le forze neofasciste hanno negato la legittimità della presenza delle organizzazioni partigiane alle celebrazioni delle vittime del nazifascismo; dove non sono riusciti i neofascisti non riuscirà oggi la maggioranza di destra della comunità ebraica di Roma.

Per quanto la riguarda direttamente, l’ANED fin dalla fondazione, nel 1945, organizza in fraterna solidarietà tutti i superstiti dei campi nazisti e tutti i famigliari di coloro che dai l***r non sono tornati, e non deve chiedere a nessuno il permesso di partecipare alle commemorazioni dei suoi morti. Se poi il presidente della Comunità di Roma si sente più a suo agio non in compagnia di chi ha da sempre combattuto i deportatori e i persecutori, ma dei rappresentanti di forze politiche i cui gruppi giovanili inneggiano ai forni di Auschwitz, questo è con evidenza un problema suo.

L’ANED esprime all’ANPI la più fraterna solidarietà di fronte a questo odioso e strumentale attacco.»

✍️ Il Consiglio Nazionale ANED

ANED - Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti
ANPI Provinciale di Roma

16/10/2026

Mi auguro che qualche iscritto della Comunità ebraica di Roma, se non -come sarebbe giusto- la presidente nazionale dell'Ucei, voglia protestare pubblicamente nei confronti di chi oggi si è vantato di aver estromesso l'Anpi dalla commemorazione della retata nazifascista del 16 ottobre 1943. Senza rendersi conto, per ignoranza e settarismo, di aver recato un'offesa agli ebrei italiani che hanno militato da protagonisti nel movimento antifascista e partigiano per più di un ventennio prima dello sbarco a Taranto della Brigata Ebraica.
Naturalmente, e a maggior ragione, rinnoverò la tessera dell'Anpi di cui continui a sentirmi parte a pieno titolo.

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