Acli circolo Pio La Torre

Acli circolo Pio La Torre Circolo Acli Pio La Torre di San Giuseppe jato,

Occorre uno stato ed inadeguatezza società  più attenta.malhttps://www.facebook.com/share/17U9V5h7rD/
07/06/2026

Occorre uno stato ed inadeguatezza società più attenta.
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AMENDOLARA, ACLI: "UNA FERITA AI VALORI DELLA REPUBBLICA. OICCORRE UNA RIVOLTA DELLE COSCIENZE CONTRO SFRUTTAMENTO E CAPORALATO"

Una delegazione Acli sarà alla mobilitazione nazionale promossa da CGIL e FLAI CGIL

Le ACLI nazionali esprimono profondo dolore e sgomento per l’orrore consumatosi ad Amendolara, dove tre lavoratori migranti, vittime di un gesto disumano che deve scuotere le coscienze del Paese, hanno perso la vita in circostanze drammatiche che impongono verità, giustizia e responsabilità.

«Non possiamo limitarci all’orrore o alla commozione del momento» dichiara Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI. «Queste morti interrogano profondamente il Paese e chiamano in causa la responsabilità collettiva di contrastare ogni forma di sfruttamento, marginalizzazione e disumanizzazione. Quando una persona viene privata della propria dignità, quando il lavoro perde il suo valore umano e diventa terreno di abuso e sopraffazione, è l’intera comunità democratica a essere ferita. Il lavoro emancipa, vivifica ma non uccide».

Le ACLI chiedono che le autorità competenti accertino rapidamente i fatti e individuino tutti i responsabili. Al tempo stesso, ritengono necessario rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo, al caporalato e alle reti criminali che prosperano sulla vulnerabilità di tanti lavoratori migranti.

«Questa tragedia – dichiara Gianluca Mastrovito, delegato nazionale ACLI alle Politiche dell’Immigrazione e dell’Accoglienza – impone una riflessione profonda sul modo in cui il nostro Paese guarda alle migrazioni e sul crescente processo di invisibilizzazione delle persone migranti e dei loro diritti. Troppo spesso uomini e donne vengono percepiti esclusivamente come forza lavoro, numeri o problemi da gestire o categorie astratte, mentre vengono oscurate le loro storie, le loro aspirazioni e la loro dignità. Quando una persona diventa invisibile agli occhi della società, diventano invisibili anche i suoi diritti, le condizioni in cui vive e lavora, le ingiustizie che subisce. È in questo spazio di indifferenza che trovano terreno fertile sfruttamento, violenza e sopraffazione. Nessuno dovrebbe essere condannato all’invisibilità sociale o all’indifferenza».

Le ACLI ribadiscono il proprio impegno per una società fondata sull’accoglienza, sulla giustizia sociale e sulla piena tutela dei diritti umani, nella convinzione che la sicurezza, la legalità e la coesione sociale si costruiscano attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e la promozione di un lavoro libero, regolare e sicuro.

Di fronte a quanto accaduto ad Amendolara, il silenzio non è possibile. È il momento della responsabilità, della vicinanza alle famiglie delle vittime e di una rinnovata assunzione di impegno da parte delle istituzioni, del mondo del lavoro, del terzo settore e dell’intera società civile.

Per questo una delegazione delle ACLI sarà presente domani 06 giugno alla mobilitazione nazionale promossa da CGIL e FLAI CGIL in programma ad Amendolara, per chiedere verità e giustizia, per ribadire il rifiuto di ogni forma di sfruttamento e caporalato e per affermare che la dignità del lavoro e della persona non possono essere negoziate.

Perché nessuna vita umana può essere considerata marginale. E perché la Repubblica resta fedele a sé stessa solo quando sa riconoscere e proteggere la dignità di ogni persona, senza distinzione di origine, nazionalità o condizione sociale.

Fonte: www.acli.it

Oggi Pace, libertà,  democrazia e solidarietà i valori che vogliamo celebrare.mal
02/06/2026

Oggi
Pace, libertà, democrazia e solidarietà i valori che vogliamo celebrare.
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01/06/2026

Qualità della vita
Target: ANZIANI
Secondo una recente indagine del Sole24Ore, la provincia di Trieste è il luogo ideale per chi ha più di 65 anni.
I parametri presi in considerazione vanno dall’Importo medio delle pensioni, alla Presenza di medici specialisti, ai soldi che gli enti pubblici spendono per l’Assistenza Domiciliare, alla vicinanza di Servizi e Negozi, ai posti disponibili nelle RSA, all’assenza di Inquinamento acustico.
In questa classifica, in Sicilia:
Catania al 22; Palermo al 42. Tutte le altre città capoluogo sono nella metà superiore sui 107.
Sotto alcuni grafici illustrativi.
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FAP ACLIVerso il 7° Congresso Nazionale.A Caltanissetta il 30 maggio si svolgerà il IV Congresso Regionale Fap Acli Sici...
28/05/2026

FAP ACLI
Verso il 7° Congresso Nazionale.
A Caltanissetta il 30 maggio si svolgerà il IV Congresso Regionale Fap Acli Sicilia.
Fra i delegati della provincia di Palermo il Segretario provinciale di Palermo Nino Tranchina ed il segretario del circolo Jatino Giovanni Turdo.
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Pensavano, i mafiosi, di assoggettare i Siciliani e lo Stato con la loro violenza, invece hanno fatto nascere la determi...
23/05/2026

Pensavano, i mafiosi, di assoggettare i Siciliani e lo Stato con la loro violenza, invece hanno fatto nascere la determinazione di non volerli più subire.

Sapere aiuta a scegliere  meglio.malhttps://www.facebook.com/share/1E9a7nF72q/
21/05/2026

Sapere aiuta a scegliere meglio.
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QUOTA 103 NEL 2026: COSA CAMBIA E PERCHÈ SCEGLIERE CON CONSAPEVOLEZZA

Quota 103 resta una delle possibilità di pensionamento anticipato anche nel 2026, ma non è una scorciatoia valida per tutti. Riguarda solo i lavoratori che hanno maturato i requisiti (62 anni di età e 41 di contributi) entro il 31 dicembre 2025 che possono ancora andare in pensione nel 2026 grazie alla “cristallizzazione del diritto”.

È una misura che va compresa fino in fondo, perché i requisiti sono chiari, ma gli effetti sull’importo dell’assegno sono da valutare con molta attenzione.

Per accedere a Quota 103 servono:

62 anni di età
41 anni di contributi effettivi
Il diritto alla pensione scatta solo dopo le finestre di decorrenza previste, che possono far slittare di alcuni mesi l’erogazione del primo assegno. Inoltre, la scelta di Quota 103 può comportare limitazioni all’importo della pensione fino al raggiungimento dell’età prevista per la vecchiaia, con effetti da valutare attentamente nel medio-lungo periodo.

Molti lavoratori si accorgono solo all’ultimo che Quota 103 non è la soluzione più adatta alla propria storia contributiva. In altri casi, attendere pochi mesi o valutare un canale diverso può significare una pensione più elevata, in linea con le proprie aspettative.

Arrivare preparato è fondamentale. Significa conoscere le regole, verificare i contributi realmente utili e comprendere le conseguenze economiche di ogni scelta, evitando decisioni affrettate.

Fonte: www.patronato.acli.it

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12/05/2026

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L’annuncio di Electrolux di voler licenziare 1700 lavoratori, pari al 40% del suo personale in territorio italiano, con correlativa chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, è di assoluta gravità e si inserisce in un quadro preoccupante dominato dall’incertezza per la situazione economica complessiva del nostro Paese.

Anche volendo prendere per buone le rassicurazioni della multinazionale svedese sulla gestione delle ricadute sociali dei licenziamenti, è il fatto in sé a suscitare apprensione per la crisi generale del sistema industriale italiano a cui non corrisponde una reale attenzione da parte della politica.

La scomparsa di una parte significativa del nostro sistema manifatturiero, che di fatto in talune Regioni corrisponde alla desertificazione industriale, non può lasciare indifferenti e deve chiamare tutte le forze politiche e sociali ad una seria riflessione sulla situazione, prendendo atto che avere puntato tutto, a Roma come a Bruxelles, sul rigore senza sviluppo e sull’austerità fine a se stessa non ha prodotto risultati significativi.

Come ACLI chiediamo l’apertura di un confronto serio e rigoroso fra tutti i soggetti interessati , in primo luogo il Governo, sulle condizioni di un nuovo sviluppo del Paese che sia finalizzato alla piena e buona occupazione e al riequilibrio del sistema di welfare, a partire dalla sanità.

Indirizzo

Via Umberto L 121
San Giuseppe Jato
90048

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