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09/09/2026

10 DOMANDE A MARCO BUCCI SULLA CRISI AMT

La situazione di AMT, come ormai risaputo, è particolarmente difficile.
Nei mesi scorsi il Comune ha avviato un piano di risanamento per rientrare da una situazione di forte indebitamento.
L’Amministrazione comunale progressista, a seguito della scoperta dei debiti, ha portato i libri contabili in tribunale avviando una “composizione negoziata della crisi” per evitarne il fallimento.

Nelle ultime settimane come M5S ci siamo posti a difesa dei sindaci del territorio metropolitano chiedendo di limitare alcuni tagli che potrebbero coinvolgere alcuni piccoli Comuni. Il Comune di Genova negli ultimi giorni ha trovato e stanziato altri 2 Milioni per cercare di sostenere il servizio delle linee metropolitane.

Dalla Primavera invece stiamo tutti aspettando i 15 milioni promessi ad AMT dal Presidente di Regione Liguria Marco Bucci. Purtroppo il dibattito politico è avvelenato da un’opposizione di Centrodestra che cerca in ogni modo di sollevare polveroni per coprire le proprie responsabilità e per questo motivo riporto pubblicamente 10 domande puntuali a cui l’Ex Sindaco Marco Bucci dovrebbe rispondere per chiarezza e trasparenza verso tutti i genovesi.

Le risposte le chiediamo a Marco Bucci ma se qualche suo ex Vice Sindaco, Ex Assessore, Presidente di Municipio o fans vuole provare a rispondere a qualcuna di queste domande i genovesi gliene saranno grati.

10 DOMANDE A MARCO BUCCI

1) Gratuità e sostenibilità dei conti

Nel dicembre 2022, nonostante AMT arrivasse dagli effetti pesantissimi della pandemia, dalla contrazione degli introiti e dall'aumento dei costi, la sua amministrazione decise di proseguire ed estendere il progetto di gratuità del trasporto pubblico. Perché si scelse di andare avanti proprio mentre emergevano dubbi sulla sostenibilità economica dell'operazione? Quali garanzie finanziarie furono date ad AMT per coprirne i costi?

2) Le dimissioni di Marco Beltrami

Sempre nel dicembre 2022 Marco Beltrami, da lei nominato alla guida di AMT nel 2017, si dimise dopo cinque anni. All'epoca furono riportate divergenze con la sua amministrazione proprio sulla gestione economica dell'azienda e sulla sostenibilità della gratuità del trasporto pubblico. Beltrami avrebbe inoltre chiesto garanzie formali sulla copertura degli eventuali disavanzi. Quali furono esattamente le ragioni di quelle dimissioni e quali risposte diede allora la sua amministrazione alle preoccupazioni espresse dal presidente di AMT?

3) Il CdA nominato dopo Beltrami e l'inchiesta giudiziaria

Dopo Beltrami, alla presidenza di AMT fu nominata Ilaria Gavuglio. Oggi Gavuglio e altri quattro componenti di quel CdA risultano indagati nell'inchiesta della Procura per ipotesi che comprendono falso in bilancio e bancarotta, accuse che gli interessati contestano. Al di là dell'esito giudiziario, che spetterà alla magistratura accertare, ritiene che le nomine e i sistemi di controllo esercitati dal Comune durante la sua amministrazione abbiano funzionato? Se sì, come è stato possibile arrivare a una crisi di queste dimensioni?

4) Perché il bilancio 2024 non fu approvato?

Il precedente CdA di AMT deliberò il 14 marzo 2025 di avvalersi del termine di 180 giorni per l'approvazione del bilancio 2024, ma arrivò alla cessazione del proprio mandato senza approvarlo. Quel bilancio ha poi certificato una perdita di quasi 56 milioni di euro e un deficit patrimoniale superiore a 37 milioni. Perché un documento così importante non fu approvato quando alla guida del Comune e dell'azienda c'erano ancora amministratori espressione del centrodestra? E quando lei ha avuto conoscenza della reale entità delle perdite?

5) Dove finisce la responsabilità di Bucci e dove comincia quella di Piciocchi?

Dopo la rivelazione della crisi di AMT, lei ha preso le distanze dalla fase finale della precedente amministrazione comunale richiamando il fatto di non essere più sindaco (“Io non c’ero”!). Ma AMT è stata guidata per gran parte del periodo in cui si sono formati gli squilibri economici sotto la sua amministrazione e attraverso vertici nominati durante i suoi mandati. Quali responsabilità si assume personalmente per le scelte compiute fino alla sua uscita da Palazzo Tursi e quali ritiene invece riconducibili ai mesi successivi?

6) La composizione negoziata era evitabile?

Il nuovo CdA, dopo la due diligence che hanno fatto emergere la situazione patrimoniale dell'azienda, ha attivato la composizione negoziata della crisi, ottenendo misure di protezione e predisponendo un piano di risanamento per evitare che AMT precipitasse verso la liquidazione giudiziale. Ritiene che questa sia stata la scelta corretta? Se fosse stato ancora sindaco, avrebbe adottato la stessa procedura? Se no, quale alternativa concreta avrebbe scelto per garantire continuità aziendale, stipendi e servizio pubblico?

7) I 15 milioni regionali: quando arriveranno davvero?

La Regione ha più volte garantito il proprio sostegno ad AMT. A giugno lei ha sostenuto che i 15 milioni richiesti non rappresentavano risorse aggiuntive rispetto ai 110 milioni complessivi destinati al sistema, ma un'anticipazione. A fine agosto il Comune denunciava però che quelle risorse non erano ancora concretamente disponibili, mentre AMT affrontava problemi di liquidità e ipotesi di riduzione del servizio. Al di là delle definizioni contabili: in quale data esatta i 15 milioni saranno nella disponibilità dell'azienda? E perché, dopo mesi di annunci, questo passaggio non è ancora stato completato?

8) La fusione AMT-ATP è stata davvero un successo?

La fusione tra AMT e ATP (ex azienda di trasporto della Provincia) fu una scelta che lei rivendicò con forza e che nel 2022 definì conclusa con successo. Oggi la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone nell'inchiesta relativa a quell'operazione, con contestazioni che riguardano, secondo l'accusa, anche il business plan e l'utilizzo di risorse collegate all'aumento di capitale. Fermo restando che le responsabilità penali devono essere accertate in giudizio, ritiene ancora che le modalità con cui fu realizzata la fusione siano state corrette? E può escludere che quell'operazione abbia contribuito a indebolire economicamente AMT?

9) Perché il progetto dei 4 Assi è arrivato così in ritardo?

Il progetto dei “4 Assi di forza”, una delle principali opere di trasformazione del trasporto pubblico genovese e finanziato con centinaia di milioni del PNRR, avrebbe dovuto rappresentare uno dei lasciti strategici della sua amministrazione. Eppure al cambio di amministrazione il livello di avanzamento delle infrastrutture risultava praticamente fermo rispetto agli obiettivi e alle scadenze. Come spiega questi ritardi? Quali responsabilità politiche e gestionali individua e perché un progetto di questa portata non è stato portato a un livello di realizzazione coerente con il cronoprogramma?

10) Cento milioni di filobus prima dell'infrastruttura: perché?

Per il progetto dei 4 Assi sono stati acquistati 112 filobus Solaris per un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro. I primi mezzi sono arrivati già nell'ottobre 2024, quando l'infrastruttura necessaria al loro pieno utilizzo era ancora ai nastri di partenza. Quale logica tecnica e finanziaria ha portato ad acquistare e far arrivare i mezzi con così largo anticipo rispetto alla disponibilità delle linee? Quanto è costato ad AMT custodire, mantenere e gestire mezzi non ancora pienamente utilizzabili e chi ha assunto quella decisione?

UNA DOMANDA CHE LE RIASSUME TUTTE:

Presidente Bucci, lei ha guidato Genova dal 2017 al 2024, ha scelto i vertici di AMT, ha sostenuto la gratuità, ha voluto la fusione con ATP e ha promosso il progetto dei 4 Assi.
Oggi AMT sta affrontando una delle crisi più gravi della propria storia. Qual è la parte di responsabilità politica che riconosce alle decisioni assunte durante i suoi sette anni da sindaco?

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