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03/07/2026

Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.

È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari.

Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente.

Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore.
Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari.

Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre.

Da quasi due anni le forze che sostengono il Governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla Presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto.

Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso.

Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone.
Mentre incombe un'infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l'Italia - chiamato Media Freedom Act - che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo.

Nel frattempo assistiamo a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni, di chiarimenti. Nulla.

Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l'appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l'indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali.

Chi ha potuto se n'è andato. Compresi i telespettatori.
Ad altri è stata mostrata brutalmente l'uscita.

La cosa che più mi ha colpito è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili.

Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d'oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate.

Perché oggi?
Perché la misura è colma. Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo.

Io non sono disposta a trascorrere l'ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai.

Non considerate queste dimissioni una resa. Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia.

Di libertà, perché le considero il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati.
Di denuncia, perché considero ciò che è accaduto alla Commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non possiamo sottovalutare. Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare.

Barbara Floridia

30/05/2026
23/05/2026

«Gli attacchi di Vannacci ad Alessandra Todde sono strumentali e lasciano il tempo che trovano. Non accettiamo lezioni da chi rivendica un legame con la Sardegna ma, da europarlamentare, non ha mai fatto nulla di concreto per quest’Isola.” Le dichiarazioni di oggi dimostrano una cosa molto semplice: Vannacci conosce poco la Sardegna e non si è mai occupato davvero dei suoi problemi. Sul lavoro di Alessandra Todde contano i fatti, Vannacci si occupi dei dossier che passano dall’Europa e faccia il suo lavoro. Difenda gli agricoltori da chi vuole indebolire la Politica agricola comune, difenda il Fondo di coesione da chi punta a ridimensionarlo e si batta per tutelare gli interessi delle isole e dei territori insulari».

Così ha dichiarato Alessandro Solinas M5S, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna.

13/05/2026
28/04/2026

Oggi inizia per me ufficialmente una nuova responsabilità.
Sono cresciuto politicamente dentro questo progetto, passo dopo passo, condividendo battaglie, idee e visione con tante persone straordinarie.

Oggi, dopo essere già stato votato dal consiglio nazionale, a seguito di un confronto con i territori, assumo ufficialmente il ruolo di coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza che davanti a noi ci sono sfide decisive per il futuro della Sardegna e del Movimento, succedo a Ettore Licheri, che ringrazio per il lavoro svolto e al quale faccio i migliori auguri nel ruolo di nuovo vicepresidente, ringrazio anche Giuseppe Conte per la fiducia mostrata nel volermi affidare questo incarico.

Ci aspetta un grande lavoro, per portare avanti il quale so che potrò contare sui nuovi coordinatori provinciali, su tutti i nostri parlamentari, consiglieri regionali e comunali, ma soprattutto sui tanti attivisti e simpatizzanti sparsi per la nostra isola, il cui coinvolgimento e apporto saranno fondamentali.

Sarà fondamentale il rapporto e la presenza che garantiremo indipendentemente a tutti i territori che vorranno contribuire al nostro progetto di governo e di crescita. Nei territori da oggi inizierà il mio lavoro, con i gruppi territoriali e con tutte le forze vive e vivaci della nostra società.

Metteremo al centro del nostro lavoro il contrasto allo spopolamento, la spinta all’innovazione, la sanità, la crescita economica dei territori e la costruzione di nuove opportunità per le giovani generazioni, continueremo a lavorare insieme alla nostra Alessandra Todde, nella grande sfida per il futuro della nostra isola.

Il nostro cammino politico continua, più forte, più maturo, ma con lo stesso entusiasmo del ragazzo che tanti anni fa si è iscritto al movimento per cambiare le cose, un entusiasmo che coltivo ogni giorno per non dimenticarlo mai.

22/04/2026

Bentornato in Sardegna, Sigfrido!

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