31/08/2026
A leggere le parole — o, meglio, a tradurle — dell’Imam Arif Mahmud della comunità bengalese di Mestre, via via che si procede nel testo, i peli sulle braccia si dispongono sempre più perpendicolari alla pelle. Ti si accappona la pelle, ti si torce la bocca dello stomaco e la fame ti passa, per lo meno, per qualche ora. Se poi si comincia a pensare a tutte le frasi, le arringhe e le prediche di quella banda di politicanti finto-progressisti sull’inclusione e sull’integrazione, lo stomaco ti si serra in modo così violento che il Ramadan lo fai anche se non vuoi.
Primo inciso: inutile fare tutto il preambolo sul fatto che la libertà religiosa sia sacrosanta e che ciascuno possa pregare di fronte a un Cristo, prono su un tappeto, davanti a un Buddha o al cospetto di una pira funeraria lungo il Gange. La libertà religiosa è una cosa. Il rispetto delle regole è un’altra. E, soprattutto, lo è il rispetto della cultura del Paese in cui arrivi. Che ti piaccia e anche che non ti piaccia. Fine dell’inciso.
“Se chiuderanno le moschee, ogni nostra casa diventerà una moschea! Daremo grande importanza alla formazione di famiglie che seguano l'abbigliamento e i valori della Sunna”.
Secondo inciso: la Sunna sono gli usi, le consuetudini, le tradizioni che un buon musulmano dovrebbe seguire in quanto erano quelle seguite dal Profeta Maometto. Cioè usi, consuetudini e tradizioni in voga quattordici secoli fa. Tra le tribù beduine della pen*sola araba. Fine dell’inciso.
Per insegnarle ai pargoli, Mahmud propone addirittura di integrare l’istruzione islamica a quella pubblica, “perché quella islamica è migliore”. Toh!
Poi passa a noi occidentali, descritti come una cloaca di puttane, alcol, gioco d’azzardo e oscenità varie. (Pensa che schifo ve**re a vivere in questo sudiciume quando puoi avere Dacca o Lahore).
E arriva una profezia che ha tutto il sapore di una dichiarazione di guerra. Ve la voglio citare: “Arriverà il momento in cui la società occidentale, immersa nell'alcol, nella sessualità, nel gioco d'azzardo e nell'oscenità, sarà sul punto di perdere la propria identità. Allora saremo noi — islamici — a preservare questo Paese!”.
È quella che cita lei, imam, l’integrazione?
È così che si fa dalle vostre parti?
Per quanto mi riguarda tenetevi la vostra misericordia, che io sguazzo di gran lunga più volentieri nel peccato. Nella mia “oscenità occidentale”.
_Inshallah_, imam.
Detto questo, ne ho parlato oggi su Il Giornale.
Link: https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/sermoni-infuocati-e-trattative-il-doppio-gioco-dei-bengalesi/
_*Giulio Bonet*_
_Il Giornale_
Dopo la protesta, il presidente della Comunità islamica tenta di sedare le polemiche e invita alla moderazione. L’imam si dà all’invettiva: “Tutte le nostre case diventeranno moschee”