09/07/2022
📰 Leggi l’intervista realizzata da Repubblica a Nunzia Catalfo, coordinatrice del Comitato per le politiche del lavoro e portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato. Qui il testo integrale 👇
❓Catalfo, lei si aspetta un ddl del governo sul salario minimo come segnale perché il M5Stelle resti nel governo?
“Non mi aspetto né un disegno di legge, né un decreto, perché il Parlamento è pieno di decreti e non legifera più. Già c’è nella commissione lavoro del Senato una discussione avanzata, con emendamenti depositati, sul salario minimo. Basta approvare quel provvedimento”.
❓Ma perché la legge sul salario minimo è al palo?
“I testi depositati a mia firma sono due: uno nel 2018, l’altro nel 2021. La discussione è ripresa da qualche mese in commissione, ma mancano i pareri del ministero dell’Economia e del ministero del Lavoro. Se arrivassero, faremmo intanto un passo avanti. Ovvio che ci vuole una maggioranza per approvare il salario minimo. Ma in un momento così complesso, in cui in Italia c’è un calo dei salari certificato del 2,9% mentre in tutti gli altri Paesi europei sono aumentati (in Francia del 31%, in Germania del 33,7%), con l’inflazione e il caro bollette, è ancora più necessario il salario minimo e mi auguro che le forze politiche se ne rendano conto”.
❓La formula del ministro dem Andrea Orlando sul salario minimo può andare bene anche al M5Stelle?
“La formula di Orlando è già prevista nel disegno di legge in discussione, che però va oltre. Si rafforza infatti la contrattazione collettiva e si individua il contratto collettivo nazionale di riferimento per ciascun settore non solo per individuare il trattamento economico complessivo, come dice Orlando, ma anche per indicare il trattamento economico minimo. Non devono esserci contratti che vadano al di sotto di una soglia prevista dai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Inoltre noi pentastellati diciamo che nel caso in cui il contratto collettivo di riferimento ha una soglia troppo bassa, tale da non consentire una vita dignitosa, allora si interviene con una soglia di riferimento da noi posto in 9 euro lordi all’ora. Aggiungiamo, per evitare il calo salariale, la detassazione degli aumenti provenienti dai rinnovi contrattuali. In più gli interventi sul cuneo fiscale. Sono certa che alcune forze politiche, come Pd e Leu, siano d’accordo su questi punti”.
❓L’alleanza con il Pd passa dalla visione comune su salario minimo e reddito di cittadinanza?
“Sono temi che rappresentano il dna del Movimento, punti cardine della nostra azione politica. Le alleanza si basano su questo oltre che, come ha detto Giuseppe Conte, su coesione e lealtà e sul rispetto dell’identità di ciascun partner. Faccio un altro esempio. A settembre scade la deroga del decreto dignità. Con il precariato che dilaga e con i contratti a termine che nel 9,2% dei casi hanno la durata di un giorno, dobbiamo puntare dritti al lavoro stabile e di qualità”.
❓Lei di quale tribù grillina fa parte, di quella governista o di chi consiglia a Conte di lasciare il governo?
“Non c’è una area governista e una che vuole uscire. Ci siamo confrontati a lungo, siamo compatti sui temi da portare avanti. Si resta nel governo se i temi che abbiamo posto sono incassati. Non si possono lasciare lavoratori e famiglie ad attendere Godot. Questo è il nostro faro: il governo Draghi deve avere una precisa agenda politica e questa è la condizione per restare al governo”.
❓L’accusa mossa ai 5Stelle è che per gli interessi di partito e di consenso, state facendo il male del Paese.
“Non stiamo inseguendo interessi di partito, ma una agenda che serva ai cittadini italiani”.
❓In Sicilia primarie del centrosinistra, a cui voi partecipate candidando Barbara Floridia: un esempio da seguire?
“Sì. Sono contenta che Barbara si presenti: è importante dare spazio alle donne e alle competenze, perché è la persona che può dare la giusta svolta alla Regione Sicilia che viene da una gestione disastrosa”.