13/05/2026
Ciao Guido!
Tra i ricordi che si stanno susseguendo in queste ore, vogliamo ripartire da quella tua ostinata, ma pur sempre luminosa, semplicità con cui ha attraversato il secolo più buio. Quel Novecento che ti ha visto in prima fila, come partigiano e come volontario sulla Linea Gotica, compiendo la scelta più coraggiosa che potesse esserci: donarci la libertà.
E la tua vita, caro Guido, è stata un dono. Un dono per gli altri. Un dono per le nuove generazioni. Sempre.
Senza mai smettere di essere uno dei ragazzi di allora, come amavi ripetere.
Non hai mai raccontato la Resistenza ammantandola di vuoto eroismo, ma come qualcosa di naturale, quasi d’inevitabile. «Si doveva fare», dicevi. E in quelle tre parole c’era tutto. La paura, certo, ma anche la dignità di chi non ha voluto mai piegarsi. La giovinezza rubata e, al tempo stesso, la forza di chi sceglie la parte giusta della storia senza sapere se vedrà il domani.
Ma vogliamo ricordarti anche nel tuo impegno in Consiglio comunale, nella fila del Partito Comunista Italiano.
Attento, leale, tenace con i compagni di partito, mosso dalla volontà di contribuire al benessere sociale della nostra comunità.
Tra tutto questo, rivediamo il tuo guardo: limpido, diretto, curioso. Ripensiamo a quella calma fermezza, a quella di chi ha visto il peggio e ha continuato a credere nel meglio. Quando parlavi dei compagni caduti, la voce si abbassava appena, come se li chiamassi per nome uno ad uno. Non c’era tristezza, ma una specie di rispetto sacro, come se fossero ancora lì, accanto a te.
Guido Lisi non è stato solo l’ultimo partigiano. È stato un ponte tra ciò che siamo e ciò che rischiamo di dimenticare. È stato un insegnamento continuo, portando intere generazioni Sangimignanesi, e non, sui sentieri di Montemaggio: la prova che la libertà non sia un concetto astratto, ma un volto, una scelta, un ragazzo di vent’anni che lascia casa e cammina verso l’ignoto, perché sente che non può fare altrimenti.
Grazie Guido, per tutto, gli insegnamenti,
i ricordi, le passeggiate, le emozioni, i sorrisi,
le parole folgoranti.
La comunità democratica si stringe attorno alla famiglia di Guido: alla moglie, ai figli, ai nipoti.