ANPI Sezione Silvio Solimano "Berto" S.Margherita Lig.- Portofino - Rapallo

ANPI Sezione Silvio Solimano "Berto" S.Margherita Lig.- Portofino - Rapallo Pagina dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, sezione Silvio Solimano "Berto" di Santa Margherita Ligure - Portofino - Rapallo

"Carla Nespolo ha tracciato una strada, quella del rapporto unitario, del confronto con le altre forze democratiche, della stretta relazione col mondo dell’associazionismo, che intendiamo continuare a perseguire a maggior ragione nella situazione di straordinaria emergenza in cui ci troviamo. Ma ciò che di più profondo ci ha consegnato è la propensione a guardare sempre oltre, a osservare con spir

ito critico e senso di responsabilità il mondo e il Paese che stanno cambiando, ad ascoltare le opinioni degli altri come un possibile contributo alle nostre, e – assieme – a tenere saldissime le radici dell’Anpi nella concreta esperienza storica della Resistenza e in quell’insieme di valori che sta a noi attualizzare in ogni momento di ogni presente." Incipit del XVII Documento Congressuale

"8 settembre 1943: il dramma dell’esercito italiano scoppia alle 19,45, quando la radio italiana divulga il messaggio de...
08/09/2026

"8 settembre 1943: il dramma dell’esercito italiano scoppia alle 19,45, quando la radio italiana divulga il messaggio del maresciallo Badoglio nel quale il capo del governo comunicava che l’Italia ha 'chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate' e che la richiesta è stata accolta. Il dramma si trasforma nel giro di poche ore in tragedia per centinaia di migliaia di soldati abbandonati a loro stessi nell’ora forse più tragica dall’inizio della guerra.
Nella dissoluzione generale si verificano tuttavia alcuni coraggiosi quanto inutili tentativi di opporsi all’aggressione tedesca: in Trentino-Alto Adige e in Francia le truppe alpine reagiscono all’attacco, ma sono episodi di breve durata, i focolai di resistenza sono spenti con spietata ferocia. In Grecia, nel desolante spettacolo del disarmo dei reparti italiani da parte dei tedeschi, brilla il coraggio della divisione Acqui che a Cefalonia sceglie la lotta e affronta il conseguente massacro."

Stasera il documentario “C’è chi disse no. La Resistenza degli Internati militari italiani” (3D Produzioni, 2025) - real...
08/09/2026

Stasera il documentario “C’è chi disse no. La Resistenza degli Internati militari italiani” (3D Produzioni, 2025) - realizzato col patrocinio, tra gli altri, di Anei Milano - andrà in onda su Rai Storia dalle 21:15 alle 22:15. Poi resterà a disposizione su RaiPlay per 15 giorni.

Il soggetto del documentario è stato realizzato da Marco Brando, presidente di Anei Milano.

La regia e la sceneggiatura sono di Marialuisa Miraglia.

È possibile chiedere di proiettare il documentario in cinema, circoli e scuole. Per avere informazioni scrivere a: [email protected].

8 SETTEMBRE 1943 - 83° ANNIVERSARIO: STASERA SU RAI STORIA IL DOCUFILM “C’È CHI DISSE NO. LA RESISTENZA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI”

In occasione dell'83° anniversario dell'armistizio dell'8 settembre 1943, stasera il documentario “C’è chi disse no. La Resistenza degli Internati militari italiani” (3D Produzioni, 2025) - realizzato col patrocinio, tra gli altri, di Anei Milano - andrà in onda su Rai storia dalle 21:15 alle 22:15. Poi resterà a disposizione su RaiPlay per 15 giorni.

Il soggetto del documentario è stato realizzato da Marco Brando, presidente di Anei Milano.

La regia e la sceneggiatura sono di Marialuisa Miraglia.

È possibile chiedere di proiettare il documentario in cinema, circoli e scuole. Per avere informazioni scrivere a: [email protected].

Oggi ad Allegrezze, frazione di Santo Stefano si è tenuta la commemorazione del partigiano sammargheritese Silvio Solima...
30/08/2026

Oggi ad Allegrezze, frazione di Santo Stefano si è tenuta la commemorazione del partigiano sammargheritese Silvio Solimano, “Berto”, caduto a soli 19 anni durante la battaglia di Allegrezze. Per il suo coraggio e la sua dedizione alla lotta di Liberazione gli fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
La cerimonia, organizzata dall' ANPI Sezione Silvio Solimano "Berto" S.Margherita Lig.- Portofino - Rapallo e dal Comune di Santa Margherita Ligure è stata molto partecipata. L'orazione ufficiale è stata tenuta dall'onorevole Valentina Ghio. Sono stati molto apprezzati anche gli interventi dei sindaci Guglielmo Caversazio, Mattia Crucioli e delle presidente Anpi della nostra Sezione Maria Grazia Barbagelata.
Si ringraziano il Comune di Santo Stefano d'Aveto, la Filarmonica C. Colombo 1875, le sezioni Anpi intervenute, il Circolo Arci Orchidea e tutti coloro che hanno partecipato.

Questa mattina, presso il cimitero cittadino di Santa Margherita Ligure, la nostra sezione ha reso il consueto omaggio a...
27/08/2026

Questa mattina, presso il cimitero cittadino di Santa Margherita Ligure, la nostra sezione ha reso il consueto omaggio alla tomba del Partigiano sammargheritese Silvio Solimano "Berto" - medaglia d'oro al valor militare - in occasione dell'82° anniversario del suo sacrificio.
Erano presenti il Sindaco Guglielmo Caversazio e il nipote di "Berto" Silvio Spotorno.
Nel corso della breve cerimonia è stato reso simbolicamente omaggio anche a tutti i partigiani e patrioti di Santa Margherita Ligure che durante la Resistenza sono morti per la Libertà.
Ricordiamo l'appuntamento di domenica 30 agosto ad Allegrezze, per ricordare "Berto" nel luogo in cui sacrificò la sua giovane vita e tutti i Caduti della Val d'Aveto.

23/08/2026

🌹Il 𝟐𝟑 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟕 nel penitenziario statunitense di Charlestown vengono giustiziati due innocenti, 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐜𝐜𝐨 e 𝐁𝐚𝐫𝐭𝐨𝐥𝐨𝐦𝐞𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐳𝐞𝐭𝐭𝐢.

La loro vera colpa? Essere anarchici e italiani. Il discorso alla giuria di Vanzetti è lungo, lucido ed è una denuncia forte e appassionata, da leggere e rileggere. Un piccolo e significativo estratto:

"Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra, non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un italiano, e davvero io sono un italiano...”

La storia di Sacco e Vanzetti, simbolo della lotta per i diritti umani e contro la pena di morte, diventa un film, “Sacco e Vanzetti”, nel 1971, regia di Giuliano Montaldo, con un grande Gian Maria Volonté, indimenticabile proprio il monologo di Vanzetti e le musiche di Ennio Morricone, “Here’s to You”, arricchita poi dalle parole di Joan Baez e cantata in italiano da Gianni Morandi, una ballata bellissima in tutte le versioni.



23/08/2026

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢

Sapeva come sarebbe finita.
L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:

«Ritirarmi sarebbe rinunciare a una missione troppo sacra. A cuore aperto, con la preghiera che spero mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori, attendo la bufera, la persecuzione, forse la morte.»

La sera del 23 agosto 1923, ad Argenta, don Giovanni Minzoni rientra in canonica con un giovane parrocchiano. Due squadristi lo aggrediscono alle spalle e gli fracassano il cranio a bastonate. Muore poche ore dopo senza riprendere conoscenza. Aveva trentotto anni.

Era arciprete di Argenta dal 1910. Cappellano militare volontario nella Grande Guerra, medaglia d’argento al valor militare. Tra i braccianti della Bassa ferrarese aveva costruito circoli, scuole popolari, i primi nuclei del sindacalismo cattolico. Quando nel 1921 gli squadristi uccisero ad Argenta il sindacalista socialista Natale Gaiba, fu tra le pochissime voci a denunciarlo pubblicamente. Nel 1923 fondò due riparti di esploratori cattolici: quei ragazzi il fascismo li voleva solo per sé.

Gli esecutori rispondevano alla milizia di Italo Balbo. Nel 1925 il processo di Ferrara li assolse tutti, tra testimoni intimiditi e giornalisti minacciati: uscirono dall’aula portati in trionfo. La condanna arrivò solo nel 1947, ventiquattro anni dopo, e fu subito coperta dall’amnistia. Nessuno scontò un giorno di carcere.

Non aveva un partito né un’arma. Aveva dei ragazzi e una parola pubblica. È bastato.

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/don-giovanni-minzoni

Anpi Ferrara

16/08/2026

"𝐔𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐦𝐞, 𝐦𝐚 𝐥'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥'𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐢"

Il 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟒 fu ritrovato nei pressi di Riano, a pochi chilometri da Roma, il ca****re di 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨𝐭𝐭𝐢.

Il deputato socialista era stato rapito e ucciso da una squadraccia fascista su mandato di Benito Mussolini il 10 giugno 1924.

𝐕𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐓𝐢𝐭𝐭𝐚, moglie del deputato socialista, fu risoluta e ferma sul funerale, non voleva vedere fascisti, le sue parole:

«Chiedo che nessuna rappresentanza della milizia fascista sia di scorta al treno, nessun milite fascista di qualunque grado o carica, comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario in servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio e a Fratta Polesine fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina italiana che compie i suoi doveri, per potere esigere i suoi diritti, quindi nessuna vettura salone, nessuno scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio, ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno, quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, detto servizio sia affidato solamente ai soldati italiani»

Velia Titta, aveva commissionato a Adolfo Porry Pastorel, noto fotoreporter italiano del tempo, un ampio servizio fotografico sul luogo del rapimento e del delitto, sul ritrovamento della salma e sul funerale. Una selezioni degli scatti si può vedere sul sito della Casa Museo Giacomo Matteotti di Fratta Polesine. Sulla grafica di oggi uno di questi scatti.

ANPI Provinciale Rovigo Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





Milano, 10 agosto 1944: quindici partigiani vengono fucilati in Piazzale Loreto da militi del gruppo Oberdan della Legio...
10/08/2026

Milano, 10 agosto 1944: quindici partigiani vengono fucilati in Piazzale Loreto da militi del gruppo Oberdan della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti della RSI, per ordine del comando di sicurezza nazista, e i loro cadaveri esposti al pubblico.

I nomi dei Martiri:
Gian Antonio Bravin (1908) - capo III gruppo GAP
Giulio Casiraghi (1899) - comunista, referente movimento operaio
Renzo del Riccio (1923) - socialista, Brigate Matteotti
Andrea Esposito (1898) - comunista, partigiano della 113ª Brigata Garibaldi
Domenico Fiorani (1913) - socialista, Brigate Matteotti
Umberto Fogagnolo (1911) - Partito d'Azione
Giovanni Galimberti (1922) - Brigate Garibaldi
Vittorio Gasparini (1913) - antifascista cattolico, responsabile di una missione dell’OSS (Office of Strategic Service) della V Armata americana
Emidio Mastrodomenico (1922) - capo dei GAP
Angelo Poletti (1912) - socialista, Brigate Matteotti
Salvatore Principato (1892) - socialista, Brigate Matteotti
Andrea Ragni (1921) - Brigate Garibaldi
Eraldo Soncini (1901) - socialista, appartenente alla 107ª Brigata Garibaldi SAP
Libero Temolo (1906) - comunista, organizzatore delle SAP
Vitale Vertemati (1918) - partigiano della 3ª Brigata d'assalto Garibaldi Gap "Lombardia".

«Il sangue di Piazzale Loreto lo pagheremo molto caro». (Benito Mussolini al vice-capo della Polizia della RSI, Eugenio Apollonio)

09/08/2026

Enzo Biagi nasce a Pianaccio, sull’Appennino bolognese, il 9 agosto 1920. Figlio di un operaio, comincia il “mestiere” di giornalista ancora ragazzino, al Resto del Carlino.

Lo interrompe nel momento delle scelte: dopo l’8 settembre 1943 entra nella Divisione partigiana “Bologna” di Giustizia e Libertà.

Dopo la Liberazione, una vita intera nel giornalismo senza mai scendere a compromessi.

Non ha mai smesso di essere, fino alla fine, quello che è sempre stato: un uomo libero.

È sepolto a Pianaccio. Sulla sua giacca, il distintivo dei partigiani di Giustizia e Libertà. Nell’aria, quel giorno, il canto di Bella Ciao.

🔍 Scopri di più su: https://www.anpi.it/biografia/enzo-biagi



Indirizzo

Centro Sociale Sammargheritese/Piazza Padre Murialdo 5
Santa Margherita Ligure
16038

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