Partito Comunista Italiano Terre del Reno

Partito Comunista Italiano Terre del Reno Pagina del Partito Comunista Italiano-Terre del Reno. Per il Progresso, la Cultura, la Pace.

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02/08/2026

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Il 2 agosto 1980, con la strage alla stazione di Bologna, il nostro Paese fu colpito da uno dei piรน atroci atti terroristici della sua storia repubblicana. Ottantacinque persone furono assassinate e oltre duecento rimasero ferite. Una strage fascista che rappresentรฒ lโ€™apice della strategia della tensione, una lunga stagione di sangue che, dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, tentรฒ di fermare con il terrore lโ€™avanzata delle lotte operaie, popolari e democratiche.
La strategia della tensione non fu il frutto di iniziative isolate. Essa si sviluppรฒ attraverso lโ€™azione dei gruppi neofascisti eversivi, sostenuti da settori dello Stato, degli apparati di sicurezza e da quegli interessi economici e politici che vedevano nella crescita del movimento operaio, del Partito Comunista e delle rivendicazioni popolari una minaccia agli equilibri del potere capitalistico.
Le sue radici affondano ben prima del 1980. Da Portella della Ginestra, il 1ยฐ maggio 1947, passando per la repressione delle lotte contadine e operaie degli anni Cinquanta, per i morti del luglio 1960 contro il governo Tambroni sostenuto dal Movimento Sociale Italiano, fino alle bombe di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, dellโ€™Italicus e di Bologna, il filo rosso della violenza reazionaria ha accompagnato ogni fase di avanzamento delle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
La risposta delle classi dominanti alle grandi mobilitazioni del biennio 1968-1969 fu quella della destabilizzazione, della paura e del terrorismo. Le bombe nelle piazze, nelle banche, sui treni e nelle stazioni avevano un obiettivo preciso: spezzare la partecipazione popolare, dividere il movimento dei lavoratori e impedire un profondo cambiamento politico e sociale del Paese.
Ricordare Bologna significa difendere la veritร  storica contro ogni tentativo di revisionismo. Significa affermare che il fascismo non รจ unโ€™opinione, ma un progetto politico fondato sulla violenza e sulla soppressione della democrazia. Significa denunciare le responsabilitร  di quei settori dello Stato che, per anni, hanno coperto, depistato e ostacolato il pieno accertamento della veritร .
Le sentenze hanno individuato gli esecutori materiali della strage e hanno fatto emergere il ruolo dei depistaggi e delle complicitร  istituzionali. Ma la piena veritร  storica e politica su quella stagione di sangue resta ancora una ferita aperta nella coscienza del Paese.
Il Partito Comunista Italiano rende omaggio alle vittime della strage di Bologna e a tutte le vittime della strategia della tensione. Lo fa non con una memoria rituale, ma con lโ€™impegno a custodire quella storia come patrimonio delle nuove generazioni e come monito contro ogni rigurgito neofascista, autoritario e antidemocratico.
Per noi ricordare significa continuare la lotta. La lotta per la pace, per la giustizia sociale, per la democrazia sostanziale, per i diritti del lavoro e per lโ€™emancipazione delle classi popolari. Perchรฉ il sacrificio di chi p***e la vita in quella stagione non appartiene soltanto al passato: parla al presente e richiama tutte e tutti alla responsabilitร  di costruire un Paese libero dal fascismo, dallo sfruttamento e dalla violenza politica.
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Partito Comunista Italiano

Tesseramento 2026, aderisci e lotta!392 227 1970โ€œNoi vogliamo una societร  socialista che corrisponda alle condizioni del...
26/06/2026

Tesseramento 2026, aderisci e lotta!
392 227 1970
โ€œNoi vogliamo una societร  socialista che corrisponda alle condizioni del nostro paese, che rispetti tutte le libertร  sancite dalla Costituzione, che sia fondata su una pluralitร  di partiti, sul concorso di diverse forze sociali.
Una societร  che rispetti tutte le libertร , meno una: quella di sfruttare il lavoro di altri esseri umani, perchรฉ questa libertร  tutte le altre distrugge e rende vane.โ€
Enrico Berlinguer

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14/06/2026

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11/06/2026

Strappo nella vertenza in corso sull'automazione del magazzino della Bonfiglioli Riduttori di Calderara di Reno, nel Bolognese.

Grave atto della Bonfiglioli che risponde alle proteste di lavoratrici e lavoratori lasciando senza lavoro 52 persone

La Bonfiglioli Riduttori ha comunicato la chiusura con effetto immediato del contratto di appalto con Bcube e Client per le attivitร  logistiche del sito di Calderara di Reno, lasciando senza lavoro 52 persone e procedendo poi individualmente a proporre lโ€™assunzione ad alcuni lavoratori senza alcun confronto sindacale.

La decisione arriva nel pieno delle mobilitazioni proclamati dalle RSU di Bonfiglioli, Bcube e Client e dalle organizzazioni sindacali Fiom, Uilm, Usb e Filt-Cgil, che aveva registrato unโ€™adesione totale tra i lavoratori dellโ€™appalto e una partecipazione importante e non scontata anche tra gli operai e gli impiegati Bonfiglioli.

Nel 1997 era stato stipulato un accordo sindacale, firmato nel momento in cui Bonfiglioli esternalizzรฒ le attivitร  di logistica, con una clausola che prevedeva che in caso di futura internalizzazione, tutti i lavoratori coinvolti sarebbero stati tutelati.

A febbraio di questโ€™anno lโ€™azienda ha annunciato, contravvenendo a tale accordo e senza alcuna comunicazione preventiva alle RSU, la chiusura dei contratti di appalto e oltre 60 potenziali esuberi legati al progetto di automazione del magazzino, e dichiarando esplicitamente di non essere tenuta a rispettare quellโ€™accordo, in conseguenza di tale comportamento della Azienda รจ arrivato il primo sciopero.

Da allora si sono susseguiti otto incontri negoziali, condotti dalle RSU che hanno messo sul tavolo varie proposte concrete per gestire gli effetti dellโ€™innovazione sullโ€™occupazione del sito. Nessuna di tali proposte รจ stata accolta.

Il 29 maggio, durante lo sciopero dei lavoratori di Bcube, la presidente della Bonfiglioli, Sonia Bonfiglioli, accompagnata da figure dirigenziali, ha aggredito verbalmente alcuni componenti della RSU nei reparti, affermando che lavoratori dellโ€™appalto non sarebbero mai entrati in Bonfiglioli, si legge nel comunicato della Fiom.

Nei giorni successivi, nonostante la situazione di grandissima incertezza, i lavoratori dellโ€™appalto e i dipendenti Bonfiglioli hanno scioperato uniti ai cancelli dello stabilimento, dando una prova straordinaria di solidarietร  e determinazione.

Oggi, la risposta dellโ€™azienda: la chiusura immediata del contratto e 52 persone a casa.

Molte di esse lavorano in quello stabilimento da oltre ventโ€™anni, alcune da oltre trenta.

Come PCI riteniamo gravissima la ritorsione senza precedenti nella storia delle relazioni industriali del territorio bolognese attuata dalla Bonfiglioli La reazione sindacale รจ stata immediata, con la FIOM che ha annunciato nuove mobilitazioni.

Oggi, mercoledรฌ 10 giugno, si svolgeranno le assemblee dei lavoratori e si deciderร  come proseguire la protesta. Presto potrebbe arrivare un nuovo sciopero.

Come Partito Comunista Italiano saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori nella loro giusta battaglia in difesa dei posti di lavoro.

Partito Comunista Italiano โ€“ Federazione di Bologna

PCI - Federazione di Bologna

Il PCI dice NO campo largo. Noi con le forze liberiste rappresentate dal PD non ci stiamo!
31/05/2026

Il PCI dice NO campo largo. Noi con le forze liberiste rappresentate dal PD non ci stiamo!

Buon compleanno, Enrico.
25/05/2026

Buon compleanno, Enrico.

9 Maggio 1945๐Ÿต ๐— ๐—”๐—š๐—š๐—œ๐—ข - ๐—™๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—” ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—œ๐—ง๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—”: ๐—ข๐—ก๐—ข๐—ฅ๐—˜ ๐—˜ ๐—š๐—Ÿ๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—” ๐—” ๐—–๐—›๐—œ ๐—–๐—ข๐— ๐—•๐—”๐—ง๐—ง๐—˜ฬโ€™ ๐—”๐—™๐—™๐—œ๐—ก๐—–๐—›๐—˜ฬโ€™ ๐—Ÿโ€™๐—จ๐— ๐—”๐—ก๐—œ๐—ง๐—”ฬ€ ๐—ฃ๐—ข๐—ง๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—˜ ๐—”๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—˜ ๐—จ๐—ก ๐—™๐—จ๐—ง...
10/05/2026

9 Maggio 1945

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Il 9 maggio 1945 le bandiere rosse della vittoria sventolano.

Lโ€™Armata Rossa annuncia al mondo intero la sconfitta totale della barbarie nazista e il trionfo dei popoli che hanno saputo resistere, combattere e sacrificarsi fino allโ€™ultimo respiro.

Lโ€™Umanitร  intera si inchina davanti alla grandezza del popolo sovietico, alla forza del Socialismo, alla determinazione di uomini e donne che hanno fermato la macchina di morte hitleriana pagando il prezzo piรน alto della storia moderna.

Da Stalingrado a Kursk, da Mosca a Berlino, passando per lโ€™eroica Leningrado assediata per 900 giorni senza mai piegarsi, milioni di lavoratori, contadini, soldati e partigiani sovietici hanno scritto con il sangue la piรน grande epopea di liberazione che il mondo abbia conosciuto.

La libertร  di cui oggi ancora godono i popoli dโ€™Europa porta impressi i nomi dei caduti dellโ€™Unione Sovietica.
Ogni strada liberata, ogni fabbrica ricostruita, ogni bambino strappato allโ€™orrore del nazifascismo porta il segno indelebile del sacrificio dei popoli sovietici.

Neppure in una notte limpida potremmo contare tante stelle quante sono le vite donate sullโ€™Altare della Libertร . Ventisette milioni di morti: un prezzo immenso pagato dal Socialismo per salvare lโ€™Umanitร  dalla schiavitรน e dalla distruzione.

Noi non dimentichiamo.
Non dimentichiamo i combattenti dellโ€™Armata Rossa, i partigiani, gli operai, le donne, i giovani, i vecchi che resistettero casa per casa, strada per strada, fino alla vittoria finale.

Oggi piรน che mai rivendichiamo quella memoria contro ogni revisionismo storico, contro chi tenta di equiparare liberatori e carnefici, contro chi vorrebbe cancellare il ruolo decisivo dellโ€™Unione Sovietica nella sconfitta del nazifascismo.

Per i caduti di Stalingrado.
Per gli eroi di Leningrado.
Per chi issรฒ la bandiera rossa sul Reichstag.
Per tutti coloro che combatterono affinchรฉ lโ€™umanitร  potesse avere un futuro.

Continueremo sempre e ovunque la lotta contro il fascismo, contro lโ€™imperialismo e contro ogni sfruttamento dellโ€™uomo sullโ€™uomo.
E il coraggio non ci verrร  mai meno.

NON UN PASSO INDIETRO!

10/05/2026

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Il Governo conferma la riforma degli Istituti Tecnici, compresa lโ€™entrata in vigore a settembre 2026, costringendo le scuole a predisporre un organico che non tiene conto della scelta di famiglie e studenti allโ€™atto dellโ€™iscrizione.

E allora รจ sciopero nazionale indetto per il 7 Maggio dalla FLC CGIL e altre sigle sindacali con lโ€™adesione della Rete degli studenti medi.

La parola dโ€™ordine รจ FERMARE UNA RIFORMA SCELLERATA
- che taglia le ore di insegnamento sia di cultura generale che quelle professionalizzanti;

- che accentua la cosiddetta โ€œpersonalizzazione del curricoloโ€, con quote di โ€œflessibilitร โ€ subordinate alle esigenze delle imprese, che mette a rischio il carattere formativo dellโ€™istruzione tecnica e il valore legale del titolo di studio;

- che subordina i programmi scolastici alle esigenze delle imprese attraverso lโ€™aumento delle ore di addestramento al lavoro;

- che riduce gli organici del personale docente.

Il PCI conferma netta contrarietร  ad una โ€œriformaโ€ voluta dal governo Draghi e dallโ€™attuale governo che rappresenta lโ€™ennesimo attacco alla qualitร  dellโ€™istruzione pubblica e ne chiede il ritiro.

Dipartimento Istruzione PCI

10/05/2026

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Come riferisce l'Osservatorio nazionale morti sul lavoro curato da Carlo Soricelli, nei primi 3 mesi del 2026, sono 231 i morti per infortunio nei luoghi di lavoro che diventano circa 300 considerando i decessi in itinere.

Una strage che, dopo un mese di gennaio che sembrava dimostrare a un'inversione di tendenza con un calo consistente di morti nei luoghi di lavoro, in febbraio e marzo l'andamento di chi รจ morto mentre lavorava ha ripreso la sua f***e corsa tanto che nel primo trimestre del 2026 il calo si attesta in qualche unitร .

Questo accade mentre la questione della mancanza di sicurezza sul lavoro รจ stata derubricata a โ€œcosa di poco contoโ€ dato che le azioni governative e parlamentari sono inesistenti.

Nulla si fa per diminuire la precarietร , per cancellare il disastro provocato da appalti e subappalti a cascata, per abbassare l'etร  pensionabile, per alzare salari e pensioni a un livello decente che tenga conto dell'aumento del costo della vita, per indirizzare ricerca e tecnologia per il benessere e la sicurezza di chi vive del proprio lavoro. Si fa tutt'altro, anzi, destinando decine di miliardi in piรน alle spese militari ogni anno, lasciando agli oligopoli privati la gestione e il controllo dell'intelligenza artificiale, permettendo agli algoritmi di comandare su lavoratrici e lavoratori ridotti a strumenti che servono ad aumentare i patrimoni miliardari di una รฉlite di padroni senza scrupoli.

Se pensiamo, ad esempio, di come sono trattati i lavoratori della logistica, i rider, i braccianti spesso immigrati dovrebbero muovere a profonda indignazione e a giusta ribellione.

- Giorgio Langella
Dipartimento lavoro PCI

10/05/2026

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I lavoratori marittimi, stretti tra venti di guerra e crisi della libera navigazione. Unione Europea, attore politico smarrito dinanzi alla crisi internazionale. Governo italiano, del tutto latitante dalla scena circa il destino dei lavoratori italiani coinvolti nel blocco navale.

Da settimane la crisi segna in maniera grave (per lโ€™economia) e pericolosa (per le sorti della pace), lo โ€œstretto di Hormuzโ€. Una crisi prodotta da una guerra a trazione israele-statunitense che nega in radice il diritto internazionale nutrendo in via brutale la politica e logica โ€œdel piรน forteโ€, condizionando in modo pesante lโ€™economia mondiale e la vita dei popoli su cui si scaricano i costi del conflitto; la vita e condizione dei lavoratori, innanzitutto di quelli marittimi (si stima tra 15 e 20000) coinvolti nel pericoloso impasse e vicolo cieco determinato dallโ€™interruzione dei traffici marittimi in quellโ€™area del mondo. Una crisi rispetto a cui lโ€™Unione Europea ancora una volta conferma la propria irrilevanza sul terreno geopolitico e diplomatico, incapace comโ€™รจ di determinare passi in avanti reali.

Una UE che appare attore smarrito quanto inefficace ed impreparato circa lโ€™individuazione di una soluzione avanzata in merito ai nodi posti dalla crisi energetica rapidamente acuitasi che ha sollevato legittime preoccupazioni riguardo al โ€œcaro carburanteโ€ e al lievitare dei prezzi al consumo accompagnati vergognosamente da tentativi di speculazione e da nuove spinte inflattive. In questo contesto, quasi fosse โ€œnodo e dramma minoreโ€, nรฉ i politici, nรฉ i media accennano alla condizione che vivono le famiglie e i lavoratori marittimi bloccati nello stretto di Hormuz dai pasdaran e dalla flotta militare Usa.

Come comunisti, avvertiamo innanzitutto la necessitร  di dare visibilitร  a questi lavoratori abbandonati al loro destino. Sul totale dei lavoratori di fatto ostaggio del braccio di ferro politico e militare in atto, risulterebbero circa 2500 i marittimi italiani (fonte Fit Cisl Liguria) bloccati da settimane su superpetroliere, portacontainers, bulk carrier. Oltre allโ€™impossibilitร  di garantire la rotazione degli equipaggi, molti di questi, imbarcati su navi vicine o parte del cuore dellโ€™area di crisi, soffrono ormai la mancanza di forniture alimentari adeguate e la possibilitร  -al bisogno- delle cure indispensabili. Senza contare la condizione materiale e psicologica che al momento coinvolge i lavoratori marittimi i cui cargo sono stati sequestrati in armi da pasdaran sui quali incombe in via permanente un incerto destino. Serve uno scatto della comunitร  internazionale. Serve che questo Governo inerte e arreso dinanzi alla prepotenza internazionale, che spesso in via del tutto retorica e strumentale fa riferimento ad una supposta โ€œitalianitร โ€ da tutelare, reclami la difesa dei propri connazionali, la difesa dei diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori presenti nellโ€™area coinvolti nella crisi. Lavoratori marittimi che non possono essere stritolati da logiche belliciste, da interessi economici internazionali speculativi, dalla follia della guerra.

Come ieri i lavoratori non potevano e dovevano essere โ€œcarne da cannoneโ€ da sacrificare nelle guerre imperialiste, oggi non possono esserlo nei nuovi scenari di guerra neocoloniale dettati da una minoranza di โ€œpoteri fortiโ€ e Paesi del mondo. Serve unโ€™iniziativa politica forte. Serve la solidarietร  dei lavoratori tutti, ed in primis di quelli marittimi, su scala globale. Il PCI รจ con il dolore e il sacrificio quotidiano dei marittimi coinvolti.

- Dipartimento Nazionale Lavoro del PCI

Indirizzo

Sant'agostino
44047

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