14/07/2026
APPELLO PER LA DIFESA DELL’AUTONOMIA POLITICA
DELL’ ANPI DI NAPOLI
E CONTRO L’ATTACCO ALLA SUA DEMOCRAZIA INTERNA
Appello sottoscritto da
Sezione ANPI NAPOLI "LENUCCIA"
Sezione ANPI PORTICI
Sezione ANPI NAPOLI NORD
Sezione ANPI SANT'ANASTASIA (NA)
Sezione ANPI NAPOLI ORIENTALE
APPELLO PER LA DIFESA DELL’AUTONOMIA POLITICA
DELL’ANPI DI NAPOLI
E CONTRO L’ATTACCO ALLA SUA DEMOCRAZIA INTERNA
Il 25 aprile del 2025 è stata una data memorabile per la Napoli democratica e antifascista: quasi magicamente si sono trovati in piazza oltre 15.000 antifascisti, in un lunghissimo e combattivo corteo, aperto dalla Comunità Palestinese ed animato da una grande maggioranza di giovani lavoratori e studenti.
In realtà non fu però una magia, fu invece il risultato dell’incontro fecondo tra una nuova coscienza, figlia della rivolta contro il genocidio sionista di Gaza, ed un lavoro di diverse associazioni, collettivi, centri sociali, organizzazioni politiche e sindacali.
Tra di loro spiccò il lavoro, l’impulso fondamentale di diverse Sezioni dell’ANPI di Napoli città e provincia, già reduci da una legittima rivolta interna, democratica e partecipata, contro una vita associativa ridotta alle ritualità commemorative e ad una visione tutta istituzionale, avulsa dalla necessità cogente di agire contro il fascismo di oggi e di favorire la partecipazione civile e politica delle giovani generazioni.
Quel 25 aprile vide la decisa contrapposizione ad una burocrazia manovriera, ad una intellettualità elitaria ed accomodante, e fu promossa in affollate assemblee nei quartieri popolari, nelle assemblee di facoltà e di istituti superiori, nei luoghi del conflitto operaio, nei centri sociali già sotto attacco della reazione.
Ebbe, però, anche un seguito fecondo, con un lavoro di messa in rete delle esperienze di lotta, specie su tre versanti: contro il sionismo, a difesa della causa del glorioso Popolo palestinese, per una pace vera e costruita con le armi della pace, fuori e contro ogni logica di riarmo, per l’autonomia dalle maggioranze politico-istituzionali, specie quelle dedite a pratiche politiche compromissorie, in evidente contrasto con lo spirito e l’impegno antifascista dell’ANPI da sempre ben lontano da ogni convergenza con interessi e poteri forti e solidale con il mondo del lavoro e con il diritto/dovere dei cittadini ad impegnarsi per una città antifascista.
Condannando la politica ad un mero livello istituzionale, si è giunti a reprimere non solo le ideologie, che sono il bagaglio culturale dell’ANPI, ma persino il mondo delle idee, della ricerca scientifica ed umanistica, dentro i limiti di un bieco conformismo, bloccando una spontanea lotta democratica antifascista contro una deriva istituzionale repressiva e sempre più autoritaria. Una deriva autoritaria sostenuta da decreti sicurezza pronta ad accettare tutte le priorità di una politica dai contenuti economici e sociali in evidente contrasto con i principi ed i valori della Costituzione. Mentre è proprio la intollerabile negazione di questi valori e le prospettive sempre più frustrate di un futuro migliore per le giovani generazioni che le allontana dal voto.
È iniziato, dunque, un sordo, subdolo, ma incessante attacco contro la mobilitazione di quel 25 aprile 2025, contro i suoi attori e promotori, contro i suoi sviluppi politici ed ideali di cui la stessa ANPI è stata protagonista, di chi, nella stessa ANPI, aveva tentato di boicottare quel 25 aprile.
Le decisioni e gli atti messi in campo contro il nuovo spirito autenticamente antifascista che anima ampi strati dell’ANPI napoletana, decisioni quasi sempre prese fuori dal dettato costituzionale e dal Codice del Terzo Settore, cui invece una ETS dovrebbe attenersi.
Grazie alla determinazione di diverse e differenti Sezioni di Napoli, il Congresso provinciale straordinario era stato ottenuto, strappandolo con le unghie e con i denti. Congresso in seguito annullato burocraticamente dagli organi superiori, prima di fatto e poi con una dichiarazione formale presentata al Tribunale civile di Roma, senza il previsto assenso degli organismi associativi competenti, ed adottata al solo scopo “punitivo” di impedire, facendo ve**re meno i motivi di urgenza, la prevedibile e giusta revoca dell’inedito commissariamento di una Sezione prestigiosa, la Sezione ANPI Napoli Orientale “Aurelio Ferrara” che di quella richiesta di rinnovamento è stata tra le principali protagoniste.
A fronte di un perdurante lavoro, qualificato e di massa, delle diverse Sezioni di Napoli e provincia, si è operato per ridimensionare le iniziative dell’ANPI di Napoli, arrivando perfino a negare o ad ostacolare addirittura la consegna delle tessere 2026, sotto una cappa autoritaria, negando la pratica salutare dell’assemblea plenaria dei soci, anche interponendosi inutilmente ad affollate iniziative delle reti democratiche sul territorio, del lavoro e della cultura napoletana, rinfocolando vecchi e nuovi rancori, vecchi e nuovi protagonismi personalistici. La risposta migliore dei tanti associati ANPI di Napoli Est è stata il loro contributo determinante alla vittoria del No al referendum per la controriforma della magistratura che ha fatto di Napoli Est la municipalità nella quale si è registrato il maggiore successo referendario per il No.
Questo appello – al di là di ogni personalismo e/o indebita strumentalizzazione politico-partitica – intende solo riaffermare il diritto degli antifascisti napoletani ad esercitare una democrazia interna sostanziale e fattiva, ad affermare a pieno – noi sì! - i principi inalienabili della Costituzione repubblicana, di cui il Presidente della Costituente, Umberto Terracini, e il più amato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, sono stati tra i primi autori e custodi.
Abbiamo cercato inutilmente e ripetutamente di essere ascoltati, abbiamo anche perseguito le strade, pure in sede legale, per una soluzione politica di uno scontro che altro non è che tra democrazia, antifascismo e valori politici più autentici e conformi allo spirito della Costituzione repubblicana, da un lato, e una gestione associativa verticistica, burocratica ed autoritaria, dall’altro: è stato tutto inutile; abbiamo ricevuto sempre e solo risposte arroganti nonché forzature organizzative di ogni genere, al di là delle regole statutarie.
Ci affidiamo con questo appello alle forze migliori dell’antifascismo militante, nel pieno rispetto di ogni cultura e di ogni tradizione o appartenenza politica, purché democratica, sicuri della solidarietà operaia e di ogni intellettualità organica ad una irrinunciabile militanza antifascista ed antinazista, e al mondo dell’associazionismo e dell’impegno sociale, per difendere il nostro ed il loro stesso diritto ad esistere, e soprattutto a Resistere mentre continua a perpetrarsi il feroce genocidio sionista contro la Palestina, con una risposta che appare sempre più insufficiente e sempre più ipocrita.
Napoli, 9 luglio 2026
Le prime 50 adesioni:
Antonio Cennamo
Operaio - Rsu Fiom Itwash-Sangiorgio
Prof.ssa Anna Fava
Docente e ricercatrice Università Federico II
Valantino Gianpaoli
Scultore
Prof. Carlo Amirante
Costituzionalista
Tonino Tammaro
già Operaio Alfa Romeo Pomigliano
fondatore dello SLAI Cobas
Prof. Angelo Antonio Cervati
Costituzionalista - La Sapienza, Roma
Carlo Cremona
Presidente Associazione iKen
Prof.ssa Rita Librandi
Docente emerita di Linguistica italiana
Accademia della Crusca
Michele Madonna
operaio Jabil di Marcianise
responsabile USB Industria della Campania
Prof. Gianni Bianco
Costituzionalista, Università di Sassari
Vincenzo Morreale
Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio
Prof. Pasquale Gallifuoco
ACLI regionale - Cultura e Università
Raffaele Ucci
Attivista sociale a Salerno
Avv. Giuseppe Mantia
Giurista, ANPPIA
Tommaso Sorrentino
“Le radici del sindacato” Campania
Avv.ssa Lidia Cervadoro
giurista, Tropea
Pasquale Musella
Operaio coop 25 Giugno
Presidente associazione “Il mondo che vorrei”
di San Giovanni a Teduccio
Prof. Carlo Iannello
Docente universitario Diritto Costituzionale
Dott.ssa Maria Rosaria Sannino
Giornalista
Prof. Giuseppe Aragno
Storico
Gianni Giovine
operaio metalmeccanico Leonardo Aeronautica NOLA
coordinatore Regionale USB LAVORO PRIVATO
Dott. Mauro Galli
Giornalista
Massimo Sgroi
critico d'arte, scrittore
Dott.ssa Emanuela Barilà
Logopedista ( operatrice sanitaria)
RSA Fp CGIL Dinastar Srl
Franco Maranta
Forum Diritti e Salute
Prof. Angelo d’Orsi
Storico, giornalista, politico
Gessica Onofrio
Civico 7 Liberato – Napoli
Prof.ssa Wanda D’Alessio
già Docente universitaria
Componente Comitato provinciale ANPI Napoli
Marco Sansone
esecutivo confederale campano Unione Sindacale di Base
Prof. Aniello Parma
Docente universitario di Diritto romano
Michele Franco
Attivista politico e sociale
Prof.ssa Amalia Bellusci
già Docente di Biologia
Prof. Ottavio Iommelli
Docente al Master Agopuntura Fitoterapia e Nutrizione
Università Federico II di Napoli
Rosaria Meo
delegata RSA SGB di Napoli Servizi
Paolo Bordino
lavoratore pubblico a Salerno
Prof.ssa Mariarosaria De Matteo
Presidente Associazione “Barra R-esiste”
Massimo Amore
esecutivo campano Unione Sindacale di Base (Pensionati)
Sandro Fucito
Presidente VI Municipalità di Napoli
(Ponticelli – Barra – San Giovanni a Teduccio)
Prof. Gianfranco Borrelli
Politologo
Silvia Marzoli
critica d'arte, scrittrice
Prof.ssa Stefania Achella
Docente universitaria di
Storia della Filosofia
Prof.ssa Maria Elena Capuano
Docente di Italiano e Storia
Vincenzo Morvillo
critico cinematografico e collaboratore del sito Contropiano.org
Prof.ssa Marcella Raiola
Docente - membro dell'esecutivo nazionale dei
Comitati contro l'autonomia differenziata
Pietro Palumbo
Organizzazione pensionati
Dott.ssa Carmela Petrolo
Funzionaria Amministrativa, ANNPIA Pozzallo
Arch. Fulvio Ricci
Vicepresidente Associazione AIR
Associazione Nazionale Architetti in Rete
per la professione progressista
Prof. Antonio Setola
Docente di Lettere, Storia e Latino
Mario Maddaloni
Operaio settore energia
delegato Napoletana Gas
Dott.ssa Raffaella De Feo
Terapista della riabilitazione
RSA Fp Cgil Therapic center
Mimmo Cordone
Casa del Popolo "Raffaele Perna" - San Giovanni a Teduccio
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