20/04/2026
La Cassazione ha annullato la sentenza d’appello nel processo ad Alessandro Impagnatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano, limitatamente al mancato riconoscimento della premeditazione, disponendo un nuovo giudizio per stabilire se l’uccisione sia stata il frutto di una decisione maturata nel tempo. La giurisprudenza ritiene accertata la premeditazione anche in caso di un intervallo di tempo breve se si dimostra che l’autore avrebbe potuto fermarsi.
A partire dall’esperienza delle donne accolte nei centri antiviolenza, emerge con chiarezza che la questione è comprendere quale tempo il diritto stia effettivamente considerando. Il rischio che si corre è che la premeditazione venga valutata isolando l’evento finale e ignorando la progressione di condotte che costruiscono la possibilità stessa del femminicidio, che non è mai un evento improvviso.
Ciò era chiaro all’antropologa femminista Marcela Lagarde quando ha elaborato il concetto di femminicidio per riferirsi al contesto complessivo di condotte misogine, pratiche sociali e responsabilità istituzionali che rendono le uccisioni possibili. Il femminicidio descrive un continuum di violenze: approfondire la premeditazione significa interrogarsi su questo continuum per comprendere che il momento della decisione non può essere separato da ciò che lo precede.
Leggi il commento di Ilaria Boiano sul nostro sito