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Abbiamo voluto aspettare. Una voce critica, una coscienza che si solleva dal torpore, un segno contrario. Niente. Ringra...
26/08/2026

Abbiamo voluto aspettare. Una voce critica, una coscienza che si solleva dal torpore, un segno contrario. Niente. Ringraziamenti e celebrazioni, Lodi alla mala gestione Per noil'uso dell'argomento ACQUA solo a finì elettorali e il continuo atteggiamento servile e accondiscendente verso l'ente gestore del servizio è politicamente ed eticamente inaccettabile

Comunicato stampa.
Inviato a tutte le redazioni locali

Il depuratore di colpe
IL CASO GELA-CALTAQUA

Dalla vergogna ambientale alla parata delle medaglie:

Il raddoppio del depuratore di Macchitella tra propaganda politica, inchieste per frode e sanzioni europee. Abbiamo aspettato quasi un mese, sperando di scorgere un segnale diverso, un sussulto di orgoglio e verità. Ma è evidente che sul tema acqua e sulla gestione dei rapporti con Caltaqua c'è un appiattimento intellettuale e politico non casuale.
Cosa è successo?
GELA — Un taglio del nastro con sorrisi istituzionali, foto di rito e dichiarazioni trionfali per celebrare la conclusione dei lavori di raddoppio del depuratore di Macchitella ad agosto 2026.
Quella che la politica locale e regionale prova a vendere all'opinione pubblica come uno "storico traguardo infrastrutturale" è in realtà il tentativo d'incassare una medaglia su quello che resta un colossale, decennale e vergognoso ritardo. Il sopralluogo di fine cantiere — alla presenza del
sub-commissario per la depurazione Toto Cordaro, dei vertici del gestore privato Caltaqua, dei deputati regionali e degli amministratori locali — offre la perfetta narrazione della politica delle "vittorie a scoppio ritardato": trasformare la riparazione tardiva di un'omissione strutturale in un proprio merito.
L'opera bis da 8 milioni di euro (finanziata con fondi CIPE), in grado di portare la capacità dell'impianto a 25 mila abitanti equivalenti per servire quartieri come Macchitella, Scavone, Marchitello e Manfria, non è figlia della virtù programmatoria delle istituzioni né della
lungimiranza del gestore idrico. È, al contrario, il frutto dell'intervento coercitivo dello Stato tramite il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, nominato a seguito delle devastanti procedure d'infrazione avviate dall'Unione Europea contro l'Italia per il mancato trattamento delle acque reflue.

La passerella politica sullo sfondo delle inchieste penali.

Il contrasto stridente tra la retorica della conquista e la realtà dei fatti emerge in tutta la sua gravità osservando il quadro giudiziario in cui l'infrastruttura prende forma. A marzo 2025, la Procura di Caltanissetta ha travolto il sistema di gestione del servizio idrico nisseno con una maxi-inchiesta per concorso in frode nelle pubbliche forniture e inquinamento ambientale. Tra i dieci indagati figurano proprio i vertici di Caltaqua, della controllante sp****la Aqualia e persino dell'Assemblea Territoriale Idrica (ATI), ossia l'organo pubblico che avrebbe dovuto vigilare e tutelare i cittadini.
Le indagini della Guardia di Finanza e i rilievi tecnici dell'ARPA raccontano una storia ben diversa da quella raccontata durante i sopralluoghi istituzionali:
● Il meccanismo del Transfer Pricing: Gli inquirenti ipotizzano il drenaggio sistematico delle tariffe pagate dai residenti e dei fondi pubblici verso la casa madre sp****la Aqualia, impoverendo la filiale italiana e riducendo al lumicino gli investimenti e le manutenzioni essenziali.
● Attentato ambientale e sanitario: Per anni i reflui non trattati sono stati scaricati
direttamente in mare, con tassi di inquinamento ben oltre i limiti di legge e la contestuale erogazione in rete di acqua non potabile.
● La truffa dei "canoni fantasma": Un modus operandi che ha radici profonde, confermato dai procedimenti giudiziari del 2018-2019 in cui si contestava a Caltaqua l'addebito in bolletta dei costi di depurazione anche per residenti serviti da impianti del tutto inesistenti o fuori uso.

Il peso economico scaricato sui cittadini.

Mentre i rappresentanti istituzionali celebrano la fine dei lavori, la fattura economica dei ritardi continua a gravare sui cittadini gelesi. L'agglomerato di Gela è una delle cause principali delle condanne comminate all'Italia dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che impongono una sanzione sanzionatoria di 25 milioni di euro e penalità semestrali superiori a 30 milioni fino al completo rientro dei parametri.
In base alle norme del settore e ai piani tariffari predisposti dall'ARERA, la catena del danno si ribalta inevitabilmente a cascata: lo Stato rivale il costo delle sanzioni comunitarie sugli enti locali e sull'ambito territoriale, che lo traducono in aumenti e conguagli nelle bollette dei
residenti. Di fatto, la cittadinanza viene penalizzata due volte: prima subendo il mare inquinato e il deficit igienico-sanitario per oltre dieci anni, e poi finanziando — direttamente in bolletta — le multe generate dalle inadempienze del gestore e dal colpevole ritardo degli enti controllori.

Conclusioni: la necessità di un'operazione di verità.

Inquadrare la consegna dei lavori del depuratore di Macchitella ad agosto 2026 come una "medaglia da appuntarsi al petto" significa compiere una manovra di distrazione di massa.
L'adeguamento dell'impianto è un atto riparatorio tardivo, obbligato dalle sentenze comunitarie e gestito in estrema emergenza dalla struttura commissariale. Nessuna passerella politica o comunicato stampa trionfalistico potrà cancellare le responsabilità penali in corso d'accertamento, il danno d'immagine inflitto alla costa di Gela e il diritto della cittadinanza a chiedere il rimborso delle quote di depurazione pagate illegittimamente per servizi che, per oltre un decennio, sono esistiti soltanto sulla carta.

La Corte dei conti, sulla crisi idrica, CONDANNA la regione Siciliana.https://palermo.gds.it/articoli/politica/2026/07/2...
24/07/2026

La Corte dei conti, sulla crisi idrica, CONDANNA la regione Siciliana.

https://palermo.gds.it/articoli/politica/2026/07/24/acqua-la-corte-dei-conti-boccia-la-sicilia-non-e-solo-colpa-della-siccita-cda88ddf-4ac6-4a8c-bb7b-baa68509fc40/

E cita, fra le anomalie i fondi non spesi.
Per anni, la stampa, le TV, le PEC sono testimoni di questo, solo gran Sicilia ha provato ad agire, a mettere preventivamente in risalto l'anomalia, a chiedere spiegazioni, ad incontrare politici, cittadini. C'erano fondi? Ancora oggi, quando lo diciamo, qualcuno nega, qualcuno scrilla le spalle, nessuno si indigna.
La corte dei conti ci condanna. Giustamente. E da ragione. a Gran Sicilia. Ragione amara.

https://quotidianodigela.it/malore-per-il-giornalista-franco-gallo-operato-durgenza-a-caltanissettaCi uniamo ai tanti ch...
21/04/2026

https://quotidianodigela.it/malore-per-il-giornalista-franco-gallo-operato-durgenza-a-caltanissetta

Ci uniamo ai tanti che stanno pregando per Franco Gallo . Il giornalista Gelese che ci ha spesso ospitati e dato spazio nei suoi programmi in radio e in TV. L'unico, forse, che ha dato a Gran Sicilia la possibilità di confrontarsi con chiunque.
Forza Franco. Attaversa questa tempesta ed esci vittorioso.

Tutta la nostra redazione è vicina a lui e alla sua famiglia che lo sta assistendo

Indirizzo

Piazza Garibaldi 8
Santa Caterina Villarmosa
93018

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