07/07/2026
A 25 anni dal g8 di Genova vogliamo ribadire che un altro mondo sarebbe stato possibile, ma i poteri dominanti hanno scelto una strada diversa: quella della globalizzazione e della liberalizzazione dei mercati.
In un mondo dove le merci hanno più diritto di movimento delle persone, la questione dei migranti è centrale oggi come allora. I paesi industrializzati sfruttano i territori, fanno guerre e poi si indignano quando le persone si riversano nei loro territori rivendicando libertà che gli erano state promesse senza mai essere mantenute, rispondendo con la costruzione di CPR come quello che hanno progettato per Castel Volturno.
Lo sterminio in Palestina è un esempio di come lo sviluppo capitalista e quello tecnologico vanno di pari passo per favorire pochi ricchi, mentre donne, uomini e bambini perdono la loro vita per difendere la propria terra dall’invasione sionista.
Oggi come allora, il sistema economico si basa sulla finanziarizzazione del mercato, dove le banche svolgono un ruolo ancora centrale. Mentre la Presidente Meloni e il governo millantano una crescita economica la realtà che vediamo sui nostri territori è completamente diversa: disoccupazione, precarietà, sfruttamento, morti sul lavoro.
Ma nei nostri territori si muore anche di inquinamento per decenni di malaffare e malapolitica, che hanno portato le nostre terre al devasto. Invece di misure alternative di propone ancora la costruzione di impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. Ma noi subiamo il danno due volte, perché prima ci ammaliamo e poi non siamo in grado di curarci perché la sanità pubblica è al collasso.
E a chi cerca di proporre un’alternativa o di opporsi allo stato di cose presenti lo Stato risponde con una serie di Decreti che si scrivono Sicurezza ma si leggono Repressione: gli operai vengono manganellati, i centri sociali vengo o chiusi, i compagni denunciati o arrestati.
Ma in questo scenario il nostro dovere è quello di resistere e di re-immaginare un nuovo presente e un nuovo futuro, creando una comunità resistente che sia in grado di vivere sui nostri territori.