Potere al Popolo San Miniato

Potere al Popolo San Miniato Per contrastare la cementificazione dilagante, per una politica per l'ambiente, il lavoro, i beni comuni, la partecipazione. Mutualismo!

Una buona politica può esserci solo se il Popolo controlla.

10/03/2026

Condanniamo con forza gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Ancora una volta i “diritti civili” vengono branditi come una clava per giustificare guerre che rispondono agli interessi geopolitici delle potenze egemoni, mentre a pagare il prezzo più alto sono sempre i civili.

È una storia già vista: guerre presentate come missioni di libertà che finiscono per lasciare dietro di sé distruzione, instabilità e nuovi conflitti.

Oggi però il rischio è ancora più alto, perché l’Iran è una potenza militare regionale in grado di rispondere e perché l’escalation può trascinare l’intero Medio Oriente in una guerra su larga scala.

La tensione attorno allo Stretto di Hormuz dimostra quanto sia fragile l’equilibrio globale: bastano pochi giorni di guerra per mettere in crisi gli approvvigionamenti energetici di mezzo mondo, Europa compresa.

In questo contesto va riconosciuta la scelta del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, che ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi militari presenti sul territorio spagnolo per operazioni contro l’Iran. Una decisione che rivendica sovranità nazionale e rispetto del diritto internazionale.

È una scelta che dovrebbe essere seguita anche dall’Italia. Le basi NATO e statunitensi presenti sul nostro territorio non possono trasformare il nostro paese in una piattaforma militare per guerre decise altrove, esponendo i cittadini italiani a rischi enormi.

Per questo chiediamo al governo italiano di fare ciò che ha fatto la Spagna: negare l’utilizzo delle basi militari sul nostro territorio per operazioni di guerra e aprire finalmente una discussione seria sulla presenza delle basi NATO in Italia.

Non si difende la pace con le bombe, né si esportano i diritti con i bombardamenti.

Fuori l’Italia dalle guerre degli Stati Uniti.

Fuori l’Italia dalla logica dei blocchi militari.

̇ran

13/02/2026

Riceviamo e ripubblichiamo la manifestazione organizzata dalle varie realtà empolesi e non solo domani mattina.

Alle 8:30 del 14 febbraio 2026, la città di Empoli vedrà scendere in piazza gli studenti uniti in una protesta che nasce dall'indignazione, ma che punta a costruire consapevolezza.
Denunciamo la partecipazione dell'organo di polizia statunitense ICE (Immigration and
Customs Enforcement) ai Giochi Olimpici: consideriamo inaccettabile che un ente noto per la gestione repressiva delle frontiere e delle politiche migratorie venga legittimato all'interno di una cornice che dovrebbe celebrare l'unione tra i popoli.
L'ICE non rappresenta lo sport, ma un modello di controllo e segregazione che rifiutiamo, sia negli Stati Uniti sia nei riflessi che tali politiche hanno sul territorio italiano oggi. La presenza dell'ICE è solo la punta dell'iceberg di un sistema che usa la paura come strumento per fabbricare consenso, un meccanismo che non si limita al suolo americano e che segna l'inizio di un periodo di repressione e censura per l'Italia.
Noi non possiamo accettarlo. Esprimiamo profonda preoccupazione per la deriva autoritaria del governo e per l'inasprimento delle misure contenute nel Decreto
Sicurezza. Scendendo in piazza ribadiamo il nostro supporto a chi resiste, portando l'attenzione sugli sgomberi dei centri sociali e sulla gestione violenta del dissenso, con uno sguardo ai recenti fatti di Torino.

Dettagli del Corteo

RITROVO: Ore 08:30 in Via Bonistallo (davanti all'Istituto "Il Pontormo").
ARRIVO: Ore 10:30 in Piazza della Vittoria.
Invitiamo tutti gli studenti, i docenti e i cittadini che condividono queste preoccupazioni a unirsi a noi.
LA PAURA NON CI FERMA. LA NOSTRA VOCE NON SI CENSURA.

*SABATO 24 GENNAIO**LA LOTTA PAGA!**LA LOTTA COSTA!*✊🏻🚩Antonella Bundu e Toscana Rossa a Montopoli_cena benefit + concer...
22/01/2026

*SABATO 24 GENNAIO*
*LA LOTTA PAGA!*
*LA LOTTA COSTA!*
✊🏻🚩Antonella Bundu e Toscana Rossa a Montopoli
_cena benefit + concerto_
🚩🚩🚩
In occasione del ricorso che Toscana Rossa sta intentando al Tar Toscana contro il risultato elettorale “certificato” alle ultime regionali, con l'espressione di 72.321 elettori ignorati dalle istituzioni, vi invitiamo ad una cena di raccolta fondi alla quale parteciperà anche Antonella Bundu, candidata alla presidenza della Regione e nostra consigliera!

🎺 A seguire musica con Hibakusha (kombat Jazz)

Prenotazioni al 3289016442 e allo 0571450728
Prezzo 15 euro!

https://fb.me/e/3SFjeEaaJ

14/12/2025

Quanto accaduto al liceo Montale e al liceo Dini rappresenta un precedente inquietante. L’ospitata di Francesca Albanese, giurista e Relatrice ONU per i diritti umani, è stata un momento di approfondimento e confronto su temi centrali del nostro tempo: il diritto internazionale, la pace, la tutela dei civili e la responsabilità degli Stati. Trasformare tutto questo in un “caso” da ispezione ministeriale significa colpire deliberatamente la libertà di insegnamento e il diritto degli studenti a formarsi un pensiero critico.

La decisione del governo di inviare ispettori nelle scuole non è un atto neutro, ma una scelta politica: un messaggio intimidatorio contro chi prova a mettere in discussione la narrazione dominante e a dare spazio a voci autorevoli ma scomode. È un’idea di scuola ridotta a luogo di obbedienza e silenzio, funzionale a un potere che teme il dissenso più di ogni altra cosa.

Da sinistra ribadiamo con forza che la scuola pubblica deve essere un presidio di democrazia, pluralismo e libertà, non un terreno di controllo ideologico.

𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐚𝐢 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐞𝐫𝐞, 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚.

03/12/2025

𝗚𝗮𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗶 𝗿𝗮𝗱𝗮𝗿.

Dopo la tregua di Sharm el Sheikh, due milioni di persone affrontano l’inverno senza case, senza servizi, senza rifugi. L’Unctad parla di “sopravvivenza della Striscia a rischio”: scuole, ospedali, forni, farmacie e l’intera economia locale sono stati cancellati. Le poche tende distribuite non bastano e spesso crollano sotto il maltempo.

In questo contesto, il dibattito sul cessate il fuoco appare paradossale.

Si chiede ai palestinesi di restituire i corpi dei due ostaggi rimanenti, ma si ignora una verità evidente: Gaza è un campo di detriti dove spesso non si riesce nemmeno a raggiungere i cadaveri, né a capire chi sia vivo o morto.

Secondo l’Onu, almeno 11 mila palestinesi risultano scomparsi: potrebbero essere intrappolati sotto le macerie, detenuti senza contatto o sepolti in fosse comuni. Pretendere risposte immediate da una popolazione che non riesce neppure a ritrovare i propri familiari significa rifiutare la realtà sul campo.

Nel frattempo, la Cisgiordania vive un’escalation continua.

Le operazioni dell’Idf a Tubas, Tamun e Aqaba includono incursioni con bulldozer, demolizioni, elicotteri, posti di blocco improvvisati. Scuole e asili sono stati chiusi, oltre cento persone arrestate, almeno venticinque ferite, alcune — secondo testimonianze — picchiate brutalmente.
E non basta: tre volontari italiani sono stati aggrediti da coloni israeliani nei pressi di Gerico, picchiati, derubati e ricoverati in stato di shock. La Farnesina conferma.

Sullo sfondo, negli Stati Uniti, le dichiarazioni di Tucker Carlson — critiche verso il governo israeliano e verso i miliardi di dollari inviati da Washington — stanno influenzando l’opinione pubblica. Secondo vari sondaggi citati dalla stampa, il sostegno a Israele negli USA sta calando in modo significativo.

A fronte di tutto questo, il governo italiano interviene solo con qualche appello frettoloso e piani inefficaci e insufficienti, incapaci di incidere davvero sulla catastrofe umanitaria in corso.

Che cosa si aspetta ad attivare un ponte aero-navale della Protezione Civile, come già fatto in tante altre emergenze globali, per portare rifugi, aiuti, strutture temporanee e protezione alle famiglie che vivono al gelo e tra le macerie?

Tra Gaza e Cisgiordania non è in gioco un dibattito geopolitico, ma la vita quotidiana di milioni di persone che non possono più aspettare.

È tempo di agire, non di guardare altrove.

19/08/2025

È una lettera importante, quella della Assoallenatori, che dice con chiarezza quello che sosteniamo da sempre: che il mondo dello sport non può girarsi dall'altra parte, perché anche quella è una scelta politica. Che a Gaza è in corso un genocidio, che va fermato. Che Israele deve essere esclusa, almeno momentaneamente, dalle competizioni internazionali.

Grazie a Renzo Ulivieri, che si è assunto la responsabilità di innescare la riflessione che ha portato a questa importante presa di posizione.

Negli scorsi giorni abbiamo lanciato una petizione per chiedere che Italia-Israele in programma per il 14 ottobre non si giochi, e vi invitiamo ancora una volta a firmarla su bit.ly/noitaliaisraele.

19/08/2025

DIFFONDERE

UN PICCOLO GESTO PER GAZA*

Un piccolo gesto che tutti e tutte possiamo fare. Sembra una buona idea.
Dalle testimonianze straziantemente belle del dott. Ezzideen di Gaza.

Non c'è internet.
Non c'è segnale. Non c'è alcun suono. Non c'è un mondo al di là di questa gabbia.

Ho camminato per trenta minuti tra rovine e polvere.
Non cercavo di fuggire, ma solo un frammento di segnale, giusto quel tanto per sussurrare: «Siamo ancora vivi/e».

Non perché qualcuno stia ascoltando,
ma perché morire senza essere ascoltati è la morte definitiva.

Gaza ora è nel silenzio.
Non un silenzio di pace, ma di annientamento.
Non un silenzio di quiete, ma di soffocamento.

Hanno tagliato l’ultimo cavo.
Nessun messaggio esce. Nessuna immagine entra.
Perfino il dolore è stato proibito.

Sono passato accanto ai cadaveri di edifici, di case, di esseri umani, alcuni respiravano, altri no.
Tutti cancellati dalla stessa mano che ha cancellato le nostre voci.
Questo non è solo un assedio di bombe.
È un assedio alla memoria: una guerra contro la nostra capacità di dire: «Siamo stati qui, siamo state qui».

I bombardamenti non sono mai cessati, specialmente a Jabalia.
Bombardano le strade dove i bambini e le bambine mendicano cibo.
Bombardano le file dove le madri aspettano la farina.
Bombardano la fame stessa.

Niente cibo. Niente acqua. Nessuna via d’uscita.
E chi ci prova, chi cerca aiuto, viene abbattuto.

La gente muore qui, e nessuno lo sa.
Non perché la strage si sia fermata, ma perché hanno distrutto la connessione.

Internet era il nostro ultimo respiro.
Non era un lusso; era l’ultima prova della nostra umanità.

Ora non c’è più.
E nell’oscurità, massacrano senza conseguenze.

Ho trovato questo debole segnale eSIM come un moribondo trova un bagliore di luce.
Sono rimasto sotto un cielo infranto, rischiando la morte, non per essere salvato, ma per inviare questo.

Un solo messaggio.
Un’ultima resistenza.



Se stai leggendo questo, ricorda:
Abbiamo camminato attraverso il fuoco per poterlo dire.
Non siamo rimasti/e in silenzio
Ci hanno silenziati/e.

E quando il sistema elettrico verrà ripristinato,
la verità affiorerà e il mondo saprà ciò che aveva scelto di non vedere.

A partire da oggi,
ogni giorno dalle *21:00 alle 21:30 ora locale*, spegnerò il mio telefono.
Nel modo più radicale di disconnessione da internet, per il popolo palestinese.

Silenzio per Gaza
*30 minuti di silenzio digitale*

Questa è una campagna digitale coordinata del movimento "Silenzio per Gaza".
È un’onda che cresce.

Perché qualcosa si può fare: una pausa digitale quotidiana di 30 minuti ogni sera,
dalle 21:00 alle 21:30, ora locale di ogni paese.
Durante questa pausa:
Niente social media.
Nessun messaggio.
Nessun commento.
Si spengono telefoni e computer.
Questa azione collettiva invierà un segnale forte agli algoritmi
e mostrerà la nostra solidarietà con Gaza.
(Non è facile, ma facciamo qualcosa. È questo che conta).
L’idea:
Ogni giorno, alla stessa ora, milioni di utenti in tutto il mondo mantengono un silenzio assoluto sui social per 30 minuti.
Nessun post.
Nessun “mi piace”.
Nessun commento.
Nessuna app aperta.
Silenzio digitale assoluto. Spegni il telefono.

È un atto di resistenza: una protesta digitale globale.
La rabbia di tanti cittadini e cittadine di fronte a un’enorme ingiustizia.
Perché qualcosa si può fare: semplice ed efficace.

Ricorda il silenzio digitale alle *21:00.*

Spiegazione tecnica:
1. Impatto algoritmico
Le piattaforme dei social media dipendono dall’attività costante degli utenti.
Siamo noi a mantenere il sistema in funzione.
Un calo improvviso e sincronizzato dell’attività, anche per un breve periodo, può:
(a) interrompere gli algoritmi di visibilità.
(b) influenzare le statistiche del traffico in tempo reale.
(c) inviare un segnale tecnico ai server riguardo un comportamento anomalo degli utenti.
Questo atto mette in evidenza la resistenza civica all’ingiustizia.

30/06/2025
24/06/2025

UNA SETTIMANA PER LA PALESTINA A EMPOLI

🇵🇸 Gaza Palestina Fuori Fuoco è un evento pensato e costruito in collaborazione tra Arci Empolese Valdelsa, CGIL Empolese Valdelsa, Empoli per la pace con il supporto di Libreria Rinascita Empoli Viruslibro per parlare di Palestina, per supportare la sua liberazione dal genocidio e dall'occupazione

🎤🎬📚 Dentro ci sta un po' di tutto: mostre fotografiche e illustrazioni, libri, dibattiti, cucina

📌 Dal 27 giugno al 3 luglio

📍Al Chiostro degli Agostiniani, all'interno del Vicolo Santo Stefano, al Circolo Arci Ponzano

🗓Il programma sta tutto nella locandina. Maggiori info si trovano qua: https://www.arciempolesevaldelsa.it/gaza-palestina-fuori-fuoco-a-empoli/

Noi vi aspettiamo, come sempre!



Indirizzo

San Miniato
56028

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