07/09/2020
AMBIENTE, ECONOMIA E POLITICA
È tempo di elezioni amministrative, un tempo sincopato in cui viaggiano veloci idee, proposte strampalate, visioni agnostiche e progetti olistici.
È tempo di promesse ed impegni sulla qualunque, tutto per affascinare gli elettori e rosicchiare consenso.
È giusto, normale, necessario? Sicuramente funzionale.
Anche noi alla finestra osserviamo, leggiamo, interveniamo in qualche discussione sui social per capire quali siano i temi più sensibili su cui si confrontano liste e candidati.
Abbiamo preso atto che le questioni ambientali - a noi particolarmente care - sono trattate con un taglio elementarmente populista, puntando alla pancia dell’elettorato, al disagio ed alla pericolosità dei roghi tossici, alla tragedia delle discariche abusive, all’impatto emotivo sulle questioni legate alla raccolta differenziata, alla gestione spicciola dei rifiuti ingombranti.
Per ca**tà elementi di disagio riconosciuti e reali.
A nostro avviso manca però un ragionamento sistemico, latitano cioè idee progetto cantierabili per realizzare iniziative di valore economico-sociale che puntino a prevenire, magari con l’obiettivo di attivare un percorso serio verso il “Zero Waste” dimostrando nel concreto che ogni rifiuto è una risorsa reale.
Chi ha sensibilità politica sa perfettamente che ogni iniziativa valida deve partire a livello locale in modo che inneschi un moltiplicatore virtuoso a livello provinciale e regionale, in mancanza tutte le istanze di soluzione si ridurranno a intervenire solo sui danni fatti.
A dirla tutta non possiamo più permetterci di gestire solo le emergenze perché nel prossimo futuro saranno sempre più devastanti e difficili da controllare.
Scegliere con attenzione chi ci rappresenterà sarà strategico, basta con il simpatico cugino improvvisamente fulminato sulla via per il palazzo.
Una nuova e performante leadership ha bisogno di contare su “eroi” veri - con visione politica - che si dedichino ad amministrare con competenza e determinazione, merce rara da trovare nelle decine di liste civetta che accolgono portatori d’acqua (spesso pochi voti di famiglia) risucchiati nel calderone del calcolo meramente numerico:
perché, come diceva il grande Totò, è la somma a fare il totale.
Praticare politica nelle amministrazioni locali vuol dire confrontarsi con l’esistente, valutare il tessuto sociale, culturale e produttivo della propria area di competenza: è tra quelle trame che si trovano le migliori risorse.
E, per quanto ci riguarda, nessuno sinora ci ha chiesto supporto.