16/07/2026
Quale sicurezza a Salò?
La realtà quotidiana di Salò sta smentendo clamorosamente le rassicurazioni dell'attuale Amministrazione: i cittadini e i turisti percepiscono la nostra città come un luogo sempre meno sicuro.
Le cronache locali parlano chiaro, descrivendo una quotidianità inaccettabile fatta di catenine strappate dal collo in pieno giorno alla stazione dei pullman, risse e schiamazzi continui, e baby gang che spadroneggiano nei bar del centro pretendendo di consumare senza pagare, fino ad arrivare ai tentati furti di imbarcazioni al porto. Il tutto a tacere degli innumerevoli furti che si consumano quotidianamente in minimarket e supermercati.
A questo si aggiunge un preoccupante danno d'immagine a livello internazionale: negli ultimi mesi la stampa estera ha persino descritto il Lago di Garda come un territorio in cui la malavita si sta radicando nel tessuto imprenditoriale. Il problema della criminalità minorile e delle baby gang, un fenomeno un tempo tipico solo dei grandi agglomerati urbani, è ormai esploso anche nella nostra realtà, portando molti cittadini aggrediti e commercianti derubati a rinunciare persino a sporgere denuncia, frustrati dalla consapevolezza che l'età minore degli autori renderà vana ogni pretesa punitiva .
E di fronte a questa escalation, qual è la strategia dell'Amministrazione messa nero su bianco nel Piano Esecutivo 2026-2028? La creazione di una "comunità educante", le reti con le parrocchie e la promozione di "percorsi di giustizia riparativa".
Già perché la gente viene aggredita e derubata per strada, e la priorità della giunta è far fare ai colpevoli la "rielaborazione dell'esperienza".
Tutto questo mentre il sistema di videosorveglianza cittadino risulta inefficace o inadeguato, e il vero lavoro di prevenzione sul territorio e nelle scuole è totalmente assente.
I cittadini non hanno bisogno dell'indulgenzialismo estremo della sinistra o della retorica della "sicurezza partecipata": i salodiani non devono formarsi per sostituirsi a chi ha il dovere di garantire l'ordine pubblico, ma pagano le tasse per essere difesi.
Serve un cambio di passo radicale: tolleranza zero, sanzioni vere e sicurezza concreta.
Come già proposto in passato da voci critiche verso l'attuale gestione (come la consigliera Erminia Bonfanti), è fondamentale garantire una copertura del territorio articolata su 24 ore, impiegando le forze dell'ordine e le migliori tecnologie disponibili. Il personale della polizia locale deve essere formato, messo in condizione di intervenire tempestivamente e dotato di strumentazione adeguata per respingere ogni offesa alle persone e al patrimonio. Inoltre, è ora di smettere di deresponsabilizzare le famiglie: l'Amministrazione deve avere il coraggio di chiedere il risarcimento dei danni direttamente ai genitori dei minori delinquenti, per culpa in educando e vigilando.
In questo quadro di inazione locale, Fratelli d'Italia sta già dimostrando con i fatti da che parte sta.
A livello istituzionale, infatti, Fratelli d'Italia, attraverso figure come Romano La Russa, si è schierata apertamente a favore della tutela del Garda, offrendo un esplicito e concreto aiuto economico alle località gardesane, tra cui la nostra Salò, proprio allo scopo di garantire una maggiore protezione.
Mentre l'attuale Amministrazione continua a fare proclami vuoti giustificando chi sbaglia dietro la scusa del "disagio sociale", Fratelli d'Italia offre risorse e soluzioni reali.
Urge una presa di coscienza immediata e l'uso del polso fermo contro la microcriminalità, prima che l'immagine e la vivibilità della nostra amata Città vengano distrutte del tutto.
Fratelli d’Italia Salò