24/08/2026
๐๐บ๐ฝ๐ผ๐๐๐ถ๐ฏ๐ถ๐น๐ฒ ๐ฑ๐ฎ ๐ฑ๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ฟ๐ฒ
๐ฃ๐ฟ๐ถ๐บ๐ผ ๐ฟ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ฒ๐-๐๐ผ๐๐ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐ฃ๐ฒ๐ด๐ฎ๐๐ผ.
La chiamata della Centrale arriva secca, senza lasciare spazio a interpretazioni:
๐ฅ๐ข๐ฆ๐ฆ๐ข.
DallโIsola di Cerboli sta rientrando verso il porto di Piombino una motovedetta.
A bordo cโรจ un ragazzo.
Trauma da tuffo da scoglio.
Si parte.
Sirene accese.
Adrenalina.
Il cuore che corre piรน veloce dellโambulanza.
Arriviamo al porto e lโautomedica รจ giร lรฌ. La motovedetta ha appena attraccato. Il ragazzo รจ ancora a bordo.
Ci basta uno sguardo.
Nessuna parola inutile.
Ognuno sa cosa deve fare.
Ognuno prende il proprio posto.
Da quel momento non siamo piรน singole persone, mezzi diversi, divise diverse.
๐ฆ๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ ๐๐ป๐ฎ ๐๐พ๐๐ฎ๐ฑ๐ฟ๐ฎ.
Lo trasferiamo sulla banchina. In fretta, ma con precisione.
Spinalizzazione. Barella. Monitoraggio. Stabilizzazione.
Ogni gesto conta.
Ogni secondo conta.
I medici lavorano per prepararlo al trasferimento verso la piazzola di Villa Marina, allโOspedale di Piombino.
E quando arriviamo, lo vedo
๐ฃ๐ฒ๐ด๐ฎ๐๐ผ.
ร lรฌ ad aspettarci.
Le pale sono ferme.
Tutto sembra immobile.
Ma sappiamo che tra pochi minuti quel mezzo porterร via con sรฉ una vita che ha ancora bisogno di essere difesa.
Salgono i medici dellโelisoccorso.
Nuova valutazione.
Nuova stabilizzazione.
Quella che puรฒ fare la differenza.
La decisione arriva rapida: sedazione profonda, intubazione.
Li guardi lavorare e capisci cosa significano davvero esperienza, luciditร , preparazione.
Movimenti precisi.
Voci ferme.
Nessuna esitazione.
Poi arriva lโultimo passaggio.
Forse il piรน delicato.
Dalla nostra barella alla loro tavola.
Ancora una volta, insieme.
E poiโฆ
il rotore comincia a girare.
Prima lentamente.
Poi sempre piรน forte.
Quel rumore ti attraversa il petto e ti resta dentro.
Pegaso decolla.
Lo seguiamo con gli occhi mentre si alza nel cielo, diretto verso la cura definitiva.
E per un istante pensi soltanto:
๐๐ฒ ๐นโ๐ฎ๐ฏ๐ฏ๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ ๐ณ๐ฎ๐๐๐ฎ.
Il nostro pezzo di strada รจ finito.
Rimaniamo lรฌ.
Noi.
Lโambulanza.
Il silenzio dopo lโadrenalina.
Dentro sembra un campo di battaglia.
Sangue. Garze. Materiale utilizzato. Attrezzatura ovunque.
Ci guardiamo.
Un respiro profondo.
E poi di nuovo al lavoro.
Pulire.
Disinfettare.
Sanificare.
Ripristinare ogni cosa.
Perchรฉ da qualche parte potrebbe giร esserci qualcuno che ha bisogno di noi.
E noi dobbiamo essere pronti.
๐ฆ๐ฒ๐บ๐ฝ๐ฟ๐ฒ.
Oggi ho capito davvero cosa significa essere parte di una catena del soccorso.
Una motovedetta.
Unโambulanza.
Unโautomedica.
Un elicottero.
Medici, infermieri, volontari.
Persone diverse.
Compiti diversi.
Ma unโunica direzione.
๐ฆ๐๐๐ฉ๐๐ฅ๐ ๐จ๐ก๐ ๐ฉ๐๐ง๐.
E quando tutto funziona, quando ognuno fa il proprio pezzo con professionalitร , fiducia e cuore, capisci che nessuno salva qualcuno da solo.
Lo si fa insieme.
Grazie a chi era con me oggi.
Grazie a chi ogni giorno ci insegna, ci prepara e ci rende capaci di affrontare momenti come questo.
Grazie a Pegaso.
E grazie a tutti quelli che, quando arriva quella chiamata, lasciano da parte tutto il resto e rispondono semplicemente:
โ๐๐ป๐ฑ๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ.โ
Unโesperienza vissuta e raccontata dal nostro ๐๐ถ๐ผ๐ฟ๐ฑ๐ฎ๐ป๐ผ, insieme al collega ๐ ๐ถ๐ฟ๐ฐ๐ผ, al suo fianco in questo intervento difficile e indimenticabile.
๐๐๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐ถ ๐ป๐ผ๐๐๐ฟ๐ถ, ๐๐ปโ๐๐ป๐ถ๐ฐ๐ฎ ๐๐พ๐๐ฎ๐ฑ๐ฟ๐ฎ, ๐๐ป ๐๐ป๐ถ๐ฐ๐ผ ๐ผ๐ฏ๐ถ๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ผ: ๐ฒ๐๐๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ถ ๐พ๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ ๐ฐ๐ผ๐ป๐๐ฎ ๐ฑ๐ฎ๐๐๐ฒ๐ฟ๐ผ.
๐๐โค๏ธ
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