16/08/2026
L’occasione di oggi mi suscita alcune riflessioni inevitabili sull’identità.
Su cosa voglia dire essere Sanrocchini.
L’origine del nostro paese ha radici che si perdono nel tempo della storia, di contadini, di pescatori, di barcaioli, ma anche, come ogni posto di confine, di personaggi che tenevano un piede da una parte e dall’altra del grande fiume.
Queste caratteristiche, con gli inevitabili cambiamenti della storia, persistono ancora nella nostra amata comunità.
È innegabile che rispetto a tanti paesi di campagna il nostro sia più aperto, che il sangue si mischi, portando sempre nuove persone e nuove idee con sé.
E questa è la nostra forza, la nostra peculiarità, la nostra ricchezza. È dall’incontro con gli altri, che diventano nostri, che si cresce e ci si evolve e non rimanendo chiusi in se stessi dentro argini mentali.
Come ogni porto che si rispetti, il nostro paese vede arrivare nuove persone e tanti che qui sono cresciuti partono per il mondo, ma sempre Sanrocchini restano.
Oggi conferiamo la benemerenza civica del navarolo d’oro alla dottoressa Aurelia Barbieri.
Sanrocchina appunto che da queste sponde, da queste radici, ha scelto di portare aiuto alle tante persone nel mondo che soffrono con l’associazione “Medici senza Frontiere “.
Gaza, Marocco, Sicilia e tanti altri posti hanno potuto beneficiare del suo impegno, della sua passione, della sua professionalità e del suo essere Sanrocchina.
E sua eccellenza il Vescovo mi perdonerà questo parallelismo tra Aurelia e il nostro Santo Patrono Rocco che come lei lasciò la propria casa per portare aiuto a chi soffre.
Un applauso quindi alla dottoressa Aurelia Barbieri Il Sindaco Matteo Delfini