08/01/2024
SPECULAZIONE ENERGETICA: ASSALTO ALLA SARDEGNA.
La chiamano "transizione ecologica". Ma in nome del cosiddetto “green”, a tutti i costi, le leggi italiane stanno in realtà incentivando un assalto selvaggio al nostro territorio da parte delle multinazionali del vento e del fotovoltaico, come sta accadendo in Sardegna.
Attirate dai ricchi finanziamenti del PNRR e dagli sgravi fiscali (che hanno reso le rinnovabili un business privo di rischi per gli speculatori), multinazionali, banche d'affari internazionali e fondi di investimento (nascosti dietro a Società a Responsabilità Limitata da soli 10mila euro di capitale sociale) stanno presentando al Ministero progetti su progetti che vorrebbero trasformare la ventosa e soleggiata Sardegna in un mostruoso hub energetico di enormi impianti (fino a 5 volte l'altezza delle vecchie pale sul territorio che siamo abituati a vedere!) deturpando paesaggi naturalistici e anche siti archeologici, nonché stravolgendo e danneggiando intere zone dedite all’agricoltura, alla pastorizia e alla pesca.
Tutto questo senza che le comunità locali, comprese le Sovrintendenze, possano opporsi: il governo Draghi ha infatti varato un decreto, un anno e mezzo fa, che per i grossi impianti dà facoltà al solo ministero di concedere le autorizzazioni prevedendo la possibilità di rilasciare permessi anche in aree tutelate da vincoli, che andrebbero a decadere in nome di un ipotetico "interesse pubblico", ovvero quello di produrre energia pulita.
La quantità e la grandezza degli impianti che si vorrebbero realizzare non è però giustificata dal reale fabbisogno della popolazione, non solo sarda ma neppure italiana. Si produrrebbe insomma assai più energia di quella necessaria, causando enormi sprechi, mentre intanto interi territori verrebbero cancellati, perché oltre ai terreni destinati agli impianti, la costruzione dei parchi energetici prevede vaste aree di cantieri e stanno arrivando ai residenti le prime richieste di espropri.
In conclusione si tratta di enormi speculazioni, con guadagni di miliardi di euro per grandi speculatori privati e che contemporaneamente causeranno danni incalcolabili e irreparabili al territorio e agli abitanti della Sardegna.
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