12/06/2026
🔴SULLA DISCIPLINA DELLA MOVIDA E ALTRE URGENZE NON URGENTI
Dalla prima lettera di Vincenzo ai Prefetti: sulla disciplina della movida e altre urgenze non urgenti
“Al fine di meglio disciplinare le attività musicali svolte nelle aree esterne di pertinenza dei pubblici esercizi” si “ordina” che “nelle aree esterne di pertinenza dei pubblici esercizi è vietato lo svolgimento di spettacoli ed intrattenimenti musicali con musica dal vivo, amplificata e non.”
Vincenzo, ci aspettavamo un’ordinanza repressiva, ma non così ridicola.
Appena rieletto per il quinto mandato, il primo atto politico di rilievo non riguarda trasporti, casa, lavoro o servizi pubblici. Riguarda una chitarra tra i tavolini di un bar.
Niente piano per la mobilità notturna. Niente interventi sul trasporto pubblico e sulla sua accessibilità. Non una parola sulla sicurezza sul lavoro o sul lavoro precario. Nessuna strategia per gli spazi sociali e culturali della città. Il primo messaggio della nuova amministrazione è un divieto semplice, immediato, a costo zero.
L’ordinanza è rigida e sproporzionata, senza tener conto del danno sociale subito dalla comunità cittadina, per l'ennesima volta privata dei pochi spazi di aggregazione giovanile esistenti.
È curioso notare come i locali del sottopiazza della Libertà siano stati esclusi dal divieto, perché ritenuti lontani dalle abitazioni, mentre tutti gli altri no. Piazza della libertá, un deserto di cemento sul mare all'ombra di un mostro ecologico, cartolina della "Salerno bene" che paga 12 euro per un cocktail in riva al mare. L'unica Salerno che quest'amministrazione vuole continuare a garantire.
Perchè quello rimane il punto: il problema non è il rumore, bensì ciò che il sindaco definisce "cafoni, volgarità, imbecilli". Il linguaggio usato divide la città tra ciò che è considerato civile e ciò che è considerato indecoroso, tra ciò che è accettabile e ciò che va rimosso.
Ma chi decide il confine? Chi stabilisce quale forma di socialità sia legittima e quale invece debba essere espulsa dallo spazio pubblico? Come spesso accade con Vincenzo De Luca, il metro non sembra essere tecnico o amministrativo, ma culturale. E coincide troppo spesso con il gusto personale di chi governa, che non amministra una città nella sua complessità, ma sembra selezionarne le parti che gli piacciono.
La città si ritrova ancora una volta divisa tra chi la vive e chi la subisce, confusa in un dividi et impera in cui la politica si limita a produrre divieti che danno un’illusione di controllo.
Governare sembra sempre di più oramai una questione di immagine, di pure performance attoriale e in tutto questo certe ordinanze, più che ad amministrare un problema, servono proprio a metterlo in scena.
Noi vogliamo una Salerno in cui la musica, l'arte, la socialitá non siano una merce per chi la può pagare, ma siano una ricchezza per tutti, nelle strade, nei locali e nei quartieri.
Costruiamo l'alternativa. Cambiamo tutto!