19/12/2025
Da allora è cominciato il declino del PD e dell'Italia.
Renzi è stato rivoltato come un calzino ma nulla è stato trovato a suo carico.
Lui e la sua famiglia sono usciti indenni da tutte le accuse e le calunnie
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Quel giorno, tutti facemmo errori …
Fu un giorno che cambiò la storia di questo paese.
La riforma costituzionale Renzi- Boschi, aveva brillantemente superato le votazioni in parlamento.
I contenuti della riforma a referendum indetto, furono ampiamente spiegati, in ogni luogo del nostro paese.
Era una riforma che non stravolgeva già l’indomani nei punti che andava ad aggiornare, anche perché era una visione a medio lungo termine.
Ad un certo punto, a parte le opposizioni e da quelle ti aspetti ostacoli quando sei al governo, fu lo stesso partito del premier, il Pd a rivoltarsi contro il suo PdC e segretario Matteo Renzi.
Un po’ affascinati dalle piazze 5S, allora a guida Grillo.
Ma la ragione più importante era un’area ancora potente, forte, ancorata a vecchi dogmi ancora eredi del PCI , che anche se in lenta decadenza, gli stessi che contestarono le scelte di Berlinguer sul compromesso storico, checché ne dicano oggi, da allora cominciarono ad isolarlo, anche se ancora politicamente non visibile e/o percepito dai più.
Quel potere mal digeriva il successo di Renzi, nonostante il suo 41% alle europee, nonostante segretario per ben due volte eletto con quasi il 70% .
Misero indegnamente avanti a tutto, la paura di perdere potere, poltrone .
Non lo fecero certo per il bene del paese, da allora certamente il Pd non arrivo’ mai più alle percentuali che ben abbiamo raggiunto in quel periodo.
Cominciarono cattiverie infinite,sostenute dai 5S, e da una certa stampa compiacente che trovò argomenti su argomenti per svilire Renzi, il referendum, il suo operato, nonostante in quei mille giorni fece cose per il paese, reali, visibili fin da subito, che non si videro più.
Eravamo cresciuti con quel Pd, con quella sinistra, avevamo creduto in quella sinistra, dal pci e in tutte le sue formule successive finì al Pd, mai ci sfioro’ il pensiero, nonostante alti e bassi della sua storia, non è che era perfetto e fece i suoi errori, che avrebbero alzato un muro di fuoco amico, fino a distruggere le cose migliori.
L'ossessione di perdere potere, poltrone, protagonismo, sviluppo’ rancore, invidia.
UNO DEGLI ERRORI PIÙ GROSSI DEL GOVERNO RENZI FU CERCARE DI FARE CHIAREZZA SUL PATRIMONIO DEL PARTITO.
Si sa che il premier, il segretario, in un partito sono di passaggio, il patrimonio invece segue sempre il partito, in tutte le sue declinazioni, questo non avvenne. Dopo la svolta del Lingotto , chi deteneva il controllo del patrimonio, non aveva e non ha a tutt’oggi intenzione di passare il testimone.
Bonifazi, allora tesoriere del Pd , su mandato di Renzi si rivolse al tribunale e con vittoria, per invitare ad ottemperare a quel passaggio legalmente dovuto, questo l’ombra grigia che da sempre si aggira in quella sinistra e che gestisce quel patrimonio,con la moglie e Sposetti, non lo perdono’ mai e arrivo’ a lanciare quel bruttissimo anatema verso Renzi, che ancora c’è !
Dopo la bocciatura del referendum Renzi in una drammatica conferenza ammise la sconfitta e si dimise da ogni carica politica, altro errore, altri prima di lui p***ero passaggi importanti ma non si dimisero, come ad esempio un tal D’Alema.
Mentre eravamo tutti sconcertati, delusi, dispiaciuti, in tanti non trovarono di meglio che criticare il maglione che indossava Agnese , pessimo segnale di una certa Italia molto superficiale e ignara che in realtà fu un disastro, non per Renzi , anche, ma per il paese intero, indimenticabile, l’immagine dei colleghi di partito, Speranza, Bersani, così , giusto per non far nomi, che brindavano alla sconfitta.
Tanti italiani cominciarono a seguire l’onda della piazza, gli urlatori, la massa informe, anteponendo l’apparenza alla sostanza,
E COMINCIÒ UNA LUNGA E ANCORA ATTUALE DESERTIFICAZIONE DEL SENSO REALE DELLE COSE.
Bella la festa , noiosa la consapevolezza del valore della politica e di un progetto serio.
NON AVEVAMO CAPITO, NON AVEVAMO AFFERRATO COME QUEL RAGAZZO CAPACE, INTUITIVO, IN GRADO DI PERCEPIRE IL FUTURO, FOSSE FASTIDIOSO PER CHI NON VOLEVA CHE NIENTE CAMBIASSE.
Una valanga denigratoria addosso a Matteo Renzi, e tutto cominciò con criticare e deridere un maglione della signora Agnese, in uno dei momenti più drammatici della storia del Pd .
Dissero che era colpa dell’ego del premier, che aveva personalizzato il referendum costituzionale, certo che si, era un capolavoro di politica moderna, intuitiva , che parlava di futuro, in quanto ad ego, se vogliamo, cominciamo a far nomi… e la fila diventa lunga.
Tuttavia nessuno di noi accettò che Renzi si fermasse così, e praticamente lo costringemmo a rialzarsi, a fare l’unica cosa che doveva fare, ricominciare.
E lui ricominciò , nonostante tutto, nonostante tutti.
Nove anni difficili, nove anni di attacchi continui, politici e giudiziari, e ha combattuto le sue battaglie nelle sedi opportune, tante le ha vinte, quelle giudiziarie tutte!
Tuttavia tanti finti amici, da lui hanno avuto tanto, per poi andarsene criticandolo sempre con astio e cattiveria, per poi fingersi santi con sopra la testa un’aureola di cartone riciclato.
Una stampa sempre pronta a dir male, con generosi suggerimenti di antichi amici.
Giornalisti che a dire il vero mi fanno pure tenta tristezza, se da nove anni girano sempre attorno allo stesso argomento, incapaci di un articolo proprio, sono l’esempio della povertà ,della leggerezza , della superficialità di un popolo troppo pigro, per pretendere un’informazione più ricca nei contenuti, più reale, più vicina al paese vero, mentre Matteo Renzi continua ad avere ragione sulle sue intuizioni, che nemmeno sono tanto lontane, anche se questi nove anni li abbiamo sofferti giorno per giorno e senza sconti.
E il sorriso, l’intelligenza, l’incapacità di offendere l’avversario, rimane un tratto distintivo di un leader che tutti hanno riconosciuto e riconoscono, tranne gli italiani.
Ma si sa, la verità non è particolarmente amata, e Renzi non parla mai di lustrini e cotillon, balocchi e profumi, parla del paese reale, dei problemi, dei guai per tutto ciò che resta irrisolto e prima poi ci si dovrà fare i conti .
Allora sbagliammo tutti,perché incapaci di prevedere e pensare a tanta cattiveria.
Ma siamo ancora qui, convinti, tenaci, certi che il meglio deve ancora venire… prima o poi, meglio prima, visti i tempi che corrono, anche quell’Italia dormiente finirà per svegliarsi. Il migliore non dobbiamo cercarlo, lo abbiamo già! Maria Amadesi