25/03/2026
𝑫𝒂𝒏𝒕𝒆 𝑨𝒍𝒊𝒈𝒉𝒊𝒆𝒓𝒊 𝒄𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂 𝑺𝒂𝒏 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 𝒅'𝑨𝒔𝒔𝒊𝒔𝒊 𝒏𝒆𝒍 𝑪𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑿𝑰 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒂𝒓𝒂𝒅𝒊𝒔𝒐, 𝒅𝒆𝒔𝒄𝒓𝒊𝒗𝒆𝒏𝒅𝒐𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒆 𝒂𝒓𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊𝒗𝒊𝒏𝒐 𝒆 𝒖𝒏 𝒔𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒐𝒗𝒆𝒓𝒕𝒂', 𝒆𝒍𝒆𝒗𝒂𝒏𝒅𝒐𝒍𝒐 𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝑪𝒉𝒊𝒆𝒔𝒂.
Ricordiamo San Francesco nell'ottavo centenario della morte del santo. 1226-2026 #𝑫𝒂𝒏𝒕𝒆𝒅𝒊
Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che ‘l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
Indi sen va quel padre e quel maestro
con la sua donna e con quella famiglia
che già legava l’umile capestro.
Né li gravò viltà di cuor le ciglia
per esser fi’ di Pietro Bernardone,
né per parer dispetto a maraviglia;
ma regalmente sua dura intenzione
ad Innocenzio aperse, e da lui ebbe
primo sigillo a sua religione.
Poi che la gente poverella crebbe
dietro a costui, la cui mirabil vita
meglio in gloria del ciel si canterebbe,
di seconda corona redimita
fu per Onorio da l’Etterno Spiro
la santa voglia d’esto archimandrita.
E poi che, per la sete del martiro,
ne la presenza del Soldan superba
predicò Cristo e li altri che ‘l seguiro,
e per trovare a conversione acerba
troppo la gente e per non stare indarno,
redissi al frutto de l’italica erba,
nel crudo sasso intra Tevero e Arno
da Cristo prese l’ultimo sigillo,
che le sue membra due anni portarno.