10/03/2026
Condanniamo con forza gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Ancora una volta i “diritti civili” vengono branditi come una clava per giustificare guerre che rispondono agli interessi geopolitici delle potenze egemoni, mentre a pagare il prezzo più alto sono sempre i civili.
È una storia già vista: guerre presentate come missioni di libertà che finiscono per lasciare dietro di sé distruzione, instabilità e nuovi conflitti.
Oggi però il rischio è ancora più alto, perché l’Iran è una potenza militare regionale in grado di rispondere e perché l’escalation può trascinare l’intero Medio Oriente in una guerra su larga scala.
La tensione attorno allo Stretto di Hormuz dimostra quanto sia fragile l’equilibrio globale: bastano pochi giorni di guerra per mettere in crisi gli approvvigionamenti energetici di mezzo mondo, Europa compresa.
In questo contesto va riconosciuta la scelta del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, che ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi militari presenti sul territorio spagnolo per operazioni contro l’Iran. Una decisione che rivendica sovranità nazionale e rispetto del diritto internazionale.
È una scelta che dovrebbe essere seguita anche dall’Italia. Le basi NATO e statunitensi presenti sul nostro territorio non possono trasformare il nostro paese in una piattaforma militare per guerre decise altrove, esponendo i cittadini italiani a rischi enormi.
Per questo chiediamo al governo italiano di fare ciò che ha fatto la Spagna: negare l’utilizzo delle basi militari sul nostro territorio per operazioni di guerra e aprire finalmente una discussione seria sulla presenza delle basi NATO in Italia.
Non si difende la pace con le bombe, né si esportano i diritti con i bombardamenti.
Fuori l’Italia dalle guerre degli Stati Uniti.
Fuori l’Italia dalla logica dei blocchi militari.
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