27/04/2026
QUALCUNO SALVI AMA (E I CITTADINI) 🔴
Il comune usa il Fellini per spostare risorse dei cittadini ad un AMA in piena crisi
Il Teatro Fellini è stato per anni un simbolo culturale e identitario per la nostra città. Oggi, purtroppo, rappresenta l’ennesimo esempio di una gestione amministrativa confusa, inefficiente e priva di visione.
L’attuale amministrazione ha prima rifiutato opportunità concrete di riqualificazione – come il bando periferie che avrebbe consentito di intervenire sull’area – e oggi si trova costretta a tornare sui propri passi. Una retromarcia che certifica un fallimento politico evidente.
Siamo di fronte all’ennesimo “gioco di bilancio”, già visto nel caso della piscina: operazioni che vengono presentate come soluzioni, ma che in realtà spostano risorse senza affrontare i problemi strutturali. A pagarne il prezzo sono sempre i cittadini.
In questo contesto, è impossibile non evidenziare la situazione di AMA, che ancora oggi fatica a reggere il peso di scelte politiche discutibili, come quella della mensa gratuita, e che viene nuovamente coinvolta in operazioni che sollevano più dubbi che certezze.
Oggi si arriva al paradosso: il Comune che acquista a se stesso il Fellini tramite AMA (società partecipata del comune) dopo anni di gestione fallimentare. Tutto questo contraendo un mutuo di 29 anni.
Una scelta tardiva, che non nasce da una strategia ma dalla necessità di rimediare a errori precedenti e sanare i bilanci della partecipata comunale. Arrivano tardi, e senza quella competenza amministrativa che sarebbe stata necessaria fin dall’inizio.
Attendiamo di capire quale sarà concretamente il futuro del Teatro Fellini. Ma una cosa è già chiara: qualunque sarà la soluzione proposta, difficilmente potrà rappresentare un reale successo per la città. Nella migliore delle ipotesi, si limiteranno a pareggiare – in termini di costi e risultati – scelte che erano già state individuate in passato e ignorate per motivi puramente politici.
Il Fellini non è più sostenibile nelle condizioni attuali, e questo ormai è evidente anche a chi, fino a ieri, lo difendeva per ragioni elettorali. Il problema è che nel frattempo si è perso tempo prezioso.
Noi proponiamo un cambio di metodo e di visione.
Crediamo in una gestione trasparente, competente e sostenibile delle risorse pubbliche. Crediamo nella valorizzazione degli spazi culturali attraverso progettualità credibili, accesso a fondi pubblici e partnership che non gravino ulteriormente sui cittadini. Crediamo che le scelte vadano prese nei tempi giusti, con responsabilità e nell’interesse collettivo, non inseguendo il consenso del momento.
Il Teatro Fellini può e deve tornare a essere una risorsa per la città, ma solo attraverso una pianificazione seria, partecipata e sostenibile.
È su questo che continueremo a vigilare e a fare proposte concrete.