La mediazione in generale
La mediazione è un percorso alternativo, rispetto a quello giudiziario, per risolvere
un conflitto. Durante questo percorso il mediatore, terzo neutrale e agiudiziale,
accompagna la persone nella elaborazione di una soluzione al conflitto, soluzione non
imposta dall'esterno ma creata dalle parti. Durante l'ascolto empatico attivo delle
problematiche che vengono espost
e, il mediatore avrà il ruolo di facilitatore della
comunicazione tra le parti e cercherà di far emergere i loro bisogni, emozioni,
aspettative affinché possano raggiungere soluzioni non violente o prevaricatrici al
conflitto. In genere il conflitto è visto nella sua accezione negativa, quasi mai viene visto come
occasione di confronto e di crescita personale. La conflittualità è un elemento costitutivo delle relazioni umane dove la differenza di
posizioni, opinioni, desideri ed interessi è inevitabile. Litigare può essere un momento importante e produttivo, consente di esprimere e
rendere evidenti “messaggi”, che non si era riusciti a comunicare diversamente. Talvolta, però, superare il conflitto può non essere semplice e la crisi protrarsi oltre i
livelli di tolleranza tanto da arrivare a coincidere con il “prevalere” sull’altro o con il
“distruggere” l’altro. Dipenderà da come il conflitto viene affrontato il fatto che possa
risultare negativo, distruttivo o, al contrario, trasformarsi in una opportunità per
conoscere di più se stessi e gli altri. La mediazione è uno degli strumenti capaci di trasformare la conflittualità in un
momento di crescita per le parti coinvolte. La mediazione scolastica
Rispetto alla conflittualità nella scuola è necessario aprire una parentesi rispetto al
fenomeno del bullismo. Le ricerche condotte in Italia hanno rilevato quanto questo
comportamento sia nel nostro paese più presente rispetto alle altre nazione europee e
quanto il fenomeno sia in aumento e riguardi il passaggio dalla scuola elementare alla
scuola media. Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica
prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito
“bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima. Affinché si possa parlare di bullismo ed evitare
di etichettare come tali altri tipi di comportamenti è necessario che l'azione di
prevaricazione sia stabile e continuata nel tempo e che vi sia una relazione
asimmetrica tra le due parti. LA MEDIAZIONE SCOLASTICA
La mediazione scolastica è uno dei procedimenti che si sono rivelati più efficaci per
risolvere i conflitti nel contesto scuola, anche del bullismo. Le valutazioni effettuate dalle scuole che già da anni hanno applicato questo tipo di
percorso indicano che sono emersi nuovi atteggiamenti nei ragazzi quali la
cooperazione, la tendenza a risolvere i conflitti negoziando e riconoscendo
sentimenti, interessi, necessità, valori propri e altrui