22/04/2026
NAZIONALE MONDIALI OUT : IL PUNTO SUL CALCIO ITALIANO, I RAGAZZI, LE SOCIETÀ, I GENITORI, LE AMMINISTRAZIONI LOCALI, CON OPERATORI DEL SETTORE
•Supervisione generale: Antonio Sartori di Borgoricco consigliere dirigente ASD Liventina San Odorico
•Supporto attivo e consulenza tecnica: Donato Luise allenatore giovanile
•Genitore e civico gruppo Laboratorio 33077: Massimo Dall’Agata
I fallimenti devono essere l’occasione per ripartire e migliorare.
Il 3° fallimento consecutivo della Nazionale italiana di Calcio nella qualificazione ai Mondiali può essere sfruttato positivamente per una riflessione sul declino del movimento calcistico partendo dalle basi: è necessario ripensare il ruolo del calcio giovanile all'interno delle nostre comunità, passando da una logica di selezione precoce a una di valorizzazione inclusiva.
Dal risultato di giornata al benessere educativo: un nuovo welfare sportivo
Le Amministrazioni Locali come Registi del Cambiamento
I Comuni, pur con strumenti limitati, possono orientare il sistema premiando le società che investono nel futuro dei ragazzi anziché limitarsi a osservare risultati, classifiche o marcatori.
Spesso la "retorica dell’inclusione" nasconde atteggiamenti selettivi basati sulla fisicità già dai primi calci; per contrastare questo fenomeno, la proposta è adottare una politica di finanziamento per merito, basata su criteri educativi e tecnici oggettivi.
Il Comune deve mettere in atto ed iniziare a finanziare chi protegge il benessere dei bambini. Il finanziamento del 15-20% deve essere condizionato a:
•Neutralizzazione del "Carrierismo": Premiare le società che mantengono continuità tecnica, scoraggiando allenatori e dirigenti che usano i bambini come trampolino per la propria visibilità immediata a discapito della crescita dei piccoli atleti.
•Certificazione della Tecnica: Verificare che le ore siano dedicate alla tecnica individuale (divertimento e padronanza) invece che a tattiche di squadra esasperate utilizzate solo per vincere le partite della domenica.
•Garanzia di Inclusione: Il contributo deve essere subordinato al rispetto del "Minutaggio Garantito", assicurando che nessun bambino venga scartato o lasciato in panchina per favorire la vittoria immediata.
Il Modello di Valutazione: Indicatori per il Welfare Sportivo:
Riservare l'assegnazione di una quota di fondi comunali incentivante in misura, ad es, del 15/20% — da intendersi come parte del welfare cittadino — dovrebbe basarsi su indici misurabili che premino la qualità dell'offerta formativa.
Un puro esempio di indici di Valutazione per il rilascio del finanziamento integrativo è riportato nell'immagine 1
"Green Card" : Incentivo Fair Play
Negli indici di valutazione si inserisce il premio fair play (Green Card) dato durante l'attività di base (fino agli Esordienti). Il dirigente deve premiare i bambini che compiono gesti positivi, come fermarsi per aiutare un avversario dopo un fallo. Questi episodi vengono messi a referto e rendicontati trimestralmente o a fine stagione, costituendo un punteggio incrementale per il contributo del Comune.
Ruolo di Famiglie ed Educazione al Tifo
Un pilastro fondamentale del cambiamento riguarda il rapporto tra genitori e sport.
È necessario che il Comune, in collaborazione con le società, organizzi seminari di educazione allo sport per il genitore.
•Sostegno positivo: Evitare genitori in tribuna che offendono; promuovere un pubblico (genitori, nonni, famiglia) che inciti nei momenti belli e brutti.
•Rispetto dei ruoli: L'avversario e l'arbitro sono spesso bambini o ragazzi della stessa età dei propri figli e meritano lo stesso rispetto.
•Contrasto al "Baby Parking": Il calcio non deve essere uno scarico per andare a fare la spesa; il bambino vuole la presenza della famiglia, ma una presenza che non lo metta in difficoltà.
•Il post-partita: A fine gara il genitore deve chiedere solo se il figlio si è divertito, evitando analisi tecniche che mettono il bambino in conflitto con le istruzioni del mister.
Il “Gioco di Strada" e il Patrimonio Urbano
Oltre all'attività strutturata, è vitale recuperare la dimensione del gioco spontaneo, oggi assente a causa della sedentarietà e della mancanza di luoghi informali adatti
•Aree Verdi e Campetti: L'amministrazione comunale deve individuare aree dove realizzare campetti da calcio informali e aiutare volontari a gestire spazi verdi dove oggi i bambini giocano sempre meno.
•Apprendimento Spontaneo: Molte competenze tecniche non si apprendono con la "tecnica morta" (esercizi statici), ma passando ore con il pallone tra i piedi in strada, creando regole basate sul rispetto reciproco.
Modelli alternativi: Qualità oltre l'Agonismo
L'esperienza della Norvegia dimostra che ridimensionare la competitività esasperata e il risultato immediato in età evolutiva non è controproducente, nemmeno in termini di risultati internazionali. Adottare criteri simili significa:
•Evitare la selezione precoce: Gli allenatori non scartano i ragazzi meno "pronti" per vincere la partita, poiché il sostentamento della società dipende dalla permanenza dei ragazzi, non dai punti in classifica.
•Elevare la tecnica media: Obbligare le società a investire nella formazione tecnica migliora il livello complessivo del calcio locale nel lungo periodo.
•Sostenere le famiglie: Il calcio cessa di essere una spesa o un parcheggio, diventando un servizio sociale di qualità garantito da standard definiti dal Comune.
•Limitare il carrierismo: È necessario arginare le dinamiche di allenatori o dirigenti che cercano visibilità immediata per la propria carriera a discapito della crescita dei ragazzi.
•Inclusione in campo: Proporre allenamenti trimestrali dove genitori e figli stanno in campo insieme, vivendo lo sport in simbiosi in maniera corretta ed educata.
Conclusioni: Calcio
Spostando il focus e i finanziamenti dal "tabellino della partita" agli obiettivi rilevanti di prospettiva un'amministrazione deve incentivare chi vede il campo sportivo come una scuola di tecnica e di vita, interagendo tra assessorati allo sport e al welfare.
L'obiettivo non è solo formare atleti migliori, ma costruire una comunità coesa che "calcifichi" relazioni durature tra ragazzi dello stesso quartiere.
Insegnare la libertà e il gusto del superamento di sé permette di far emergere talenti veri, dotati di fantasia ed estro, superando il modello dei "calciatori robot" moderni che spesso mancano delle basi tecniche fondamentali, come il calciare correttamente di collo pieno.