18/08/2026
𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐫𝐛𝐚𝐫𝐢
Sirio Corbari all’anagrafe, Silvio per i familiari e gli amici: sarà il suo nome di battaglia. Nato a Faenza il 10 gennaio 1923, operaio meccanico, prima della guerra conosciuto nella zona come calciatore.
Chiamato alle armi nel 1942 e destinato al I Reggimento pontieri, si trova a casa in licenza di convalescenza quando arriva l’armistizio. Accusato dell’uccisione di un milite fascista, si rifugia in montagna e con altri giovani di diverse correnti politiche costituisce una formazione che per un anno conduce una lotta senza tregua contro i nazifascisti nel Forlivese.
Dalla motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria:
«Comandante di un battaglione partigiano da lui stesso costituito, terrorizzava con attacchi improvvisi e di estrema audacia i presidi nazifascisti della Romagna, creando attorno a sé fama di leggendario eroe, inesorabile contro ogni prepotenza ed oppressione. Decine di colonne motorizzate nemiche furono da lui sbaragliate, caserme e reparti nazifascisti furono da lui disarmati e costretti alla resa, villaggi e paesi occupati e liberati.»
Il 17 agosto 1944, dopo scontri a fuoco, Silvio si rifugia in un rustico a Ca’ Cornio con la sua compagna Iris Versari, con Adriano Casadei e con Arturo Spazzoli. Un delatore li consegna ai fascisti.
Iris si uccide per non cadere viva nelle loro mani. Gli altri tre vengono catturati. Silvio è impiccato a Castrocaro insieme a Casadei, Spazzoli è ucciso sulla strada per Forlì. I quattro cadaveri vengono appesi ai lampioni di piazza Saffi.
Aveva ventun anni.